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Muore magnate dei Bitcoin, $150 milioni bruciati: nessuno conosce la password

L’incredibile storia raccontata dal Sole 24 Ore: Gerald Cotten muore lasciando $150 milioni in Bitcoin, ma nessuno potrà usarli. Sì, perché il fondatore di QuadrigaCX era l’unico che conosceva la password per accedere alla piattaforma.

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06/02/2019 15:03

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I Bitcoin, croce e delizia dei trader del nuovo millennio, sono protagonisti di una storia che calzerebbe a pennello in un’ipotetica nuova stagione di Black Mirror, la fortunata serie tv antologica britannica che esplora e sviscera le paure e le contraddizioni legate alla tecnologia e ai nuovi media.

A raccontarcela è Il Sole 24 Ore, parlandoci di tale Gerald Cotten, trentenne canadese fondatore di QuadrigaCX, una piattaforma di exchange molto famosa in nordamerica. L’uomo è morto lo scorso 9 dicembre e con lui sono scomparsi circa 150 milioni di dollari.

 

Bitcoin

 

Bitcoin perduti, questione di password

Cotten, racconta il noto quotidiano economico-finanziario italiano, è scomparso a fine 2018 in India, a causa del morbo di Crohn. Dal momento che era l’unico a conoscere la password della sua piattaforma, nessuno da allora è riuscito ad accedervi, a causa di una serie di misure di sicurezza impostate dallo stesso Gerald.

Tra queste, l’accesso alla piattaforma dal computer privato del fondatore di QuadrigaCX, di fatto diventata inutilizzabile proprio perché Cotten era l’unico a conoscerne la password.

A conti fatti, sono svaniti nel nulla 26.500 Bitcoin, 11.000 Bitcoin Cash, 11.000 Bitcoin SV, 35.000 Bitcoin Gold, 200.000 Litecoin e 430.000 Ethereum, per un totale di circa 150 milioni di dollari. Non esattamente bruscolini.

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Parla la moglie di Cotten

Il caso naturalmente ha fatto molto discutere circa la relativa immaturità di un mercato ancora sostanzialmente nuovo, anche dal punto di vista legale. Infatti, non esiste una legge sull’ereditarietà dei Bitcoin, come invece per gli altri beni detenuti da un defunto.

Jennifer Robertson, la vedova Cotten, davanti alla Corte Suprema della Nuova Scozia ha dichiarato:

Il laptop che Gerry usava per gestire l’azienda è criptato e io non ho idea di dove sia la password. Nonostante le mie diligenti ricerche non ho trovato password o private key da nessuna parte. Ho assunto un esperto di sicurezza altamente qualificato, Chris McBryan, per cercare di recuperare le informazioni. Il signor McBryan è riuscito a recuperare alcuni dati dai telefoni e da altri pc di Gerry ma non è riuscito ad accedere al computer principale”.

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