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Andrea Panarese: “Mindset e big shot fondamentali negli MTT”

Scritto da
02/02/2016 14:00

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Sul finire del 2015 abbiamo intervistato Andrea Panarese per parlare del suo bilancio ai tavoli e della sua visione del poker .it. In quell’occasione ci siamo concentrati soprattutto sul poker giocato, ma “andryguen” è anche un apprezzato coach, che nel corso della sua attività di insegnamento per Pokermagia ha avuto modo di confrontarsi con decine di grinder di MTT, tutti con differenti capacità e leak. Abbiamo contattato Andrea per ascoltare la sua opinione sull’importanza dei big shot e sui diversi approcci che si possono avere, sia tecnicamente sia psicologicamente per affrontare una disciplina ad alta varianza come gli MTT.

Vista la tua esperienza di coach, quali sono i leak più frequenti che vedi nei tuoi studenti e ai tavoli?

Quello più grave è che tanti player giocano troppo nitty, non sfruttano la fold equity sulle tre streets ma solo su preflop e flop, dimenticando che il gioco si sviluppa su tutto il board. I ragazzi che seguo comunque sono già abbastanza preparati, quindi i loro errori sono piuttosto tecnici, a livello di chips/EV. Se dovessi parlare a un regular che conosce già bene le dinamiche di questo gioco, gli direi di fare attenzione a non prendere spot marginali quando proprio non ce n’è bisogno. Mi capita di seguire ragazzi che commettono questo errore perché non tengono conto del flow, della struttura, del field etc.

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Spesso si sente dire che giocare i tornei richieda un mindset molto più forte rispetto ad altre discipline. È davvero così? Quanto sposta concretamente avere i nervi saldi negli MTT?

È fondamentale. Uno degli approcci che fa la differenza tra reg e top reg dal punto di vista non tecnico ma mentale è la predisposizione con cui ci si siede al computer per giocare. Mai sedersi con altri pensieri per la testa, se la giornata è andata male, se non si è motivati, se si è annoiati, stanchi e via di scorrendo. Il mindset va curato nei minimi dettagli, soprattutto per quanto riguarda i professionisti o gli aspiranti tali ma anche per i giocatori occasionali, che giocano solo per divertirsi ma non per questo devono presentarsi al tavolo stanchi o distratti, finendo per giocare troppe mani o troppo poche. Essere stanchi vuol dire non essere in grado di distinguere quali sono gli spot profittevoli, quelli marginali e quelli da evitare assolutamente. Altro aspetto importantissimo per dare il massimo al tavolo riguarda la concentrazione solo ed esclusivamente sul poker: evitate “multitabling” con Youtube, Facebook e siti vari. Non distrarsi con il telefono, io lo smartphone lo tengo sempre offline. La musica può andare bene per qualcuno, ma non per tutti, è soggettivo.

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Quali sono i leak più evidenti che noti nei tuoi coachati?

A livello tecnico un leak grosso che vedo spesso riguarda l’approccio in early stage, che per molti è troppo nitty. Foldano mani infoldabili e più in generale anche tanti nuovi reg ragionano solo sulla street che stanno giocando in quel momento, pensando poco a quelle passate e quasi nulla a quelle future. Pianificare la condotta sulle tre street è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i flat call preflop, ma anche per il post-flop: c’è chi si ferma al flop perché valuta solo la equity sul flop, quando dovrebbe continuare fino al river. Proprio la pianificazione è ciò che manca anche ai tanti giocatori (tra cui molti regular) che non comprendono la differenza tra la equity di un all-in preflop e il call a una puntata – anche grossa – postflop: nel primo caso ti giochi il torneo, nel secondo no, e questo è un concetto che molti trascurano.

In una disciplina ad alta varianza come gli MTT il big shot è importantissimo. Quanto sposta, concretamente, nella carriera di un professionista?

Sposta tantissimo e il big shot influenza anche il modo di studiare e volersi migliorare come giocatore. A me manca da parecchio tempo e ho continuato a lavorare sul mio gioco tantissimo per aumentare il mio ROI atteso, al fine di diventare più competitivo nei tornei con field competitivo. Avere un ROI basso in tornei come il Sunday Special, che già hanno una varianza altissima e in più sono pieni di reg, è estremamente dannoso per un professionista. I tornei come lo Special sono quattro al mese, 52 all’anno, quindi vincerne uno è di per sé un gran colpo di fortuna, un big shot appunto. Bisogna essere preparatissimi a sfruttare ogni spot nel migliore dei modi, perché vincere questo o altri domenicali ha un grosso impatto sul bilancio di un intero anno: per chi gioca gli MTT Online sul .it 20.000€ sono tanti soldi.

Oltretutto, un big shot rafforza il mindset in maniera importante: vincere un torneo importante ti dà una sicurezza incredibile ai tavoli, a differenza, ad esempio, dei sei final table che ho centrato io lo scorso anno.

Anche i top top top reg italiani come Antonio Bernaudo ed Emiliano Conti dipendono dai big shot. Un giocatore che considero fortissimo come Mauro Carrascon ha vinto meno di quanto meritava nel 2015 perché gli è mancato il grande successo; in pratica ha incassato meno del suo expect. Antonio Bernaudo, invece, runna a ROI totale del 100%, vincendo 100.000€. Sono meritatissimi, è uno dei reg che più mi piace, però dipendono tanto dal big shot. La varianza incide tantissimo anche nel caso dei top professionisti. Possono esserci anni senza vittorie importanti, perché in series come SCOOP o ICOOP anche il migliore non può imporre nettamente il suo expected visto il basso numero di tornei a disposizione e i field enormi.

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