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“Isaac Haxton? Agli heads-up hyperturbo da 1.000 $ gli danno la caccia”

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14/05/2015 17:00

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Gli heads-up hyperturbo da 1.000 dollari sono una torta golosa, e così anche giocatori di assoluta eccellenza come Isaac Haxton, Daniel Cates e Ben Tollerene da alcuni mesi hanno provato ad entrare nella ristretta cerchia di quella “division”, tuttavia fallendo in modo clamoroso: a sostenerlo non è qualcuno che parli per sentito dire, ma bensì Bryan “PrimordialAA” Pellegrino.

Lo statunitense in questo campo è un’autorità, potendo vantare molta esperienza in prima persona ed anche la conoscenza di alcuni fra i migliori giocatori al mondo in questa specialità.

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Ebbene, Bryan sostiene che da tempo i giocatori sopracitati (e non solo loro) avrebbero cercato con insistenza di riuscire a convincere i regular di quel livello a dividere la lobby con loro: per farlo non basta inviargli una scatola di cioccolatini a casa, ma bisogna battagliare con loro e dimostrare che fare a cazzotti non convenga a nessuno. Peccato che malgrado i loro sforzi, sostiene “PrimordialAA”, neppure un fenomeno assoluto come Isaac Haxton sia riuscito nel risultato sperato.

Ormai Haxton avrà giocato più di diecimila heads-up hyperturbo, forse di più se si considera anche Full Tilt – ha scritto su TwoPlusTwo – malgrado questo, i regular gli danno costantemente la caccia come se fosse l’ultimo dei fish. Un volume del genere non è casuale, e non lo si mette assieme semplicemente giocando nei ritagli di tempo. La verità è che molti di loro hanno provato ad entrare nella division, ma hanno fallito, ed anche piuttosto clamorosamente”.

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Bryan Pellegrino, qui alle WSOP di qualche anno fa: ora è coinvolto in un progetto di staking agli Spin&Go

Pellegrino respinge quindi con forza l’idea che non ci siano riusciti semplicemente perché non ci abbiano provato abbastanza, magari perché il denaro in ballo non fosse abbastanza per loro: “Quello che vi sfugge è che molti di quelli che vedete ai tavoli di cash game high stakes non giocano con soldi tutti loro, ma in quota – sottolinea – così, se confrontate i risultati di un giocatore come Ben Sulsky negli ultimi anni e di uno come SkaiWalkurrr che invece ha giocato sempre al 100% con i suoi soldi, vi renderete conto che il gap che immaginate ci sia in realtà non esiste”.

Pur senza fare nomi, “PrimordialAA” lascia anche chiaramente intendere che alcuni di questi giocatori lo abbiano pure cercato per del coaching, a dimostrazione di quanto entrare nella “division” degli heads-up hyperturbo da 1.000 $ gli interessasse e come. E non certo per caso.

Secondo i bene informati, infatti, da circa sei mesi tre dei più forti giocatori di heads-up hyperturbo da 1.000 $ hanno lasciato il campo, vale a dire Dan “mrGR33N13” Colman, Johannes “Jossel2008” Meyer e “killuifuplay“. Questo significa che adesso a spartirsi la lobby ci sono meno regular che si prendono tutto il traffico dei giocatori occasionali: ecco quindi che anche per l’elite del poker una sedia attorno a questo tavolo è più che appetibile.

Il problema, sottolinea Bryan, è che ai più alti livelli ormai la competizione è talmente elevata che lo sforzo per avere successo diventa proibitivo anche per professionisti eccezionali, che su profitti nell’ordine di circa 700.000 dollari l’anno più la rakeback (tanto guadagnano i migliori a quei livelli) non ci sputerebbero affatto sopra, neppure quando si chiamano Isaac Haxton.