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Il Jack: da figura androgina in Sicilia a cameriere e furfante in Francia

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15/09/2019 14:00

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L’affascinante storia del Jack, la cui nascita risale al 1200 in Egitto, tra bocciature, promozioni e viaggi intorno al mondo.

Alzi la mano chi di voi, amici lettori di Assopoker, non ha mai avuto la curiosità di sapere che tipo di origine, di storia, di curiosità, potessero avere le carte del mazzo francese che tutti noi utilizziamo per dare corpo al nostro gioco preferito, il poker.

Quante volte avete pensato al valore figurativo delle carte che avete in mano, se Re e Regina abbiano mai avuto una storia d’amore affascinante, oppure se avete immaginato il fante alle prese con le corti medioevali. 

Ebbene oggi vogliamo andare a scoprire proprio tutto ciò che riguarda il fante, o Jack, o valletto, o addirittura cameriere, come viene chiamato in alcune parti del nostro meridione. 

Per comodità da ora in poi, in questo pezzo lo chiameremo “jack”, universalmente riconosciuto e sdoganato da quando il poker è diventato un gioco conosciuto in quasi tutto il mondo. 

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Questa carta viene spesso raffigurata, almeno nei moderni mazzi francesi e inglesi, come un giovane uomo che indossa uno sfarzoso abito tradizionale generalmente associato all’Europa del 17esimo secolo. 

Il suo valore è ormai universalmente riconosciuto come la carta di rango inferiore tra le tre figure, dopo Re e Regina, ma quello che è considerato come il suo primo avo, arriva dal mazzo “Mamluk”, in uso addirittura intorno al 1250 e facente capo al sultanato mamelucco, un regno che abbracciava Egitto, Levante ed Hejaz. 

Il mazzo comprendeva pochissime carte, una sorta di “Short-Short Deck”, comprendenti solo carte con figure per far sollazzare i regnanti. Il nome che fu dato alla carta di cui stiamo parlando fu “thānī nā’ib”, che possiamo tradurre come “secondo o sottosegretario”, il che rende perfettamente l’idea. 

L’attuale jack fu portato in Italia e in Francia qualche secolo dopo ed è in queste due nazioni che gli venne riconosciuta la promozione a soldato e cavaliere, tanto che i cugini transalpini gli affibbiarono il nome di “valletto”, nomignolo ancora oggi usato in molti dei giochi di carte francesi. 

In Europa venne introdotta anche la Regina, ma solo all’inizio del 1600 la forma gerarchica “Re-Regina-Fante”, divenne quella che conosciamo ancora oggi. 

Ed è in questo periodo che nell’Italia meridionale il Jack prende le sembianze di una figura androgina, tanto che in alcuni Tarocchi Siciliani, esso è chiaramente raffigurato come personaggio femminile, seppur il nome, “il cameriere”, rimase sempre e comunque di genere maschile. 

In tutto il mondo, a parte le affascinanti teorie sul grado medievale assegnato alle figure, solo in Francia il Jack venne rappresentato come personaggi realmente esistiti a seconda del loro seme. 

  • Jack di picche “Ogier The Dane”, un cavaliere leggendario narrato nelle “Chansons de Geste”
  • Jack di cuori “La Hire”, un guerriero francese
  • Jack di quadri “Hector, eroe mitologico dell’Iliade
  • Jack di fiori “Lancillotto” o, a seconda del gioco, “Giuda Maccabeo”

Ora, al prossimo torneo di poker che deciderete di giocare, invece di chiedere al dealer di girarvi un Jack di quadri al river, provate a chiedergli di regalarvi “Hector“… Magari funziona

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