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Marco Meoni diventa coach: “vi spiego perché il field italiano degli Spin and Go 100 è tosto”

Grinder e coach degli Spin and Go ci spiega il suo percorso nel poker online e l'accesso al top livello su PokerStars. La nuova avventura nel coaching.

Scritto da
13/12/2019 15:30

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Marco Meoni gioca a poker “da una vita” ma “seriamente solo da 4 anni”. La svolta è arrivata “quando ho capito che per ottenere risultati bisognava studiare e applicarsi“. Marco ora si dedica solo agli Spin and Go su PokerStars (ai 50 e ai 100) ma c’è stato un periodo della sua vita che era full time sugli MTT. E’ da poco diventato anche coach di Pokermagia.

Marco Meoni

Quando è stata la svolta per te nel poker online?

Ho iniziato a studiare da autodidatta, avevo capito che lo studio fosse la condizione necessaria per trasformare una passione in qualcosa di più.

 

Settembre 2016 inizia la tua stagione negli MTT online full time o quasi.

Si, sono entrato in Pokermagia e sono stato con loro per un anno e mezzo. E’ stato un periodo bello, ho conosciuto tante persone con cui mi ci sento tutt’ora. Ma allo stesso tempo anche molto intenso. Grindare tutte le sere dalle 20 alle 03 (quando le cose andavano male) era diventato veramente alienante.

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Così hai deciso di fare una scelta “coraggiosa”…

Questo è stato il motivo principale per il quale ho virato sugli Spin. Ho iniziato a studiare la disciplina con Magia, partendo dal livello 10€. Ora, dopo 1 anno e 2 mesi, mixo i 50 e i 100 su Pokerstars e da qualche settimana sono anche diventato Coach dei ragazzi che giocano gli Spin da 10€.

 

Cosa rappresentano per te gli Spin and Go come variante?

Come ho detto prima, la libertà che ti danno gli Spin and Go non te la danno gli MTT. Posso giocare in qualsiasi orario, quanto tempo voglio e solo quando mi va. Inoltre, l’iniziare a studiare una nuova disciplina per cercare di raggiungere lo stake più alto su Pokerstars mi dava quella motivazione extra che cercavo da un po’ di tempo. Senza contare il fatto che gli Spin sono più meritocratici dei tornei.

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Come cambiano le prospettive da grinder a coach?

E’ una posizione che richiede sicuramente tante responsabilità, ma allo stesso tempo tanta gratificazione nel vedere i ragazzi che segui crescere tecnicamente e scalare i livelli. Anche per me i coach sono stati la chiave per arrivare in alto. Un ringraziamento speciale va a Ivan Scocca, Eros Zappacosta e Giuseppe Murabito.

Marco Meoni

Quali consigli ti senti di dare ai giovani grinder che vogliono provare seriamente la scalata negli Spin?

E’ fattibile ma è un percorso lungo e complicato, devono essere consapevoli di questo. Nessuno ti regala niente, bisogna guadagnarsele le cose. Non è tutto rose e fiori come può sembrare da fuori. Ci vuole tanto studio, impegno e dedizione. Per me il duro lavoro conta più del talento.

 

Come valuti il mercato italiano nell’ultimo anno? Hai notato dei nuovi trend, tendenze?

Un anno, negli Spin specialmente, è un arco di tempo infinitamente lungo. Il field cambia di mese in mese ed è quindi necessario adattarsi velocemente alle nuove tendenze.

 

Che impressione ti ha fatto il livello 100 italiano anche se è da poco che ci giochi?

Ai 100, per quel poco che ho potuto vedere, il field è molto aggro, al contrario dei livelli più bassi dove, invece, trovi avversari di tutti i tipi: dal nitty, al calling station, dal reg preparato.

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