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Poker coaching: tre errori di cui ti accorgerai immediatamente

L'importanza del poker coaching è risaputa, soprattutto al giorno d'oggi, quando i margini sono talmente risicati che "giocare" non basta più

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26/10/2020 19:00

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poker coaching

poker coaching

L’importanza del poker coaching in un gioco come il nostro, è stata più volte messa in evidenza nei nostri pezzi, qui su Assopoker.

Almedin Imsirovic, uno dei giocatori più interessanti e talentuosi degli ultimi anni, scrisse un pezzo per PokerNews poco più di due anni fa, mettendo in evidenza l’importanza del poker coaching, in questo caso quello di due mostri sacri del poker moderno, Doug Polk e Ryan Fee.

Ne proponiamo un estratto.

L’importanza del poker coaching

Durante la pausa cena di un torneo con buy-in di $ 10.000 al Bellagio, ascoltavo silenziosamente ed educatamente due giocatori abituali di high roller che discutevano di una mano.

Tutto quello che sentivo da loro era, a mio parere, sbagliato. Ero quasi tentato di dire loro che quella logica non aveva nessun senso.

Stavo giocando le partite $ 0,02 / $ 0,05 solo 18 mesi fa, e ora sono seduto di fronte ad alcuni dei migliori giocatori del mondo e mi permetto di contestare, seppure tra me e me, i loro ragionamenti.

Come sono arrivato a questo torneo?

Il modo in cui sono arrivato a questo punto della mia vita, periodo in cui sono adeguatamente preparato e strategicamente attrezzato per giocare a questi livelli, non mi sembra ancora reale.

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Ho iniziato la mia carriera nel poker nel 2015. Un ragazzo di 19 anni dagli occhi brillanti alle prese con partite “morbide”.

Mi sono iscritto ai siti di formazione che tutti i “regs” sembravano usare. Ho guardato innumerevoli stream di poker su Twitch e PokerStars Live. Ma non avevo le basi.

Analisi e scoperta dei miei errori principali

Quando ho cominciato a girarmi intorno e ho provato ad analizzare il mio modo di giocare, anche e soprattutto grazie al mio studio, sono riuscito a scovare gli errori più marchiani della mia condotta di gioco. 

1. I miei range erano troppo ampi da ogni posizione

Stavo giocando troppe mani all’inizio della mia carriera. Con la scusa di poter far foldare le persone, stavo costruendo modi elaborati per sfidare me stesso e il mio ego.

Questa prospettiva è stata sia utile che inutile. Da una parte stavo espandendo i miei orizzonti creativi come giocatore di poker, ma dall’altra stavo semplicemente bruciando soldi aprendo fin troppe mani spazzatura.

I grafici preflop forniti da Doug Polk e Ryan Fee nella Upswing Lab, erano diversi da quelli a cui ero abituato a seguire. Per la prima volta sono rimasto fedele ad un approccio dogmatico e di principio e solo molto raramente mi sono allontanato dalle statistiche preflop.

Grazie a questo accorgimento, il mio software di monitoraggio ha dimostrato che stavo vincendo almeno 5bb / 100 in più rispetto a prima.

2. La mia strategia era disorganizzata

Non avevo una struttura organizzata in ordine alla quale scommettere, checkare o foldare. Il Lab mi ha fornito quel quadro e mi ha aiutato a organizzare il mio range di mani in quattro categorie:

Categoria 1 – Le nostre scommesse per valore

Queste mani non sono necessariamente sempre in vantaggio, ma le scommesse generalmente negano l’equity a villain, oltre a costruire i piatti quando abbiamo la mano migliore.

Categoria 2 – La nostra gamma di check-call

Scommettevo queste mani fin troppo spesso, quando, praticamente quasi sempre, se sappiamo riconoscerle, il check-call può portare del profitto rispetto alla “puntata a prescindere”.

Categoria 3 – I nostri bluff

Per la maggior parte dei giocatori di poker, questo intervallo si concretizza in una categoria vaga piena di bluff scelti arbitrariamente. 

Sono passato dal bluffare troppo spesso a non bluffare abbastanza quando ho iniziato a organizzare le mie mani in categorie, ma sento che ci sono voluti solo tre mesi per comprendere appieno questa parte della strategia.

Categoria 4 – I nostri fold

La linea tra questo range e quello della categoria 3, richiede uno sforzo ulteriore per identificarla. 

Pochissimi altri giocatori, al di fuori delle partite con poste più alte, seguono un approccio simile e i dettagli, in un gioco dove il margine è davvero risicato, fanno la differenza.

3. Stavo bluffando in modo inefficiente

Blufferei con ogni mano nel mio range su certe texture del board, senza mai bluffare su altre.

Nel 2015, avrei aperto da hijack con una mano come 6 4 , il flop sarebbe stato {10 -} {8 -} {3-} rainbow e mentre il board finiva con turn { 8-}, river {3-}, mi sarei ritrovato a dover bluffare sempre e comunque per non perdere il piatto.

È stato allora che ho notato un’altra perdita, questa volta nelle strategie dei miei avversari.

Questo bluff semplicemente non è efficiente. Senza equity da migliorare al turn e al river, il resto del field farà sempre soldi contro di noi semplicemente chiamando con le mani più forti. 

Se riescono a bluffare o se chiamano con punti molto deboli (come tendono a fare nei micro limiti), questo bluff sta, alla lunga, bruciando denaro.

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