Gioco legale e responsabile

Scommesse

ll prezzo del petrolio crolla e… ricco businessman chiama in causa noto bookmaker inglese per €3,6 milioni

Ricco uomo d'affari scozzese ha perso più di 3 milioni di sterline negli ultimi anni ed ha citato in giudizio il bookmaker inglese Ladbrokes per un cavillo legale, ma la tesi dei suoi avvocati rimane debole.

Scritto da
29/09/2020 18:27

2.796


Terry Allan è un ricco uomo d’affari che ha una società di reclutamento per le società petrolifere. E’ di Aberdeen, città nota proprio per essere la “capitale” dell’industria dell’estrazione nel mare del Nord, come possono esserlo Malta o Gibilterra per il gioco online.

Mister Allan ha anche una passione sfrenata (molto probabilmente eccessiva) per le scommesse e, a giudicare da quanto ha perso dal 2011 fino ad oggi, le sue aziende devono aver fatturato milioni e milioni di sterline. Gestisce le aziende Tulloch e Team Recruitment che forniscono personale qualificato ed attrezzature per le società che possiedono le piattaforme nel Mare del Nord.

 

2020, anno nero anche per il petrolio

Il 2020 è stato però un anno nefasto per l’industria, con il prezzo del petrolio che è crollato quasi a zero, mettendo in crisi l’intero settore ed è probabile che anche i giorni per il Signor Allan non siano più proficui come un tempo. Sarà solo una coincidenza ma l’abile businessman scozzese, attraverso i suoi legali, ha citato in giudizio lo storico bookmaker inglese Ladbrokes per la restituzione di 3,3 milioni di sterline che, in passato, aveva perso scommettendo su eventi sportivi.

 

“Scommetteva dalla Spagna per telefono”

Mister Allan scommetteva in un piccolo betting shop della “città di granito” e spesso si recava in Spagna per giocare a golf. Durante le sue trasferte iberiche però non interrompeva la sua attività di bettor scommettendo per telefono. Ogni giorno chiamava l’agenzia di Aberdeen e puntava e perdeva, perdeva e perdeva.

Era diventato un cliente così importante che Ladbrokes gli aveva riservato anche una linea telefonica privata.

Nei documenti depositati presso la High Court di Londra, il suo avvocato Thomas Hulme ha dichiarato: “Tra il 2011 e il 2019 il ricorrente era un prolifico cliente che scommetteva regolarmente con il betting shoop, in genere per telefono”.

“Nel 2014, 2015, 2016, 2017 e 2018 il ricorrente ha effettuato migliaia di scommesse individuali con il convenuto (Ladbrokes), con puntate settimanali medie di 400.000 sterline”.

La tesi degli avvocati

“Il livello del gioco d’azzardo era tale che nel 2015 circa gli è stata fornita una linea telefonica dedicata al negozio. Il ricorrente (Allan, ndr) era in rapporti amichevoli con il personale del negozio. Discuteva dei suoi viaggi in Spagna e continuava a scommettere per telefono con il negozio”.

“Il signor Allan chiede a Ladbrokes di rimborsare £ 1.148.786,41 spesi nel 2016, £ 1.132.558,20 dal 2017 e £ 1.087.187 giocati nel 2018”. Ha rivendicato anche gli importi scommessi persi nel 2014 e 2015, ma deve ancora fornire le cifre esatte. Inoltre il gambler ha chiesto un interesse dell’8%.

La tesi dei suoi avvocati è che scommettendo telefonicamente dalla Spagna, Ladbrokes non poteva raccogliere gioco (almeno con la licenza britannica, visto che il betting shop che raccoglieva le bets era in Scozia) essendo fuori dai confini nazionali ed inoltre non avendo neanche una licenza in Spagna, di fatto non doveva accettare le bets del loro cliente.

 

Bonus Scommesse

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui bookmaker italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i bookmaker sono mostrati a rotazione casuale.

Ladbrokes: “tesi senza alcun fondamento, ci difenderemo con forza”

Il tabloid britannico The Sun riporta le parole di un portavoce del book:  “riteniamo che la tesi degli avvocati sia priva di fondamento nel merito e siamo intenzionati a difenderci con forza”.

 

I dubbi: si possono annullare scommesse per difetto di giurisdizione?

Una teoria che però non convince molto per vari motivi:

  1.  in genere gli ordinamenti giuridici occidentali, i crediti con questo tipo di causa (Gioco d’azzardo) hanno una protezione “minore”, vengono considerati “obbligazioni naturali”, ovvero se lo scommettitore paga non ha più diritto alla ripetizione del debito. E l’azione legale potrebbe quindi essere respinta in sede preliminare (come è successo di recente in California per il caso Postle, o in Italia in vari casi). C’è da dire che la Gran Bretagna ha un sistema diverso di common law (conta il precedente ed in teoria non esistono leggi) e quindi il giudice ha un potere discrezionale maggiore e potrebbe anche ammettere il caso in giudizio per entrare nel merito della contesa.
  2. Il fatto che Ladbrokes raccogliesse gioco per un residente britannico, in alcune occasioni, fuori dai confini nazionali, può essere un fatto ostativo sufficiente per annullare le scommesse? Abbiamo molti dubbi su questo fatto. Al massimo, la responsabilità potrebbe essere di diritto amministrativo nel caso la Gambling Commission britannica ritenesse questo comportamento non regolare e la sanzione potrebbe essere una multa rispetto all’annullamento delle scommesse, visto che vi era la buona fede di entrambe le parti (scommettitore e bookmaker). Mister Allan però è rimasto – in quel periodo – un residente britannico a tutti gli effetti.
  3. In genere quando uno scommettitore piazza una giocata su un bookmaker privo di licenza in quel paese nel quale è domiciliato (in questo caso la Spagna), può incorrere al massimo in una contestazione fiscale. Ma è difficile che  il difetto di giurisdizione sia sufficiente per annullare la scommessa.

 

L’aspetto etico della vicenda

L’ultimo aspetto riguarda il gioco d’azzardo in sé e qui entriamo più in una sfera etica: il giocatore era palesemente affetto da una dipendenza compulsiva da gambling? A giudicare dalle somme scommesse il dubbio sembra legittimo. Dopo che l’uomo aveva perso milioni di sterline,  forse doveva suonare un campanello d’allarme all’interno della società di scommesse che è una delle più serie, esperte e che opera sul mercato da decine di anni (con William Hill è il book più anziano del mercato).

La tendenza ora da parte della Gambing Commission è quella di accertare sempre che siano poste in atto delle tutele nei confronti dei giocatori compulsivi.

Stiamo però parlando di una persona estremamente ricca ed il discorso è quindi relativo, non abbiamo elementi per poter giudicare.

Però c’erano tutti i presupposti affinché questa storia finisse male ed alla fine le parti, con ogni probabilità, dovranno risolvere la contesa in un aula di tribunale.

Vi ricordo che è giusto scommettere per divertimento ma fatelo sempre con cifre umane, le scommesse devono essere un hobby, quindi bisogna agire usando la testa ed essere responsabili. 

Tag:

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento