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Come viene quotato un torneo di poker? I segreti dei bookmakers

Justin Reilly ha spiegato al blog di PokerStars il modo in cui viene quotato un torneo di poker. Un’impresa non facile, ma non impossibile.

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14/03/2020 11:00

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Al giorno d’oggi, i bookmakers quotano praticamente qualsiasi cosa, non soltanto gli esiti delle manifestazioni sportive. In alcuni casi, vengono quotati anche i tornei di poker, come ad esempio le World Series of Poker.

Sul blog di PokerStars è stato pubblicato un articolo in cui Justin Reilly, Senior US Sports Trader e Head of Boxing & MMA di BetStars, ha spiegato proprio come vengono quotati i tornei di poker, visto che ne è il responsabile per il bookmaker dello Stars Group.

 

torneo di poker

 

Come funzionano le quote nei tornei di poker

Reilly ha spiegato come le cose importanti non siano diverse da qualsiasi mercato del betting: assicurare un valore percepito al cliente, ma anche un margine per il bookmaker stesso, permettendogli di ottenere un profitto con uno spread equo di denaro sul maggior numero di scelte possibili.

“Quando devi quotare un torneo di poker, devi approcciarlo come la maggior parte degli sport, concentrandoti su alcuni dati fondamentali che ti permettono di formarti un’opinione”, ha spiegato. Dunque statistiche sulla carriera dei giocatori, vincite live e online, stato di “forma” grazie agli ultimi risultati e via discorrendo.

“Una volta che hai una buona idea dell’ecosistema attuale del poker live e online, puoi iniziare a costruire le tue quote sul torneo, e qui le cose iniziano a farsi interessanti”.

Il fattore fortuna

La grossa difficoltà che si presenta quotando un torneo di poker è ovviamente l’ampio field con cui si ha a che fare, e l’immancabile elemento fortuna che gioca un ruolo fondamentale. Ecco perché è molto complicato stabilire dei parametri accurati, almeno inizialmente.

“Esistono pochissimi altri mercati sportivi come il poker, anzi forse non ce ne sono proprio”, ha affermato Reilly. “Per esempio, prendiamo il golf: il field può essere anche simile al poker, ma skill e ranking dettano principalmente il ‘prezzo’ del giocatore. Nel poker, skill e ranking sono sicuramente degli elementi, ma spesso la fortuna è un fattore molto più importante. Perciò un favorito 8 a 1 nel golf può esserlo 25 a 1 nel poker, a seconda delle circostanze”.

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E che succede quando un field diventa mastodontico, come ad esempio nel Main Event WSOP? “Il favorito può avere quote tra 40 e 66 a 1. Le odds crescono di più quando parliamo di eventi come l’anniversario del Sunday Million, con oltre 50.000 ingressi. Un giocatore qualunque ha più probabilità di vincere di una lunga lista di nomi conosciuti”.

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Un mercato ricreativo

Eppure, identificare un favorito specifico è un passo importante. Il favorito funge un po’ da perno, attorno al quale si sviluppano le quote di tutti gli altri. Nel poker, tuttavia il mercato del betting è più a scopo ricreativo che altro, proprio per la fortuna che caratterizza i tornei”.

Facendo un paragone con altri sport più famosi, come il calcio, non a caso il volume di scommesse sui tornei di poker è minuscolo. La cosa si fa interessante nei cosiddetti derivati, cioè quel genere di puntate particolari che si sviluppano a partire dall’evento.

“Possono essere molto popolari”, ha spiegato Reilly. “Ad esempio in passato abbiamo offerto scommesse sul miglior piazzamento di un pro di PokerStars, o ‘testa a testa’, tipo giocatore A contro giocatore B, o ancora due contro due e così via”.

Come negli altri sport, anche le scommesse sui tornei di poker possono fluttuare nel prosieguo di un evento: “Se il favorito ha uno stack grosso, possiamo offrire anche un mercato ‘punta senza il favorito’, per renderlo nuovamente competitivo”.

Esiste il match-fixing in  un torneo di poker?

Un punto delicato che tocca il mercato del betting in generale, e che in alcuni sport più di altri può rappresentare un problema, è il match-fixing. Può capitare che a qualcuno venga in mente di fare chip-dump, così magari da perdere il torneo ma vincere alle scommesse?

“Monitoriamo attivamente tutti i nostri mercati per assicurarci che eventi del genere siano contenuti al minimo”, ha assicurato Reilly. “Non mi è mai capitato un problema come questo, ma se succedesse partirebbero subito indagini che ci porterebbero a prendere una decisione sul da farsi”.

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