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Scommesse

Jan ed Erik Portocarrero, i fratelli che gestivano un giro di scommesse illegali milionario

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13/09/2017 14:00

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Nel luglio del 2015, l’FBI è finalmente riuscita ad arrestare due fratelli che teneva nel mirino da almeno dieci anni. Si chiamano Jan ed Erik Portocarrero e sono stati gli ideatori e i gestori di un giro di scommesse da decine di milioni.

Si trattava di scommesse high stakes e ovviamente illegali, che i due accettavano principalmente dai gambler della California. Ecco come funzionava il loro sistema e com’è andata a finire.

Macho Sports, il bookmaker “nero” per gli scommettitori high stakes della California

Le prime scommesse illegali sul SuperBowl del 1995

Jan ed Erik Portocarrero sono cresciuti negli Stati Uniti, dove hanno svolto attività di vario genere fino al 1995. In quell’anno i due si resero conto di quanti ricchi gambler ci fossero in California.

Vivevano sulle colline di Los Angeles o nella Orange County e amavano scommettere forte su grandi eventi sportivi come le finals dell’NBA o il Super Bowl. Fu proprio il Super Bowl del 1995 a convincere i Portocarrero ad aprire un giro di scommesse illegali, dopo aver raccolsero bet per decine di migliaia di dollari nei giorni precedenti alla partita.

Il Super Bowl del 1995 vinto dai 49ers

Macho Sports: dalla California al Perù

I due fratelli decisero quindi di aprire un bookmaker “nero”, ovvero un sito di scommesse privato. Lo chiamarono Macho Sports e agli albori di Internet iniziarono ad offrire gioco ai gambler californiani, che potevano accedere attraverso delle credenziali specifiche e piazzare le scommesse. In alternativa potevano puntare al telefono.

I fratelli erano consapevoli di compiere qualcosa di illegale, motivo per cui aprirono la sede della loro attività in Perù. Tutte le operazioni avvenivano ufficialmente in Sud America, anche se le puntate erano tutte provenienti dalla California, attraverso telefoni criptati e le prime connessioni a internet.

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Vent’anni di scommesse illegali e decine di milioni di dollari incassati

I server in Norvegia e l’attività criminale a Los Angeles

Macho Sports ha operato per quasi vent’anni, generando profitti da decine di milioni di dollari. Più il loro giro di scommesse illegali cresceva, più i due fratelli erano consapevoli dei rischi a cui andavano incontro. Per questo motivo, in un periodo imprecisato a metà del primo decennio del nuovo millennio, hanno deciso di dividersi: Jan ha iniziato a fare la spola tra il Perù e la California, mentre Erik si è trasferito in Norvegia, dove viveva la madre e dove ha acquistato i server per portare avanti l’attività di betting.

Anche se non erano più stabilmente in California, Jan ed Erik hanno continuato a far sentire la loro presenza grazie ad alcuni “collaboratori”. Uno di questi, Amir Mokayef, si occupava di pestare brutalmente i clienti che si rifiutavano di pagare i debiti. L’uomo viveva a San Diego in una grande villa, ma all’occorrenza usciva in missione per riscuotere i debiti utilizzando intimidazioni e violenza. Altri si occupavano invece di consegnare le vincite.

I fratelli Portocarrero

L’arresto e la condanna

I due fratelli avevano messo in piedi un sofisticato sistema per accettare scommesse high stakes prima dalla California, e poi da tutto il mondo. I server erano in Norvegia, i conti in Perù e loro erano come fantasmi che apparivano improvvisamente a Los Angeles prima di sparire nuovamente.

Nel 2005, l’FBI ha messo nel mirino Macho Sports. Partendo dai maltrattamenti ai gambler che non pagavano, i federali sono risaliti fino ai fratelli Portocarrero. Le indagini sono iniziate ufficialmente nel 2011, ma in realtà ci sono voluti dieci anni per arrivare a Jan ed Erik Portocarrero.

Infatti, nonostante le precauzioni che i due hanno preso fin dall’inizio, sono stati scoperti grazie al lavoro di alcuni agenti sotto copertura che erano entrati a far parte dell’organizzazione criminale. Alla fine non sono riusciti a scappare dall’FBI: Jan è stato arrestato a Los Angeles, Erik a Oslo. Entrambi sono finiti in carcere nel giugno del 2013.

Nel 2015 sono stati condannati rispettivamente a 18 e 22 mesi di carcere. Una pena non particolarmente dura, dovuta anche al pagamento di una maxi multa da 10 milioni di dollari. Una cifra che i due fratelli hanno depositato senza battere ciglio, a dimostrazione di quanti soldi siano riusciti ad incassare in oltre 20 anni di scommesse illegali.

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