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Scommesse & Tennis. The Guardian denuncia lo scandalo: “decine di arbitri radiati dai Futures”

Un'inchiesta del tabloid britannico The Guardian mette a nudo la radiazione collettiva di parecchi arbitri nel tennis, in particolare nei Futures.

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09/04/2019 19:16

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Un altro grave scandalo “scommesse” nel tennis, anche se in questo caso la regolarità degli incontri non è messa in dubbio. Il quotidiano d’inchiesta inglese The Guardian ha messo che l’ International Tennis Federation (Itf) ha squalificato a vita (ma non ha mai dato evidenza della notizia) una decina di arbitri e giudici di sedia “corrotti”.

Il quotidiano britannico ha reso noto la sospensione ed (in numerosi casi) la radiazione per “gravi violazioni” del codice etico di parecchi arbitri accusati di aver incassato denaro allo scopo di comunicare real time ai bookmakers non autorizzati dalla federazione, i risultati dei tornei Tutures dei quali erano ufficiali di gara.

Il giudice di sedia infatti ha il compito di aggiornare sul proprio tablet i risultati, in questo modo l’ impulso telematico viene trasmesso in automatico ai bookmakers autorizzati che pagano il servizio.

 

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Già eravamo a conoscenza di alcuni casi (ovviamente isolati) di giudici che erano coinvolti in giochi poco chiari, riguardo queste dinamiche. L’inchiesta del Guardian ha confermato l’esistenza di tali casi.

E’ bene sottolineare che  la maggior parte degli arbitri sono puliti ed onesti, però esiste questa piccola percentuale di corrotti che rischia di infangare (in modo immeritato) l’immagine dell’intera categoria.

I giornalisti inglesi hanno scoperto diverse “mele marce” come il giudice kazako Kirill Parfeov, il croato Denis Pitner e di molti altri.

Come noto (e vi avevamo già anticipato) uno dei business delle federazioni è quella di vendere la trasmissione dei risultati in tempo reale ai bookmakers autorizzati (cioè che pagano il canone). In genere le federazioni cedono i diritti ad una agenzia esterna che poi vede il servizio alle betting company.

ITF ha stipulato un accordo di 5 anni con la società svizzera SportData per 14 milioni di dollari ogni anno. In questo modo SportData può vendere a sua volta i segnali in tempo reale ai bookmakers per i tornei organizzati da ITF, tornei Futures compresi.

Il mercato delle scommesse live naturalmente richiede un segnale sempre aggiornato al filo del centesimo di secondo o rischia di essere beffato dai courtsiders.

In questo caso perché decine di arbitri sono stati squalificati? Cosa è successo realmente?

Alcuni arbitri corrotti dai bookmakers non autorizzati, trasmettevano i segnali anche a quest’ultimi, attraverso i tablet forniti dalla Federazione ma appositamente modificati, all’insaputa dell’ITF.

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La beffa è che i bookmakers non autorizzati ottenevano il segnale in anteprima: prima il risultato aggiornato arrivata a loro e poi all’agenzia SportData (con un ritardo di circa 30 secondi, un’infinità…). Quindi chi pagava e rispettava le regole era in svantaggio competitivo per colpa di questi arbitri corrotti, mentre i bookmakers non autorizzati potevano modificare le quote a loro vantaggio rispetto al mercato.

Gli arbitri corrotti però avevano fatto il passo più lungo della gamba, iniziando a cercare collaborazione tra i propri colleghi con messaggi compromettenti sui social. E da quel momento si sono scavati la fossa da soli perché questo comportamento non è passato inosservato.

Nei tornei minori come i Futures, il rischio di inganno è molto diffuso ed è meglio astenersi dallo scommettere, non sempre questi match sono regolari. Chi conosce bene il tennis ed il mondo delle scommesse ne è consapevole. Soprattutto negli eventi organizzati nell’Est Europa. I volumi delle giocate sono spesso insoliti per l’importanze di queste partite.

Alcuni giocatori hanno aspramente criticato la scarsa trasparenza delle federazioni sul caso. Andy Murray si è esposto: ” è di cruciale importanza per noi giocatori, abbiamo diritto di sapere tutto quello che sta succedendo”.

L’ International Tennis Federation (Itf) (che è parte offesa in questa oscura vicenda) ha preferito lasciarsi andare ad un “no comment” e sulla mancanza di pubblicità delle squalifiche, in una nota, ha assicurato che darà in futuro maggiore risalto alle sanzioni disciplinari.

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