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Invasore al Super Bowl scommette su stesso: il bookmaker non paga la super vincita

Yuri Andrade nel bene e nel male. Stiamo parlando dello scommettitore che ha bettato l'invasione di uno "Streaker" durante l'ultimo Super Bowl. L'uomo però non si è limitato a scommettere su questa opzione, ma si è reso protagonista dell'invasione durante la finale. Una mossa che lo porterebbe ad incassare 8.5 volte la posta giocata, ma il Bookmaker non vuol pagare. Vediamo perché. 

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19/02/2021 14:00

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Super Bowl: la scommessa sull’invasore

Nei giorni che hanno preceduto l’ultima finale del Super Bowl, era possibile giocare sui bookmakers anche l’invasione “pacifica” sul terreno di gioco durante la finale stessa. Non è una cosa rara nello sport, soprattutto in eventi di grande importanza, assistere alle suddette invasioni. Nel gergo sportivo e delle scommesse, si chiamo “Streaker“. Una moda nata prevalentemente in terra inglese durante le gare di calcio e che velocemente si è diffusa anche negli altri sport. Una moda alquanto becera, ma che viene tenuta in conto dagli stessi bookmakers.

Così, alla vigilia del Superbowl tra Tampa Bay e Kansas City, il punter Yuri Andrade ha pensato bene di bettare la bellezza di 50.000 dollari sulla possibilità che uno “Streaker“invadesse il terreno da gioco durante la finale. Quota presa  @8.5 in lavagna e dunque, con la probabile vincita fissata a 425.000 dollari. Non cifre esigue insomma, ma una super bet per un piatto davvero ricco.

Super bowl: Andrade in versione Streaker

Fino a qui una storia bizzarra, ma nemmeno troppo clamorosa per quello che concerne il Super Bowl: in fondo le scommesse strane fanno da sempre parte di questo evento. La vera storia incredibile prende forma nei minuti finali della gara, con Tampa ormai lanciata verso il successo per 31-9. Yuri Andrade infatti non si è limitato a bettare una ipotetica invasione, ma si trasforma lui stesso in uno “Streaker“.

Così negli ultimi secondi della partita, ecco che il punter viene inquadrato per qualche istante dalle telecamere mentre attraversa di corsa il terreno di gioco, con un costume fucsia e un paio di pantaloncini neri. Una corsa sfrenata e bloccata poco dopo dagli addetti alla sicurezza: quest’ultimi buggerati in un primo momento, cercano di rimediare alla falla nel sistema di sicurezza, placcando nel vero senso della parola l’invasore. Ma poco importa a Yuri Andrade, visto che la scommessa è vinta.

Super Bowl: galeotta l’intervista radiofonica

Yuri Andrade da scommettitore a Streaker. Il 31enne della Florida pregusta già i 425 mila dollari da incassare e paga senza problemi la multa da 500$, prevista per questi casi. Ma, c’è un ma grande come una casa in questa storia. All’indomani del Super Bowl, Andrade viene intervistato da una radio locale e si lascia scappare troppe cose sulla storica invasione in campo. Il punter ammette candidamente di essere aver indossato i panni dello Streaker solo per vincere la scommessa.

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Yuri Andrade il giorno seguente

Prendendo in prestito un noto proverbio, “Arlecchino si confessò burlando“, Yuri Andrade ha svelato i sui veri piani ridendo e scherzando durante questa intervista. Un errore costato caro visto che il bookmaker, su cui il punter aveva scommesse, ha subito congelato la vincita, per poi rifiutarsi di pagare la somma prevista. Un clamoroso autogol da parte dello “Streaker“.

Super Bowl: le motivazioni del Bookmaker

Il noto bookmaker, su cui Yuri Andrade aveva riposto sogni e speranze, è venuta subito a conoscenza dell’intervista rilasciata. E immediatamente dai piani alti è partita la corsa a bloccare la vincita. La società di scommesse si rifiuta categoricamente di saldare i 425 mila dollari di premio, sostenendo che non si tratta di un modo legale per vincere le scommesse. Un comportamento che va oltre la legalità.

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Non solo, ma dalla stessa società di scommesse hanno proceduto al pagamento delle vincite, per coloro che avevano bettato contro l’eventualità di una invasione durante il Super Bowl. Scommesse in un primo momento ritenute perdenti e invece poi trasformate vincenti, a seguito della “confessione” involontaria dello stesso Andrade. Quest’ultimo si è detto pronto a dare battaglia al bookmaker e ha già messo il suo caso nelle mani di un team di avvocati. La diatriba è appena iniziata.