Gioco legale e responsabile

Storie di Assopoker

Filippo Candio: è sempre un orgasmo vincere, non conta il Buy In, conta quanti ne mandi a parlare coi muri

Scritto da
11/04/2019 15:30

4.329


Di Filippo Candio è stato detto probabilmente tutto. Già prima che la gloria e il denaro lo travolgessero a piene mani, il 35enne cagliaritano si mise in mostra in alcuni tornei nazionali e internazionali, per le sue capacità al tavolo e per la sua dialettica sempre scevra da censure di ogni tipo. 

Filippo Candio

Oggi affermato imprenditore e due volte papà, Filippo ha fatto innamorare migliaia di appassionati durante la sua incredibile cavalcata che lo portò a chiudere al quarto posto una sontuosa 41^ edizione del Main Event delle World Series Of Poker 2010, per un premio di poco superiore ai 3 milioni di dollari.  

Segui tutte le notizie sul mondo del poker 24 ore su 24 sulla pagina Facebook AssoNews. Metti like alla nostra pagina!

Per “Le Storie di Assopoker” ci siamo fatti raccontare un po’ di cose, per i nostalgici di un poker che non c’è più e per le nuove leve che di lui conoscono qualcosa di meno. 

Inizi farraginosi

Ciao Fili, ma sai che penso sia la prima volta che ti intervisto in 12 anni? 

“Beh contando che anni fa le interviste per qualche tempo le abbiamo fatte insieme, non mi sembra niente di particolare”. 

Andrea Borea e Filippo Candio WSOP 2008

Vuoi dire a chi ci segue che una delle prime volta che ci siamo visti ci stavamo per picchiare? 

“Al massimo tu stavi per picchiare me, però vabbè non si può negare avessi un carattere molto combattivo, peccati di gioventù che però hanno portato anche tanti vantaggi in alcune situazioni. Se ci pensi non saremmo mai diventati amici senza prima quasi “mettermi” le mani addosso!”

In pochi sanno che facemmo insieme il primo Blog Italiano per le WSOP, qualcosa come 10 anni fa sulla ormai defunta “Pokerpoker.it”. Poi tu spiccasti il volo come giocatore e i risultati ti hanno dato ragione mi pare. Cosa ti rimane, a distanza di anni, di quell’avventura che fece innamorare tutti gli appassionati di poker?

“Ho amato tanto questo gioco e per me aver fatto il blogger ha lo stesso sapore di aver fatto “November 9” nel 2010, entrambe lo cose sono ricordi indissolubili e fondamentali nella mia vita.

Il N9 come palestra di vita

Mi rimane un bagaglio di esperienza incredibile che mi ha insegnato soprattutto a districarmi nelle situazioni difficili della vita: sopravvivere in numerosi e diversi tornei di Poker aiuta poi ad essere più duro e più forte in situazioni lavorative limite senza perdere il controllo”. 

Chi poi ha fatto il Main WSOP ed ha avuto l’occasione di arrivare in fondo, ottiene anche una maggiore consapevolezza di se stesso e sulle proprie capacità nel poker e nella “Real Life”. 

Una consapevolezza che prima è devastante perché ti mette a nudo, ma poi è potente se usata con maturità. 

Cosa è rimasto da dire di quella impresa, che non è stato ancora detto? 

Secondo me non è rimasto niente da dire, è stata una bella avventura che credo sia piaciuta a tutti. Ho giocato per vincere, ho rischiato di vincere, ho vinto molti soldi, non ho vinto, ma ho vinto. Ok rimane uno scioglilingua del c****, pero’ fondamentalmente credo rimanga un insegnamento fondamentale per molti ragazzi giovani sul fatto che niente è impossibile e che nella vita bisogna crederci. 

Il bilancio

Se dovessimo redigere un bilancio della tua carriera pokeristica, cosa deve il Poker a Filippo e cosa Filippo deve al poker? 

Il poker a Filippo non deve niente, Filippo al Poker deve tutta una vita. Senza il Poker oggi non avrei potuto fare 1/10 delle cose che ho fatto. Grazie al Poker sono l’uomo che sono e sinceramente mi trovo molto bene con me stesso nel bene e nel male. Anzi, bugia, il Poker è in credito con Filippo, forse se giocassi ancora ci sarebbe un po’ più di spettacolo e questo forse potrebbe essere di aiuto al settore. 

Filippo Candio

La causa scatenante della tua assenza quasi improvvisa dai tavoli è legata alla mancanza di stimoli? 

Mah, forse con il black friday e tutto il resto, più che gli stimoli quello che è iniziato a mancare è stato proprio il senso. Se avessi insistito la mia carriera sarebbe comunque finita con il decreto dignità di oggi no? Diciamo che sono stato lungimirante da una parte, per aver pensato che per poter ricominciare una vita lavorativa come imprenditore ci avrei dovuto mettere tutta la passione che ho messo nel Poker e dunque smettere di giocare e come al solito “culone” dall’altra visto cosa poi è successo ai PPP. 

In qualsiasi caso sono felice perché a mio parere tutto deve avere sempre un senso e quando questo viene a mancare, viene a mancare anche il sale della vita. Anche la mia avventura imprenditoriale ha un inizio ed una fine ben precisi nella mia testa. Con il poker ero troppo innamorato del gioco e troppo piccolo per fare ragionamenti del genere all’inizio. Ci sono arrivato piano piano. 

Il muro che ascolta

Ti abbiamo visto recentemente a Nova Gorica, autore della tua ennesima partecipazione vittoriosa ad un torneo. A cosa è dovuto questo tuo ritorno di fiamma? 

Degli amici mi hanno invitato a giocare un torneo di Poker e dato che sto lavorando moltissimo, ho pensato che 3 giorni dedicati al Poker potessero in qualche modo farmi “staccare” da quello che sto facendo. 

Il risultato però è che sono più stanco di prima, perché poi la mia vecchia forma mentis ha preso il sopravvento e mi sono impegnato come se stessi giocando le WSOP. Alla fine ho vinto ed ho provato vecchie emozioni. Il tutto mi ha fatto emozionare perché vincere un torneo di Poker fondamentalmente è la cosa più figa al mondo. 

Ogni 1^ posizione che ho fatto per me è stata una sensazione orgasmica che il torneo fosse da 20 o da 2000 euro. Fondamentalmente rimango e rimarrò sempre un giocatore egocentrico e  borioso, non ci posso far niente e va bene così. Ne ho mandati una 30ina a parlare con il muro sloveno, as usual. Scherzo questo è il mio modo per prendermi in giro, per prendere in giro il personaggio che ho creato. 

Adesso hai due splendidi bambini, un maschio e una femmina e un lavoro imprenditoriale che immagino porti via la maggior parte del tuo tempo. Cosa significa essere Filippo Candio oggi come oggi? 

Il poker mi ha sempre portato molta fortuna, la fama, escluso qualche fastidio che mi porto dietro dopo la vincita alle WSOP, pure. In genere le persone, nel mio lavoro, quando mi conoscono sono affascinate dal Poker e dal personaggio che mi sono creato durante quegli anni. Quindi da un certo punto di vista tendono tutti ad essere più amichevoli ed a voler a che fare con me più facilmente. I bambini sono meravigliosi pero’ due bastano e stra-avanzano!

Quel ragazzino che conobbi tanti anni fa nei circoli di Cagliari, rimane vulcanico, ma si è fatto uomo. Come intendi sfruttare la tua lucida follia? Ci sono progetti importanti dentro la tua testa?

Oggi ho 35 anni e credo di avere ancora davanti diversi anni di crescita imprenditoriale, sinceramente lo scopo è quello di fare qualche grande Exploit attraverso le mie attività di Sviluppo Software. 

Mai dire mai!

Lo scopo finale pero’ nella mia testa è ben preciso: se mai riuscirò a raggiungere gli obiettivi economici che mi sono preposto, all’età giusta (figli grandi, se mai ci arriverò)  credo sarà doveroso ritornare a fare il Professional Poker Player a tempo pieno. 

Ho sempre pensato in maniera teatrale lo sai, mi piacerebbe finire come ho iniziato. Sicuramente non riprenderò a giocare senza potermi permettere il torneo da 1 milione di Buy in delle WSOP!  Mai dire Mai. Ahahah!

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento