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Marco d’Amico: “Ho vinto il Sunday Million ma detesto l’impotenza negli showdown”

Lunedì scorso ha chiuso un deal alla pari nel Sunday Million di PokerStars. Marco D'Amico parla di questo successo e di una carriera lunga ormai 12 anni.

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27/06/2019 10:19

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In Italia erano le 11:42 del mattino. Anche a Malta, dove Marco d’Amico ha scelto di vivere da qualche tempo per continuare a svolgere la professione che lo accompagna ormai da anni: quella di giocatore di poker. Alle 11:42 del mattino si chiudeva, con un deal alla pari, il Sunday Million della room internazionale di PokerStars, stavolta in edizione speciale UFC KO. E Marco D’amico se ne lasciava alle spalle 13.856. Solo il greco “PANIC.PLAYER” riusciva a mettere il naso davanti, vincendo circa 13mila dollari in più grazie alle taglie:

Quando si inizia ad appassionarsi di poker, questo è il torneo online che tutti vorrebbero vincere. Marco D’Amico ci è sostanzialmente riuscito, con il suo nickname sempre così fiero delle sue origini: “Pantelleria1” sulle room italiane, “1pante” su Ps.com.

Siamo riusciti a rompere il muro di riservatezza che Marco ha messo tra sé e i propri risultati, negli anni. D’altra parte non capita tutti i giorni di fare deal alla pari al Sunday Million, quindi un’intervista è lo strappo alla regola che ci voleva.

Marco d’Amico e un Sunday Million “riparatore”

Sono tanti anni che giochi a poker. Il deal al Sunday Million è da considerare l’apice della tua carriera?

Sono tanti anni che gioco e non è la prima volta che mi avvicino a vincite come questa. Ho fatto deal solo perché avevamo esattamente le stesse chips, se ci fosse stata qualche apprezzabile differenza avrei rifiutato!

Per arrivare in fondo hai giocato qualcosa come 15 ore in fila. Alla fine ti sentivi stanco oppure l’adrenalina era ormai troppo in circolo?

Ho giocato anche qualcosa in più di 15 ore ma non ero per niente stanco: ogni gradino era una nuova scarica di adrenalina che scorreva…

In genere durante le WSOP il field è più abbordabile. Anche quest’anno è così?

So che molti dicono che questi mesi sono i migliori per grindare, visto che molti regular sono a Las Vegas per le World Series. Però credimi che non è stato comunque facile, perché nelle late stage arriva molto spesso gente skillata.

Marco d’Amico

Dopo tanti anni cosa ti piace ancora nel giocare i tornei, e cosa invece non sopporti più?

Sono anni che gioco e devo confessarti che odio giocare i tornei. Lo so, è vero che possono darti grandi gioie quando li vinci, ma spesso sei costretto a giocarti troppi showdown dove le tue skill contano poco! Non hai idea quante deep run ho avuto in carriera con colpi persi al ridosso di tavoli finali importanti e con montepremi anche più grandi di questo, partendo all’80% e arrivando a mani vuote. Negli showdown puoi solo assistere impotente e questo non è semplice accettarlo. Chiunque faccia questo tipo di vita sa cosa intendo e mi può capire bene.

Alcuni ragazzi che hanno fatto di questo gioco una professione si ritengono fortunati per essere riusciti a trasformare una passione in un lavoro, altri giocano solo perché ciò permette loro di mantenere un certo tenore di vita, di viaggiare molto eccetera. Tu a che categoria pensi di appartenere?

Da 12 anni faccio praticamente solo questo e quando gioco vedo solo numeri, percentuali e strategie di gioco. Tutte cose che se non studi, se non ti applichi, hai poca strada da fare! Questo “sport” mi ha regalato tante gioie quindi mi ritengo fortunato nell’averlo trasformato in una specie di lavoro.

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Tu hai viaggiato molto e credo continui a farlo. Questa cosa nasce anche dal fatto di provenire da un’isoletta così lontana dai clamori del mondo, oppure Pantelleria te la godi al meglio quando torni da un viaggio in giro per il mondo?

Sì ho viaggiato molto nella mia vita, e continuerò a farlo fino a quando potrò permettermelo! A Pantelleria non ci vivo più ormai da olte 12 anni, però ci torno ogni agosto per godermi L’estate con amici e famiglia, perché è il mese più bello dell anno per divertirsi e rilassarsi prima di ricominciare con la solita routine. Anzi, suggerisco a tutti i lettori di fare un salto a Pantelleria almeno una volta nella vita… non ve ne pentirete 😉

Ecco, abbiamo capito che il tuo prossimo lavoro potrebbe essere quello di assessore al turismo della tua Pantelleria… Scherzi a parte, prima di lasciarci hai qualche dedica particolare per una vittoria così speciale?

Dedico questa vincita a mia madre, l’unica persona che mi è sempre stata vicina nonostante le discriminazioni e le maldicenze che questo gioco/sport si porta dietro.

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