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NoMoneyTitty: “Ho vinto 47k€, ma sono già tornato ai miei sit da 3€”

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01/03/2019 18:30

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Vincere 47mila euro in un importantissimo torneo di poker online e non sentirsi improvvisamente il più forte di tutti, non millantare qualità da top player, non prepararsi a cambiare vita in conseguenza di un singolo evento andato bene. In un mondo “normale” questa sarebbe una non notizia, ma nell’Italia di oggi – e nel suo angusto microcosmo pokeristico – è merce di una inimmaginabile rarità.

NoMoneyTitty, Vincenzo e la privacy

La persona di cui vi parlerò oggi ha vinto il Main Event delle Carnival Series su PokerStars.it per 47.848€. Tuttavia rispetterò il suo desiderio di anonimato e per questa ragione saprete solo che “NoMoneyTitty” si chiama Vincenzo ed è di Reggio Calabria.

L’esigenza di discrezione di ogni individuo è sovrana e non entrerò nelle motivazioni addotte del ragazzo, ma sappiate una cosa: Vincenzo non ha nulla di losco da nascondere, è solo un amatore che gioca con il suo account ed ha capitalizzato al meglio la sua giornata di gloria, ma non ama troppa pubblicità.

Amatore ma non certo novellino. “Iniziai nel 2005 o 2006 su Bwin, facevo i freeroll”, racconta Vincenzo. “Poi, nel corso degli anni, ho alternato periodi in cui ho giocato ad altri in cui mi sono allontanato.”

Coach o non coach?

La svolta? Nelle amicizie. “Ho conosciuto Paolo Romualdo (“pablopablo87” su PokerStars.it, ndr) perché era amico di mio cugino. Grazie a lui ho letto alcuni libri e ho cambiato alcune cose nell’approccio.”

Romualdo è dunque il coach di “NoMoneyTitty”? “Non lo definirei un coach, più un amico professionista che mi dà qualche consiglio ogni tanto. E poi non gioco MTT su base regolare, il mio main game sono i sit 27-men da 3€. Tornei ne gioco ogni tanto a buy-in bassi, provando a qualificarmi per quelli più grossi, come è accaduto in questa e altre circostanze”.

Paolo Romualdo, amico e mentore pokeristico di “NoMoneyTitty”

47mila euro partendo da…ZERO

La sera di sabato scorso Vincenzo ha ottenuto il suo ticket per il Main Event, ma nel modo più inaspettato. “Avevo sfruttato la promo del depositors freeroll, che metteva in palio 80 ticket. Eravamo più di 5mila ma alla fine ce l’ho fatta. Anzi ti dirò, aver vinto il ticket a quel torneo non lo considero meno difficile rispetto al Main Event vero e proprio. Ero iscritto anche a un altro sat da 30€ quella stessa sera. Ma tecnicamente, ecco, ho vinto 47mila euro con un ingresso gratuito.”

Come è andato il torneo?

“In generale sono stato più tranquillo nelle prime fasi, per poi diventare un po’ più aggressivo. Al final table sono arrivato con lo stack più corto, anzi in generale ti posso dire che l’unico momento in cui sono stato in testa al torneo è stato quando l’ho vinto.”

A influenzare la condotta del nostro amico c’era un precedente recente, che lo aveva un po’ infastidito. A gennaio, nel Main Event delle Winter Series, a un certo punto ero chipleader a 40 left. Poi però chiusi solo 12°, per un colpo perso contro l’allora chipleader “cucunato86″ un colpo AK mio vs Q3 suo. Ero imbestialito e ci misi un po’ a farmela passare. Così, quando anche nel Main delle Carnival Series le cose stavano andando bene, decisi che dovevo assolutamente raggiungere almeno il final table. Forse è anche per questo che mi ero accorciato così tanto”.

E poi? “Poi ho pushato qualche colpo, cercando di tenere un occhio su quello o quelli più short di me, perché a questi livelli gli scalini dei pagamenti spostano un bel po’.”

Non spostano anche le taglie? “Sì, ma non mi sono mai fatto prendere così tanto come fanno alcuni, che vedo mettere con mani davvero assurde, a volte.”

Le taglie e il deal

Sì ma la verità è che anche le taglie spostano tanti soldi, soprattutto per uno che gioca sit and go a buy-in bassi. Come si fa a mantenere la lucidità quando si gioca per così tanto denaro? “In verità questa cosa a volte può essere un vantaggio. Per esempio nei grossi tornei KO, quando vieni da un satellite ed hai la fortuna di eliminare tre o quattro giocatori nei primi livelli, di fatto sei già in vincita. Così, o almeno così capita a me, giochi un po’ più sciolto. Anche al final table sono stato molto attento, nelle prime fasi. Poi, una volta che siamo rimasti in tre e sono riuscito a convincerli a fare un deal, avere 25mila euro già garantiti mi ha dato la forza di diventare più aggressivo. 25k sono una cifra assolutamente rara, per i montepremi che girano normalmente online”.

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“Ci vorrebbero Series di continuo, e sulla condivisa…”

A tal proposito, Vincenzo ha una proposta per PokerStars: “Questo tipo di Series dovrebbero farle sempre, perché avere tanti soldi a montepremi è un’attrattiva irresistibile per tutti e ne guadagna il gioco”. In questo senso, Vincenzo non ha perso la speranza nella liquidità condivisa: “Spero che finalmente parta anche da noi, perché così sarebbe molto più facile avere tornei dagli alti montepremi.”

Lo sfizio, il lavoro, il futuro

Ma torniamo al torneo e al cuore della notizia, ovvero un ragazzo non professionista che ha vinto una cifra così importante. Un ragazzo non professionista e anche attualmente disoccupato. “Ho avuto diverse esperienze, ma al momento non ho una occupazione fissa”, ci racconta. E cosa fa un disoccupato con 47mila euro? “Sicuramente mi pagherò qualche corso professionale, che mi apra qualche nuova prospettiva. Poi credo che farò un viaggio negli USA, che è nei miei sogni da tanto tempo. E forse andrò a trovare mio fratello, in Dubai“.

Il celebre lungomare di Reggio Calabria, città natale di Vincenzo

E il poker? “Se fossi un regular, sicuramente gran parte di questa vincita finirebbe in bankroll. Ma proprio perché vengo dal basso so rispettare i soldi, quindi solo una piccola parte sarà reinvestita nel poker. D’altra parte, dopo una notte insonne e qualche giorno di stacco, ho già ripreso a giocare i miei amati sit da 3€ a 27 giocatori.

E come si fa a trovare gli stimoli, dopo aver vinto una cifra del genere? “Il poker per me è questo e dal mondo dei sit’n’go multitavolo ho preso le basi con le quali affronto gli MTT. Non vedo perché dovrei inventarmi level up e far finta che la varianza non sia così spietata, nel nostro amato giochino”.

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