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Tornei online: 5 consigli utili per battere i giocatori deboli e passivi

Frequentatori abituali degli small stakes, i giocatori deboli e passivi possono essere un’ottima fonte di chip, a patto di saperli sfruttare a proprio vantaggio.

Scritto da
18/03/2020 11:00

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Pullulano tra i tavoli cash e i tornei di poker online small stake, chiamando pre-flop e restando attaccati al piatto (se a buon mercato) nella speranza di chiudere anche il più debole dei progetti: sono i giocatori deboli e passivi, o se preferite weak passive.

Non fatevi ingannare dall’aggettivo deboli: sbagliare l’approccio contro di loro può costarvi tanto quanto passare una mezzoretta in heads-up con Phil Ivey. E allora perché non sfruttare questi 5 consigli utili per battere i giocatori deboli e passivi, analizzati dal poker pro e coach Jonathan Little?

 

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Puntate se loro fanno check

I giocatori deboli e passivi tendono ad assumere un comportamento piuttosto cristallino: le loro azioni rispecchiano direttamente il valore della loro mano. Se puntano, significa che pensano di avere un punto piuttosto forte. Ma se fanno check, allora hanno una mano che considerano debole.

Perciò, quando un giocatore debole e passivo vi lascia la parola, fategli pressione, in particolar modo se avete mani che vogliono fold equity.

Un altro aspetto da tenere a mente è che questo genere di player tende a chiamare comunque in caso di piccole puntate da parte del loro avversario, ma folderà dopo una o due puntate grosse.

Puntate su board minacciosi

Di giocatori deboli e passivi se ne incontrano parecchi soprattutto nelle fasi iniziali di tornei importanti, con buy-in abbordabili e montepremi garantiti (come ad esempio le SCOOP, che partono domenica).

Durante queste fasi, è facile farli foldare quando il board è minaccioso. La tendenza dei player weak passive a chiamare pre-flop anche con mani marginali, come assi deboli da fuori posizione o connector bassi, ci permette di puntare forte su flop con carte alte e connesse come A-K-J anche se non abbiamo granché.

Anzi, in questi casi dobbiamo essere disposti a trasformare in bluff mani forti ma non imbattibili (come una pocket pair di donne, nell’esempio di cui sopra), perché con buona probabilità il nostro avversario folderà qualsiasi cosa.

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Se aggrediti, scappate!

Nel poker esistono davvero pochissime verità assolute, ma se ce n’è una, è questa: quando un giocatore weak passive rilancia, bisogna scappare a gambe levate. A meno che non abbiate il nuts, ovviamente, ma di solito in questi casi sarà proprio l’avversario ad averlo con ogni probabilità.

La caratteristica dei player deboli e passivi è quella di mettere per primi denaro nel piatto solo quando hanno la mano migliore.

Attenzione però, perché tra i giocatori più deboli ce ne sono anche tanti che sopravvalutano mani forti ma non nuts. Il classico esempio è la pocket pair d’assi pre-flop, mano con cui parecchi sono disposti a ‘morire’ a prescindere dal board. Qui sta a voi capire le tendenze specifiche del vostro oppo e ad adattarvi di conseguenza.

Occhio ai calling station al river

Quasi tutti i giocatori deboli e passivi folderanno qualsiasi mano non nut se punterete al flop e al turn. Perciò, se ne affrontate uno che, viceversa, vi ha chiamato sia al flop sia al turn, aspettatevi un call anche al river, a meno che la quinta carta comune cambi drasticamente la composizione del board.

La cosa tricky, qui, è capire quando ciascun avversario specifico folderà gran parte del suo range, in modo da applicare pressione fino a quel punto (e non oltre).

Puntate mettendo a rischio il loro stack

Un altro tratto in comune dei player weak passive è la tendenza a non volersi giocare lo stack senza una mano nuts.

Perciò, riuscendo a modulare le puntate in modo da far sentire il loro stack a rischio, aumenterete le probabilità che foldino una mano anche migliore della vostra. Questo vi porterà a piazzare puntate più grosse (o più piccole) di quanto fareste normalmente, ma contro tal genere di player non è un errore, anzi.

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