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Analisi dei range: quattro problemi da considerare nel poker live

Ha davvero senso analizzare i range di mani quando si gioca a poker live nel No Limit Texas Hold’em? Ecco quattro problematiche su cui riflettere.

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27/02/2019 10:35

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Gran parte dei contenuti strategici relativi al No Limit Texas Hold’em oggi si basa sull’analisi dei range delle mani che l’avversario o gli avversari possono avere. Un esercizio fondamentale, ci teniamo a sottolinearlo, la cui applicazione però spesso non trova il terreno adeguato su cui prosperare, quando giochiamo a poker live.

Ashley Adams, giocatore di poker professionista e autore, ha individuato quattro potenziali problemi relativi all’analisi dei range nel No Limit Hold’em dal vivo, e li ha messi nero su bianco in un articolo apparso su PokerNews.com di cui vi riportiamo le parti più interessanti.

(Nota bene: l’autore statunitense crede fermamente nell’utilità dell’analisi dei range ai livelli più alti di gioco, dove capita spesso di incontrare gli stessi avversari, ma ritiene che nelle partite di NLHE in cui gioca la maggior parte dei pokeristi si tratti più di un esercizio intellettuale che pratico.)

 

analisi range poker live

 

Spesso gli avversari non fanno troppo caso a come giochiamo

Ai limiti più bassi, nel cash game, secondo Adams non più del 20% delle persone sedute al tavolo ha mai letto un libro di poker o un articolo di strategia, né tantomeno ha mai guardato un video.

L’assunto è piuttosto semplice: se questa massa di giocatori non si interessa di sviluppare una propria strategia concreta, basata su fondamentali corretti, perché mai dovrebbe prestare attenzione alla vostra?

In altre parole, giocando ai limiti più bassi (l’autore parla di $1/$2, $1/$3 e $2/$5) gli avversari non pensano in termini di range e neppure a quali carte abbiamo giocato nel recente passato.

Anche perché…

Spesso gli avversari non si ricordano o quasi le carte che abbiamo giocato

Bilanciare il proprio gioco così che gli avversari non possano fare troppo affidamento sulle loro letture dei nostri range di mani: quante volte abbiamo letto/sentito questa frase?

Adams però fa un ragionamento: “Avete mai fatto caso a quanti giocatori controllano più volte le loro carte? E sono le loro! Dopo aver giocato con una decina di avversari nelle ultime due ore, pensate che si possano ricordare che cosa avevate voi?”

Secondo l’autore, più che pensare all’eventualità che nel range di un giocatore tight in uno spot ci possa essere un asso suited, una coppia bassa o suited connector medi, di solito i player a questo livello tendono semplicemente a notare quante volte l’avversario ha foldato nell’ultima ora.

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Il campione di mani mostrate è microscopico

Quando giochiamo a poker live, il ritmo è molto più lento rispetto all’online: quanti showdown ci aspettiamo di vedere per ogni giro completo? “Forse tre o quattro”, afferma Adams. Pensiamo a quanti showdown ci siano per giocatore per ogni ora di gioco: probabilmente meno di uno.

L’autore si lancia in un esempio concreto: “Ora pensiamo alle diverse combinazioni di posizioni e alle possibili betting action: Ci sono quattro posizioni generali (early, middle, late e bui) e senza contare il fold tre possibili azioni per posizione (call, raise, reraise): fanno 12 possibili combinazioni.

Si fa presto a fare i calcoli: anche andando allo showdown due volte ogni ora, in media avremo un solo showdown ogni sei ore per ciascuna combinazione di posizione/puntata.

Adams conclude chiedendosi come possano fare i nostri avversari ad avere una lettura concreta delle mani con cui abbiamo rilanciato da late position pre-flop, quando ha potuto vedere le nostre carte solo una volta in sei ore: “Semplicemente non è possibile.

I range non sono fissi: possono cambiare di continuo

Se è vero che solo 1 giocatore su 5 si interessa di strategia del poker, com’è possibile pensare che i range di mani siano qualcosa di scolpito nella pietra, e che questi giocatori giochino lo stesso range di mani in base alla posizione?

Certo, “ci saranno dei pattern generali che possono essere inseriti in categorie più ampie: loose, passive, tight, aggressive, sticky, maniac, ma i range di questi giocatori non sono né precisi né stabili.

Per questo motivo, può essere utile pensare in termini più ampi che riguardano lo stile generale di gioco, ma in questi casi cercare di attribuire range di mani agli avversari non lo è.

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