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ABC del Poker · Visitatore

Il teorema fondamentale del poker

Scritto da
01/08/2011 07:00

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Così come esistono teoremi fondamentali di algebra e di calcolo, ne esiste anche uno espressamente dedicato al poker. Come sappiamo bene, il Texas Hold’em e le altre varianti sono giochi ad informazioni incomplete, e quindi diversi dagli scacchi o dal backgammon dove è possibile tenere sempre d’occhio le azioni degli altri avversari.

Se infatti tutte le carte degli opponent fossero mostrate allo stesso tempo, ci sarebbe sempre un preciso e matematico comportamento corretto per ogni singolo giocatore, e chiunque decidesse di deviare da esso non farebbe altro che ridurre la propria aspettativa matematica aumentando, al contempo, quella degli altri avversari.

Di conseguenza, se tutte le carte fossero mostrate allo stesso tempo, il gioco del poker non avrebbe alcuna ragione di esistere. L’arte sta dunque nel riempiere i vuoti nelle informazioni incomplete che gli avversari ci forniscono quando puntano in base alle community card e, allo stesso tempo, impedire che essi non scoprano nient’altro che quello che volete che sappiano sulle carte che avete in mano.

A questo punto, possiamo quindi enunciare il famoso Teorema fondamentale del poker, presentato ai tanti appassionati del gioco da David Sklansky all’interno della sua opera “The Theory of Poker”.

“Ogni volta che giocate una mano differentemente da come avreste agito conoscendo le carte degli avversari, loro guadagnano. Ogni volta che giocate una mano nello stesso modo in cui l’avreste giocata conoscendo le carte degli avversari, loro perdono. Di conseguenza: ogni volta che i vostri avversari giocano una mano differentemente da come l’avrebbero giocata conoscendo le vostre carte, allora guadagnate; e ogni volta che giocano la mano nello stesso modo in cui l’avrebbero giocata conoscendo le vostre carte, allora perdete.”

Tale teorema si applica universalmente nelle partite heads-up tra voi ed un altro avversario e, con alcune eccezioni, può essere valido anche in situazioni con più avversari.

Alcuni esempi sull’applicazione del teorema fondamentale
Supponiamo che la vostra mano non sia buona abbastanza quanto quella dell’avversario dopo che avete puntato: l’altro giocatore viene a vedere e voi perdete. In realtà non avete perso, avete guadagnato! Come? Perchè ovviamente il gioco corretto del vostro avversario, se avesse saputo quali carte avevate in mano, era di rilanciare. Quindi, avete guadagnato perchè non ha fatto un raise, e se avesse addirittura passato avreste guadagnato ancora di più.

Ipotizziamo che in una partita di No Limit Hold’em abbiate 10 j e il vostro avversario invece k q : Con un flop q 8 7 voi fate check, l’avversario punta e decidete di chiamare. Il turn è un a e voi puntate tentando di rappresentare la coppia d’Assi.

Se l’altro giocatore conoscesse le vostre carte, il suo gioco corretto sarebbe quello di rilanciare tanto quanto basta per rendervi molto costoso tentare di chiudere una scala o un colore al river. Invece, se fa semplicemente call, voi avete già guadagnato. Non solo perchè potete vedere il river senza mettere null’altro nel piatto, ma soprattutto perchè il vostro avversario non ha giocato correttamente. Se dovesse poi foldare, vi trovereste ancora meglio perchè ha gettato via la mano migliore.

Errori connessi al teorema fondamentale
E’ importante specificare che, quando parliamo di La traduzione italiana di Theory of Poker è disponibile presso la Boogaloo Publishingerrori rispetto al teorema fondamentale, non ci riferiamo necessariamente al fatto dell’aver giocato male. Stiamo invece discutendo di un altro tipo di errore: quello di giocare differentemente da come avremmo fatto conoscendo le carte dell’avversario. Se abbiamo una scala reale, e qualcun’altro ha una scala colore al Kappa, se viene a vedere la nostra puntata ha commesso un errore, ma sicuramente non può essere accusato di aver giocato male.

Nel poker, dovrete cercare costantemente d’indurre l’avversario a giocare in una maniera che risulterebbe non corretta se conoscesse le vostre carte. Ogni volta che giocano nel modo giusto voi non guadagnate niente.

In base a quanto esposto nel teorema fondamentale, un poker vincente consisterà dunque nel mantenersi il più vicino possibile al modo in cui avreste giocato conoscendo le carte dell’avversario, e tentando di fare stare il più lontanto possibile l’altro giocatore dalla retta via. Il primo obiettivo potrete raggiungerlo cercando di leggere al meglio la mano avversaria e studiando accuratamente il suo stile di gioco, il secondo potrete conquistarlo usando l’arma della deception.

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