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ABC del Poker · Visitatore

Le 10 abitudini da evitare per non perdere a poker

Scritto da
28/08/2015 07:01

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Quando un giocatore di poker decide di passare da semplice appassionato e giocatore occasionale a semi-professionista, o addirittura professionista, deve per forza fare un salto di qualità, eliminando una serie di comportamenti/attitudini a lungo andare deleteri. Già, ma quali? Noi ne abbiamo individuati dieci. Un decalogo, insomma, da stampare e portare sempre con sé. Fino a quando non vi servirà più, ovviamente. Ecco dunque le dieci abitudini da evitare per non perdere a poker:

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1 – Giocare troppe mani prima del flop

Lo sappiamo, è noioso dover aspettare magari mezz’ora, addirittura un’ora, senza mai entrare in un piatto. Soprattutto se state giocando live. Ma giocare troppe mani è una di quelle abitudini tipiche del giocatore occasionale, che – anche giustamente – quelle poche volte che si siede al tavolo vuole un po’ di action. Ricordate però che i giocatori di successo giocano dal 10 al 30% delle mani che ricevono. E se non siete già ben rodati, cercate di tendere alla cifra più bassa della forbice.

2 – Non curarsi della posizione

Strettamente legato al punto 1. Chi gioca troppe mani pre-flop, lo fa anche senza fare troppo caso alla posizione. Eppure c’è una bella differenza tra aprire rilanciando da UTG e farlo da bottone, a prescindere dal tipo di mano che si riceve. Più è avanzata la nostra posizione, maggiore sarà la quantità di informazioni a nostra disposizione. D’altro canto, se in tutti i libri, siti e forum di poker si dice che la posizione è la cosa più importante nel poker Texas Hold’em, un motivo ci sarà…

3 – Concedere troppi tell

A chi non è capitato di sobbalzare sulla sedia alla visione di una bella pocket pair d’assi, o di lasciarsi andare a un paio di improperi a mezza bocca per l’ennesima trash hand? Ci sono passati tutti i principianti, non vi preoccupate. Ma a un certo punto tocca smetterla di reagire fisicamente alle situazioni che capitano durante il gioco, altrimenti sarete più leggibili della prima fila di lettere della tabella di misurazione della vista dell’oculista!

4 – Moderare l’aggressività

Vero, meglio un gioco aggressivo di uno passivo, soprattutto nel poker moderno. Ma da qui a rilanciare, controrilanciare e andare all-in con qualsiasi tipo di mano e contro qualsiasi tipo di avversario, ce ne passa parecchio.

5 – Puntare cifre adeguate

Al giorno d’oggi vanno tanto di moda le mini-bet e i mini-raise, ma un conto è farlo scientemente, un conto è puntare senza un minimo di logica. Troppo spesso i principianti non si curano della dimensione del piatto, e puntano semplicemente a sensazione, o in base alla forza della propria mano o – al limite – alla forza della mano che pensano possa avere il proprio avversario. Per farla breve, puntare 2 euro su un piatto da 50 non ha molto senso e non raggiunge nessun obiettivo.

6 – Fare i calling station

Anche in questo caso parliamo di un’abitudine piuttosto radicata e che deriva sicuramente da altri giochi di carte meno tecnici. Tanti giocatori alle prime armi pensano di fare call fino al river perché “magari chiudo qualcosa”. Questo ragionamento non solo è sbagliato, ma può essere estremamente costoso. Nel poker non si tratta di chiudere la mano: si tratta di vincere dei soldi.

7 – Giocare fuori budget

Non c’è cosa peggiore. Un consiglio, questo, che vale tanto per i principianti quanto per i professionisti: mai giocare a livelli nei quali non ci si sente a proprio agio. Già la pressione al tavolo da poker è abbastanza alta di suo, se poi bisogna giocare temendo che un’eventuale sconfitta potrebbe avere ripercussioni serie sul proprio bankroll, o addirittura sul proprio stile di vita, è il primo passo sicuro verso il baratro.

8 – Sopravvalutare le carte dello stesso seme

“Eh, ma erano suited”. Alzi la mano chi non ha mai sentito dire una frase del genere. Per quanto possa essere visivamente bello vedere due carte dello stesso seme, il colore verrà chiuso solo l’8% delle volte.

9 – Non adattarsi al numero di giocatori

Giocare in heads-up è una cosa, giocare in un tavolo Six-Handed un’altra, e giocare in un tavolo full-ring un’altra ancora. In generale, maggiore è il numero degli avversari, più è probabile che uno di loro possegga una mano legittima. Allo stesso modo, il valore di una mano diminuisce quanti più sono i giocatori che siamo costretti ad affrontare. Asso-dieci di per sé non è male, ma un conto è giocarla da bottone in un tavolo four-handed, un conto è giocarla da UTG in un tavolo da nove giocatori.

10 – Lasciare spazio all’emotività

Al tavolo da poker non c’è nulla da dimostrare: c’è solo da fare il possibile per vincere quanti più soldi – o chip – possibile. Lasciate da parte l’ego, lasciate da parte la volontà di dimostrare di essere forti – o più forti di un determinato giocatore – e lasciate da parte idee di vendetta contro quel player che quella volta vi ha scoppiato gli assi con 7-2 offsuited e vi ha pure preso in giro. Parola d’ordine: atarassia.

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