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“Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide” in italiano – 4° parte

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30/07/2012 06:07

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Ryan FeeOggi, nella quarta parte della nostra esclusiva traduzione in italiano della “Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide”, la celebre guida per il cash game online scritta dall’omonimo player americano, ci occupiamo del gioco dai bui, sempre per quanto riguarda la parte preflop.

I bui:
Il mio range di rilancio in questo caso è il più chiuso, qualcosa come 88+, AJs+, KQs, AK. Vi trovereste altrimenti in una serie di cattive situazioni, dove giocatori incapaci limp/callano e hanno posizione su di voi. Giocare meno piatti fuori posizione vi renderà la vita molto più facile.
La 3-bet: contro un giocatore che apre da UTG, apro un range come QQ+/AK e raramente dei bluff. Talvolta mi limito a 3bettare soltanto KK+ contro giocatori particolarmente chiusi, non so cosa gli altri vi abbiano detto ma potrete limitarvi a flattare mani come 1010/JJ o AQ: naturalmente nel caso si tratti di un giocatore LAG 3betterei anche JJ.

Contro il giocatore in MP, le cose sono simili. Qui 3betterei JJ+, spesso anche 10/10, quasi il 100% delle volte AK e circa il 50% delle volte AQ. Allo stesso modo, inizierei a farlo anche con mani marginali come 54s o 109off.

Contro il CO, 3betterei 1010+, AQ+, AJs, Kqs circa il 50% delle volte e KQoff circa il 30% delle volte. Ovviamente anche qui e a maggior ragione bilancerei i range con mani random.
Contro il BTN 3betterei le stesse mani, più 99 alcune volte ed un sacco di mani random. Naturalmente ricordatevi che si tratta sempre di range che riflettono le tendenze del vostro avversario, quanto sia loose e cosa voglio ottenere. Se foldano spesso alla 3bet lo farò più frequentemente in bluff, altrimenti più spesso per valore.

Lo squeeze: si tratta di una 3bet quando c’è stato uno o più call di fronte ad unraise, o quando qualcuno sta cercando di isolare un giocatore incapace. In entrambi i casi la vostra linea sembrerà molto forte e risulterà profittevole, visto che se qualcuno sta isolando un giocatore weak lo farà con un range di mani piuttosto ampio, molte delle quali dovranno mollare di fronte ad una 3bet.

Man mano che salirete di livello i giocatori inizieranno a reagire più spesso 4bettandovi in queste situazioni, ed è il motivo per cui contro la maggior parte degli avversari abbasso la mia frequenza di 3bet, perché credono che squeezi più spesso di quanto in realtà non faccia.

Ecco situazioni in cui vi sconsiglio di squeezare:
1) Non fatelo con mani come AQ/TT/JJ se non siete disposti a chiamare un all-in o a farlo voi stessi di fronte ad una 4-bet. Se lo fate, state gettando soldi.
2) Non fatelo se coloro che hanno flattato hanno qualcosa come 10 BB. Lo vedo fare spesso: si squeeza con 76s e poi si viene chiamati da un giocatore che ha 20BB o meno che ha A-x. Ancora una volta, significa bruciare soldi.
3) Non fatelo se OR è un tight che siede UTG
4) Non fatelo con mani come 56s/A5s/109off se sapete che riceverete un overcall da un giocatore incapace. Ovviamente, questo è un grosso problema OOP, mentre è marginale IP
5) Se OR chiama il vostro squeeze presumendo che sia tight, avrà un range del tipo 99+/KQs/AQs+ e praticamente mai AK. Questo significa procedere con cautela sul flop, e non c-bettarne uno come 7-4-3 avendo in mano A-x, a meno che non abbiate intenzione di andare all-in al turn.

Continuate a farlo finché non troverete giocatori capaci di adottare contromisure nei vostri confronti. Alcuni giocatori sono weak tight fino all’inverosimile e non faranno alcunché. Addirittura in HU c’è chi ipotizza di aprire ogni mano da bottone, salvo poi correggere il range a seconda di come reagisce l’avversario.

Lo stesso vale qui, come nel poker in generale: finché il vostro avversario non vi dà un motivo per non squeezare (come ad esempio 4-bettare o chiamare ed andare all-in al flop) continuate a farlo ed a c-bettare il flop, limitatevi a prendere i suoi soldi se ve li vuole dare. Questo concetto può essere applicato in ogni aspetto del poker: se i vostri avversari sono weak/tight io li squeezerei probabilmente in ogni circostanza possibile o quasi, con qualsiasi tipo di mano, chiaramente fino a che non prendono contromisure come detto. Questo perché è una mossa che denota forza ed è quindi profittevole.

Quando vi trovate fuori posizione invece, fatelo solo se il vostro avversario è molto weak e pensate che lo squeeze verrà molto rispettato. Questa è la ragione per cui squeezo drasticamente di meno quando mi trovo sui bui.
In posizione potrete invece farlo molto spesso, ricordatevi però di non puntare al flop su un piatto squeezato, a meno che non abbiate intenzione di andare all-in (o check raisare) al turn, oppure se il vostro avversario folda molto, per cui il suo call allo squeeze od il suo all-in significa che siete crushati.

So che potrà suonarvi confuso, ma quello che non voglio facciate è limitarvi a c-bettare in un piatto 3-bettato e dare per persa la mano una volta che siete stati chiamati al flop e non avete niente. Questo è davvero molto exploitable contro avversari capaci. E’ corretto check/foldare un piatto 3-bettato con air.

Voglio quindi adesso passare a fare una discussione dalla giocata dello squeeze a quella della 3-bet in generale.
Una volta che 3-bettate un giocatore e venite chiamate, dovreste avere un’idea di cosa abbia. Non dovete mai 3bettare in bluff un giocatore incapace trovandovi fuori posizione, se questi è loose. In situazioni simili sono piuttosto tight.
Ammettiamo che 3bettiate un giocatore e quale potrebbe essere il suo range di call IP, qualcosa come 22+/76s+/ATs+,AJoff+/KQoff+. Sicuramente potranno farlo con altre mani random, ma sostanzialmente questo è un range verosimile.
Fuori posizione le cose cambiano. Se un giocatore TAG chiama la mia 3bet OOP, nel momento in cui non ho history lo metto su un range molto stretto, tipo TT+/AQ. C-betterei quindi board A high o K high, altrimenti mi limito a check/foldare se ho air IP.

Quello che non dovete assolutamente fare è c-bettare un piatto 3-bettato e check/foldare il turn: molti avversari possono chiamare la c-bet con coppie deboli, o floatare semplicemente con due overcard. In entrambi i casi, fare una second barrell in bluff al turn va benissimo. Pensate soltanto a come giocate contro persone i piatti 3bettati, ed al range con cui vi possono chiamare la c-bet al flop o con cui possono chiamare una second barrell al turn. Il secondo è evidentemente più stretto del primo.

L’ultima cosa che voglio dirvi al riguardo è questa: mettiamo che 3betti TT+ fino a KK, ed il flop viene A high, cosa dovrei fare? Nel caso in cui non abbiate history, la cosa migliore che possiate fare è bet foldare. Vedo molti giocatori che trovandosi in un piatto 3bettato da loro OOP con KK checkano di fronte ad un flop A high, venendo talvolta outplayati e talvolta stackati da mani migliori.

Quando fate una 3bet, così come qualsiasi altra cosa nel poker, avete bisogno di un obiettivo che state cercando di realizzare con quell’azione.
Ammettiamo che abbiate 3bettato un giocatore scarso, e che abbiate stack effettivi 100x. Il vostro obiettivo è quello di estrarre valore dalla vostra mano, che visto il tipo di avversario ha un valore postflop in un piatto 3bettato.

E’ per questo che 3bettate alcune mani piuttosto che altre, mentre con altre come KQoff la decisione è più close. La frequenza con cui lo fate dipende ancora una volta dalla posizione, dagli stack e dal giocatore coinvolto. Se ad esempio so che un giocatore folderà molto spesso di fronte ad un flop K high, mi limiterò più spesso a chiamare che non a 3bettare.
Cosa fare invece quando si affronta un regular? Quando si 3betta un regular il nostro obiettivo è quello di sviluppare un’immagine aggressiva, indipendentemente che la nostra mano sia 76s o AA, e metterlo in difficoltà quando avrà mani come TT o AQ. (fine quarta parte)

 

Traduzione di Piero ‘Pierelfo’ Pelosi

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