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“Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide” in italiano – 5° parte

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02/08/2012 06:14

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Ryan Fee, autore della preziosa guidaDopo le prime 4 puntate dedicate al gioco preflop, la quinta parte della “Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide” – tradotta in italiano da assopoker in esclusiva – si inizia a dedicare al gioco postflop. Qui le imbeccate, i consigli e le linee suggerite da Ryan Fee iniziano a marcare seriamente la differenza tra un giocatore medio e uno che ha capito cosa voglia dire essere vincenti al cash game.

Gioco al flop
La donkbet: pochi giocatori donkbettano – ovvero puntano per primi OOP in un piatto di cui non sono OR – e io stesso non lo faccio così spesso, ma ci sono occasioni in cui è la giocata ideale. Il motivo per cui non donkbetto spesso è perché le persone in generale c-bettano troppo spesso, per cui check/raisarle è solitamente preferibile. Non donkbettate solo per il gusto di farlo, abbiate sempre in mente uno scopo.

Ammettiamo ad esempio che abbiate 65s ed il flop sia QJ8 con un flushdraw a voi favorevole a terra. Check callare in questo caso non è profittevole, check raisare può esserlo, ma siamo comunque al limite, in una zona grigia. Questo è un caso in cui donkbettare può essere la mossa migliore. Chiaramente voi state bet/foldando, ma poiché il nostro avversario difficilmente potrà avere un’idea precisa di quale sia il nostro leading range a meno che non abbia molta history con noi, ai suoi occhi potremmo avere di tutto. Al contempo, se raisati possiamo essere sicuri di essere morti.

Quello che non farò mai è leadare un flop con un draw o una made hand, per poi check foldare turn. Se ad esempio ho in mano 98s e leado un flop K high su cui ho anche un backdoor flushdraw, potrete star certi che punterò anche turn, a prescindere da quale carta arrivi.
Nn credo che dobbiate donkbettare forti made hand a meno che non abbiate un ottimo motivo, specialmente history con il vostro avversario che tenderà a mettervi su una mano debole perché ve lo ha già visto fare in precedenza. A meno di simili casi, preferisco farlo in sembluff.

Quello che non dovete fare è donkbettare con 99 un flop come J77, od uno come K42 con in mano 77, a meno che il vostro avversario non sia scarso. Gli abili giocatori invece capiranno la vostra giocata, perché su quei flop è abbastanza trasparente, e sbagliata. Se i vostri avversari rispettano in modo particolare le vostre donkbet, buon per voi, ma ricordatevi che dovrete in ogni caso puntare tanto al flop quanto al turn, qualunque cosa accada.

La continuation bet: si tratta di uno degli elementi più importanti della vostra strategia di gioco. Vi consente di vincere un buon numero di piatti piccoli e renderà più difficile giocare contro di voi, se la adotterete nel modo giusto. Concentriamoci sui casi in cui c-bettare è profittevole, e su quando non lo sia.
Il primo caso è ovvio: è profittevole quando il vostro avversario ha un’alta percentuale di fold alla c-bet. Nel caso in cui il fold alla c-bet sia pari o superiore al 70%, potete farlo con tutto il vostro range. Tuttavia, anche contro giocatori come questi ci sono eccezioni, situazioni in cui non farei comunque la c-bet anche contro questo tipo di giocatori:

1) Nel caso in cui abbiano uno stack short e la mia mano abbia un potenziale davvero basso (come ad esempio 98s su di un flop 552, o 22 su uno T98)
2) Ho note su di loro che mi dicono siano portati a bluffare a caso se non c-betto. A quel punto posso checkare flop anche con mani molto forti (avendo 99 su un flop 922) ma non checkerei mai 99 su un flop 974 con un flushdraw a terra, anche nel caso in cui potrebbero speware a caso una volta che checkiamo il flop.
3) Ho QQ e il flop è K52 rainbow, o in tutte le situazioni in cui ho second pair e sono o molto avanti (way ahead) o molto indietro (way behind). Checkare qui può farvi prendere valore dalle small pocket pair nelle streets successive.

Adesso concentriamoci sugli avversari loose e scarsi che chiamano troppe c-bet. Ammettiamo che foldino alla c-bet meno del 50% delle volte. Contro questi giocatori dovete rendere le cose più semplici ed essere cauti. Per inciso, vorrete c-bettare molto spesso flop A high o K high, questo perché i vostri avversari tenderanno a polarizzarvi su una top pair, che loro spesso non avranno e quindi vi concederanno credito. Perfino contro due avversari c-betto spesso flop di quel tipo, chiaramente a seconda delle note che ho su di loro e della grandezza dei loro stack, contro più avversari non lo trovo particolarmente bello, ma questo non significa che checki i flop hittati.

Ammettiamo che voi apriate il gioco da early position e facciate una c-bet su di un flop rainbow AQ4, contro un giocatore che gioca dal 30 al 45% delle mani e folda raramente alla c-bet. In questi casi il timing può esservi di aiuto: se il vostro avversario farà un call istantaneo, solo raramente avrà una mano davvero forte, come AQ o 44, magari anche A4, perché avrebbe probabilmente esitato, pensando sul da farsi. Nel momento in cui venite chiamati rapidamente il vostro avversario vi sta spesso dicendo di avere un asso debole o un draw. (fine quinta parte)

Traduzione di Piero ‘Pierelfo’ Pelosi

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