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“Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide” in italiano – 9° parte: rilanciare al flop

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09/08/2012 06:30

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Ryan FeeRyan Fee e la sua guida “Ryan Fee’s 6-Max NL Strategy Guide” continuano ad essere un importante e ricercato argomento nella nostra sezione di strategie di poker. Nella esclusiva traduzione in italiano che stiamo pubblicando a puntate, siamo arrivati alla parte in cui Ryan affronta la fase del rilancio sul flop, illustrata dal top player americano con la solita dovizia.

Rilanciare al flop
Partiamo da una distinzione, ovvero quando siete voi ad aver rilanciato preflop, rispetto a quando non lo siete. Ammettiamo che abbiate history con un player con statistiche come 50/15, sapete che quando è OR leada flop con mani deboli: trovandovi con AJ off su un flop A-K-6 rainbow o A-T-8 con FD vorrete rilanciare per valore, sapendo che saremo chiamati da assi più deboli. Talvolta folderà e a noi sta bene, ma rilanciare qui è la scelta migliore.

Parlando in generale, limitarsi a chiamare è la giocata peggiore nel poker, spesso è meglio decidere se rilanciare o foldare piuttosto che chiamare solamente. Ciò nonostante, questo non significa che chiamare sia negativo in sé, ed anzi in molte situazioni è l’unica cosa da fare.
Lo dico perché quando chiamate (a meno che non abbiate read solide sull’avversario) non avrete idea di dove siate nella mano, o ne avrete una molto vaga.

Vediamo ora che cosa significhi avere questo tipo di informazione in relazione alla mano. Ammettiamo che chiamate al flop, e il turn sia un 5 che completi il FD, che è nel suo range assieme ad altre mani. Se avessimo raisato flop e bettato turn possiamo essere molto più precisi circa il suo range: infatti, c/r turn solo per valore, in quanto questo genere di giocatori non è in grado di farlo in semibluff, è una giocata troppo sofisticata per loro.

Rilanciare in bluff
Spesso, quando giocatori come quello descritto escono leadando flop con una minibet, non avranno quasi mai una mano molto forte: non è sempre vero, ma spesso il meglio che potranno mostrare sarà una top pair debole. In questo caso amo raisare in bluff al flop se non c’è history fra noi, in modo da mettergli pressione visto che si trova fuori posizione, che è sempre una situazione scomoda. Ancora una volta, è preferibile farlo con mani che garantiscano una certa equity, ma questo non sempre vi accadrà.

Vediamo adesso una situazione di gioco più complessa: abbiamo una mano come 98 o A5 su un flop J77 rainbow, e un giocatore incapace esce puntando forte, diciamo i tre quarti del piatto. La prima domanda a cui vorrete dare risposta è: “Che cosa mai può avere?”. Se è il genere di giocatore che ama intrappolare l’avversario, e lo avete già visto slowplayare mani come un set, oppure che abbia c/r al river evidentemente con una mano forte, o ancora lo avete visto checkare al flop con una mano forte potete escludere tutto questo dal suo range, con buona approssimazione.

Ciò significa che ragionevolmente il suo range sarà composto da qualcosa come una top pair più o meno forte, una pocket pair o assolutamente nulla. Ammettiamo infatti che 3betti preflop QQ+ e che mani come QJ+ siano improbabili in base alla vostra history, che più spesso check/callerebbe. Ciò significa che qui il suo range è piuttosto debole, e che sicuramente qui rilancerò in bluff.

Come sempre, è buona cosa avere dei redraw, ma qui potrete fare la giocata ATC, perché sapete che il suo range è costituito da mani spesso deboli. Non vi avventurate mai in un bluff prolungato nelle street successive, nel caso siate chiamati, è troppo elaborato contro questo tipo di avversario: ho visto gente intestardirsi a chiamare nelle varie street senza alcun senso.
Su un board simile giocherei AJ nello stesso modo, perché so che nel caso venga chiamato al flop è probabile che lui pensi stia bluffando e che abbia quindi deciso di chiamare almeno un’altra puntata. Quindi quando vi trovate ad affrontare una donkbet consistente, provate a pensare al range del vostro avversario: se pensate che non possa avere una mano particolarmente forte allora questo è il momento giusto per rilanciare. Se invece pensate che possa averla o non siete certi circa le sue tendenze, meglio foldare. Qualche volta può andar bene giocare in semibluff raisando una mano come AK in questo spot, ma non abusatene a meno che non foldi spesso.

Quello che ho cercato di evidenziare parlando del raise in bluff al flop contro giocatori scarsi, sta essenzialmente nel cercare di immaginare quale possa essere un loro range verosimile, e se è abbastanza debole da poterlo exploitare bluffando. Se invece queste condizioni non ci sono, limitatevi a foldare: è piuttosto semplice, ma è per questo che è meraviglioso giocare contro avversari scarsi che non bilanciano mai i loro range.
Concentriamoci adesso su avversari più complessi, i giocatori TAG.
La prima cosa da imparare è che buona parte dei TAG che giochino con statistiche come 21/18 si limitano a flattare solamente mani come AQ/KQ e coppie (ovviamente, più la forbice fra VPIP e PFR si allarga e più vengono incluse mani come KJ o suited connectors). Diamo quindi uno sguardo a le situazioni più comuni.

Vi trovate sul CO ed aprite il gioco con una mano come AQ o 56. Un giocatore TAG con statistiche 20/18 vi chiama dallo small blind, ed il flop è K-4-2 rainbow e lui esce puntando i tre quarti del piatto, che fare?
Dovrete rilanciare: spesso avrà mani come 55-99 con cui detesta fare c/c perché si troverebbe a giocare fuori posizione una mano debole e senza iniziativa. Il problema per lui è che nel suo range non ci sono molti K-x, e raramente avrà un set (anche se in situazioni simili ci sono giocatori che faranno questa mossa solo con set).
E’ molto più probabile che si sia noi ad avere una buona mano che non lui, per cui questo è uno spot dove rilancio in bluff sempre. Senza history fra noi due, chiamare con K-x è probabilmente la cosa migliore, in ogni caso se lui chiama il rilancio e cerca di arrivare allo showdown con una mano come può essere 99, è necessario che iniziate a rilanciare anche i vostri K-x in modo da bilanciare il vostro range, e permettergli così di leadare e chiamare il rilancio.

Questo mi spinge a ricordarvi un altro degli elementi base della strategia di questo gioco: finché i vostri avversari non prendono delle contromisure alle vostre mosse, continuate a metterle in pratica. Questo può essere messo in pratica in diversi modi, ma i più comuni sono rilanciare quando esce puntando al flop, check/raisare le sue c-bet o 3bettarlo in posizione. Finché non fa qualcosa per contrastarvi, dovrete semplicemente insistere.
Passiamo ora a una situazione più difficile. Avete A-2 suited sul BTN, aprite il gioco ed un buon TAG con statistiche 20/16 flatta dal BB. Il flop è J87 con FD a terra. In questo caso la mossa migliore è limitarsi a chiamare di fronte ad una sua lead, perché lui si aspetta che voi rilancerete la maggior parte dei FD in questa situazione, per cui limitandovi a chiamare nelle streets successive sarà per voi semplice. Le uniche mani che rilancerei in questa situazioni sono monster draw come AJ suited o T9 o 88 e blufferei se non chiudessi i miei draw.

Così facendo sto polarizzando la mia mano, ma farlo talvolta va bene perché il vostro avversario potrebbe semplicemente non sapere cosa significhi, ed inoltre anche se lo sapesse è probabile che non abbiate abbastanza history perché possa usare questa informazione a suo vantaggio. Il mio range qui include dei bluff nel caso in cui mi abbia visto fare la stessa azione con una mano monster o lo abbia visto b/f in situazioni analoghe.

In ogni caso chiamate, e nel caso in cui chiudiate il vostro colore puntate forte tanto al turn quanto al river: è probabile che non vi darà credito. Inoltre, se al turn lui uscisse nuovamente puntando sulla carta che chiude il vostro progetto, non è male rilanciare small, abbastanza perché possa credere che stiate bluffando ma anche in modo che sia costretto a trovarsi committato al river. Naturalmente in caso di stack deep la cosa cambia e massimizzare il valore diventa più complesso. Concentratevi nell’immaginarvi come possa giocare, con che genere di mani sia disposto a pagarvi e come fare affinché sia disposto ad investire il più possibile nel piatto con queste.

L’ultima cosa da specificare riguardo questa situazione è che probabilmente se puntasse nuovamente al turn folderei tutto ciò che non paira il board, e che nel caso in cui cada un asso e lui checki io farei altrettanto, sia per prendere valore al river, che per non concedergli valore quando sono indietro, sia perché possa improvare una second best hand da cui estrarre valore. (fine nona parte)

 

Traduzione di Piero ‘Pierelfo’ Pelosi

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