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Short Deck Poker, strategia per principianti: imparare il Six Plus Hold’em

Torniamo a parlare di Short Deck Poker: strategia di base per muovere i primi passi nel Six Plus Hold’em, il gioco che sta già facendo impazzire i giocatori high stakes e che potrebbe diventare la variante di poker più giocata.

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10/12/2018 15:31

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Da tempo sulle pagine di Assopoker ci stiamo occupando dello Short Deck Poker, una variante del Texas Hold’em molto simile alla ‘Cadillac del poker’ dove però il mazzo non è formato da 52 carte, ma soltanto da 36, dal momento che non vengono inseriti i 2, i 3, i 4 e i 5.

Da qui il nome di Six Plus Hold’em, un gioco dove l’action non manca e dove l’equity è molto simile a quella del PLO, e dove la strategia risulta fondamentale per vincere in maniera consistente. In questo articolo tralasceremo le basi dello Short Deck Poker (di cui vi parlavamo qui) per fare un piccolo passo avanti sul lato della strategia.

 

Short deck poker strategia

Qualche consiglio di base per giocare il Six Plus Hold’em

 

Short Deck Poker strategia: scegliere le mani di partenza

Dal momento che nello Short Deck Poker le carte più basse sono rimosse, la probabilità di ricevere mani di partenza premium aumenta, sia per noi sia per i nostri avversari ovviamente. Per esempio, nello Short Deck Poker abbiamo quasi il doppio della probabilità di ricevere una pocket pair.

Le mani suited diventano molto più forti di quelle offsuited, anche perché il colore batte il full house. Per capire l’importanza delle mani suited, basti pensare che qualsiasi asso suited è una mano giocabile da quasi ogni posizione.

Anche mani come QJ, JT, T9 o 87 suited sono molto forti nel Six Plus Hold’em, tanto che – come avevamo visto nel nostro articolo precedente – JT suited se la gioca alla pari con AK suited ed è addirittura leggermente favorito su AK offsuited.

Viceversa, mani come AQ, AJ e AT offsuited, molto forti nell’Hold’em, non sono così buone nello Short Deck Poker.

Short Deck Poker strategia: consigli per principianti

La strategia dello Short Deck Poker può essere molto tricky per chi pensa che il gioco sia una copia zippata del classico Hold’em. Ecco perché conoscere le regole è fondamentale, così come i rapporti di forza tra le mani.

Ma veniamo a qualche consiglio più specifico.

Occhio alle scale!

Dal momento che il mazzo è formato da 36 carte, e che l’asso può valere anche come la carta più bassa di una scala (es A-6-7-8-9 è un punto nello Short Deck Poker), centrare una scala è molto semplice, tanto che nella maggior parte dei casi la scala vale meno del tris (ma la regola varia da poker room a poker room).

Nello Short Deck Poker, la probabilità di chiudere un progetto di scala bilaterale entro il river è di quasi il 48% (poco meno del 16% in più rispetto al Texas Hold’em).

Tuttavia, è bene ricordare che dal momento che il set batte la scala, foldare una scala non è una mossa sbagliata, soprattutto in un piatto multi way dove esiste la possibilità concreta che uno degli avversari abbia chiuso proprio un set.

Aggredire con le pocket pair

Un set batte una scala, come abbiamo visto, e per questo motivo bisogna aggredire con le pocket pair più di quanto non succeda nell’Hold’em, senza timore di chiamare three-bet, dato che la probabilità di chiudere un set al flop è del 18% rispetto al 12% dell’Hold’em.

Una volta centrato un set o un trips, bisogna cercare di massimizzare il profitto puntando (e spesso piazzando anche una overbet): occhio però ad eventuali full house più alti o quads nel caso il board presenti una coppia, e naturalmente ai board con 3 carte dellos tesso seme.

Il colore è più difficile

Come accennato, il colore batte il full house perché a differenza del Texas Hold’em, nello Short Deck Poker gli out scendono da 9 a 5.

Tuttavia, questo non significa che non valga la pena giocare carte suited, anzi! Lo ripetiamo: il valore delle carte suited in questa variante è molto più alto.

Non sopravvalutate le coppie alte

Abbiamo spiegato che quando si possiede una pocket pair è giusto spingere sull’acceleratore, ma attenzione: nel Six Plus Hold’em, una top pair top kicker o una overpair rispetto al flop non hanno lo stesso valore che posseggono nell’Hold’em.

Anche se con una mano del genere possiamo essere in vantaggio al flop, è molto probabile che oppo possa migliorare la propria mano entro il river.

Andare all-in al flop con una pocket pair non è una mossa consigliabile (salvo in casi estremi ovviamente), né lo è puntare per valore al river.

 

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