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Strategia Omaha: 8 errori che i principianti devono assolutamente evitare

Torniamo a parlare di strategia Omaha, analizzando con l’aiuto di Vivian Saliba 8 errori molto frequenti tra i giocatori alle prime armi. Dalle mani di partenza al bet sizing, passando per il gioco da fuori posizione, ecco cosa non fare nel PLO.

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16/10/2018 14:00

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Molti principianti credono che il pot-limit Omaha non sia un gioco di abilità quanto il Texas Hold’em, e che conti solamente la fortuna. Per questo motivo, continuano a ripetere una serie di errori gravi senza nemmeno rendersene conto.

Per la serie di articoli dedicati alla strategia Omaha, ecco uno specchietto molto interessante di Vivian Saliba, che ha raccolto gli 8 errori più comuni che nella sua esperienza i principianti commettono giocando al PLO.

 

Strategia Omaha

 

Sbagliare la scelta delle starting hand

Vivian ricorda come nel PLO ci siano 270.725 combinazioni di mani di partenza, gran parte delle quali non esattamente giocabili, per quanto belle possano apparire. Per esempio, mani come A J J 2 secondo la Saliba non sono così forti, soprattutto se le si gioca da early position rilanciando pre-flop.

Giocare rundown bassi

Anche i rundown bassi, come 5 4 3 2 , finiscono nel mirino della giocatrice professionista. Questo perché hanno scarsissime possibilità di centrare progetti nut o mani completate forti. Anche floppando una scala, difficilmente avremo il nuts al river. In caso di trips, l’avversario potrebbe averne uno più alto, mentre doppie coppie e coloro bassi sono facilmente dominabili.

Giocare coppie basse

Mani che comprendono coppie basse spesso non otterranno nulla di buono al flop, e anche in quei casi in cui chiudono un set, probabilmente sarà il bottom set. Senza possibilità di progetti backdoor, mani con coppie basse vengono facilmente dominate dai range degli avversari, quando il board si accoppia o ci sono possibilità di scale o colori.

Giocare colori non nut

La strategia Omaha ottimale ci insegna che qualsiasi colore che non sia all’asso o al re non hanno molto valore, soprattutto in piatti multiway. La Saliba ci consiglia di fare mola attenzione nel chiamare o fare value bet con questo genere di colori. Diverso è il caso di un piatto giocato in heads-up, dove i colori più bassi assumono più valore.

Sovrastimare le coppie alte

Prima del flop, A-A, K-K e Q-Q sono sicuramente ottime mani, ma prima di giocarle a mille all’ora occorre tenere conto di alcune considerazioni.

In primis il numero di giocatori nel pot: se qualcuno rilancia e un avversario piazza una three-bet prima di noi, la differenza tra giocare o meno con K-K o Q-Q la fanno le altre due carte: avere A Q d’accompagnamento ai nostri re è molto meglio di 7 5 .

Attenzione a non sovrastimare le coppie alte anche nel post-flop: persino un’overpair ha poco valore nell’Omaha.

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Giocare da fuori posizione

Vivian ci consiglia di non limpare con mani mediocri da early position o di chiamare three-bet da fuori posizione. Come nell’Hold’em, anche nel PLO la posizione è molto importante: giocare tante mani da fuori posizione significa esporsi facilmente agli avversari.

Sbagliare la size delle puntate

Molti principianti, che non conoscono la strategia Omaha, hanno dei grossi leak nel bet sizing. Per esempio, spiega Vivian, puntano sempre il pot quando hanno il nuts, e meno del pot quando bluffano. La Saliba consiglia di essere sempre coerenti e meno facili da leggere agli occhi degli avversari.

Giocare short-stack

Infine, secondo la professionista brasiliana bisognerebbe cercare di evitare di giocare il PLO short-stack. Questo perché quando si gioca short-stack è molto difficile proteggere l’equity della propria mano facendo foldare gli avversari, non potendo bluffare su più strade e spesso ritrovandosi pot committed con mani non fortissime e facilmente dominate.

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