Gioco legale e responsabile

Strategie di Poker

Tre consigli per NON puntare. Bet for info, per protection e blocking bet

In queste pagine avete letto spesso i motivi per cui si DEVE” uscire in puntata, si deve scommettere. Ci sono anche dei casi in cui non è molto intelligente farlo, nonostante in molti dicano il contrario, vediamo un po’ di esempi. Le Bet for info, per protection e blocking bet

Scritto da
14/05/2020 20:15

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blocking bet

In questo pezzo troverete almeno tre buoni motivi per evitare di scommettere a caso e perdere importanti parti di stack solo perché vostro cugino vi ha detto di fare così. 

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Non scommettere for info

Quando leggete in chat un vostro rivale al tavolo che scrive “ho bettato per capire dove fossi nella mano”, annotatelo tra i più belli del sito. 

Il poker è un gioco di informazioni, su questo non ci sono dubbi, ed è naturale cercare di scoprire il più possibile di chi gioca contro di noi, ma in realtà questo non significa che dobbiamo perdere parti di stack per capirlo.

Supponiamo di floppare middle pair su un limpato e utilizzare la scelta di voler bettare per “capire dove siamo”. Otterremo informazioni se il nostro/i nostri avversari folderanno? Non penso proprio, visto che la mano finisce. 

Supponiamo ora che “villain” chiami. Che tipo di informazioni abbiamo raccolto? 

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Quello che ora sappiamo è che il nostro avversario ha una mano che gli ha permesso di chiamare, ma siamo avanti o indietro? Oppo sta in floating? Sta trappando? Queste informazioni incomplete, sono valse una bet for info? 

La terza opzione è che oppo decida di raisare. La prima cosa che penseremo sarà: “ero indietro e ho sprecato la mia puntata”. Ma poi, anche “ma lo sarò davvero?”. 

Questi dubbi ci rimarranno fino all’eventuale showdown e ciò significa che esse, le bet for info, non varranno mai il costo della nostra puntata. 

Certo, qualche volta otterremo info utili dalle risposte del nostro avversario, ma la scommessa per il mero gusto di avere delle informazioni, non dovrà mai essere il motivo per cui la facciamo. 

Essa dovrà essere sempre una mossa atta a vincere il piatto, non a capire se lo possiamo vincere. Le informazioni arriveranno comunque, qualsiasi mossa noi facciamo. 

Non scommettiamo per protection

In più di un’occasione abbiamo spesso sentito i nostri avversari dire, o scrivere, “ho scommesso per non farmi outplayare possedendo una mano migliore“. 

Mettiamo il caso che un giocatore abbia una coppia di Jack e apra a $25 pre flop in una partita piena di giocatori ricreativi che di solito aprono a 10$/12$, ad una 1/2 cash game. 

Il suo intento è palesemente quello di mettere al sicuro il valore di una mano di partenza indubbiamente molto forte, ma il solo scopo che otterrà, sarà generalmente quello di essere chiamato solo da un range più forte del suo. 

Tutto questo a meno che non abbiamo a che fare con un tavolo di giocatori senza il minimo senso della misura, allora tenetevelo stretto e segnatevi i loro nomi…

Ora siamo alle prese con un giocatore che, con una coppia di Re, apra a $15 ottenendo due call. 

Al flop scendono q j 8 ed egli decide di puntare in fortissima over bet a $140 su un pot di $45. 

In questo modo è vero che scoraggerà il call di draw forti che egli cercherà di mettere fuori odds, ma è altrettanto vero che perderà tutto il valore potenzialmente acquisibile dalle combo decisamente inferiori. 

La verità è che la size della scommessa che dovremo andare ad effettuare, sarà sempre e comunque quella che nel lungo periodo ci restituirà il profitto più alto nel lungo periodo. 

Non ha quindi senso “proteggere” la nostra mano: il giusto compromesso sarà quello di assegnare un corretto prezzo agli inseguimenti dei nostri amici runners. 

Evitare le blocking bet

Di solito una blocking bet è una puntata di dimensioni ridotte effettuata per scoraggiare un avversario a farne una più elevata. 

Siamo ora alle prese con un river in cui crediamo di avere del valore, ma non siamo sicuri che esso sia sufficiente a battere il punto del nostro rivale. 

Il piatto è pari a $100 e siamo preoccupati dal fatto che che se non facessimo azione, villain potrebbe sparare una size tipo metà pot, diciamo $50. 

A questo punto decidiamo di uscire a $25 con la speranza di vederci il river con un buon punto. 

Ora siamo di fronte a un duplice problema.

Innanzitutto, dovremmo puntare per valore quando siamo avanti rispetto al range di chiamata di villain. Dovremmo quindi scommettere l’importo ottimale, di solito superiore alla dimensione di una blocking bet.

Questo perché se non fosse così, non avrebbe nessun senso puntare, a meno che non abbiamo un’opportunità di bluff redditizia. Dovremmo quindi calibrare, in questo caso, la nostra puntata per ottenere una fold equity sufficiente.

Il secondo problema è che la nostra blocking bet fuori posizione è spesso ovvia per un giocatore skillato. Potrebbe rendersi conto che stiamo speculando su una mano molto forte o tremando per una mano troppo debole. 

Per questi motivi la blocking bet dovrebbe essere limitata: puntare per valore, oppure puntare per bluffare dovrebbero essere le strade più corrette. 

In tutti gli altri casi il caro e vecchio check per rivalutare le azioni da intraprendere dopo la mossa di oppo, non è mai un’opzione da eliminare. 

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