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Strategie di Poker · Tornei

Diventare deep stack nei low buyin, senza mettere a repentaglio il proprio torneo in 3 mosse

Il vasto mondo dei tornei lowbuyin nel poker live è composto soprattutto da giocatori occasionali ed amatoriale. Un ecosistema fondamentale per tutto il sistema e soprattutto un bersaglio importante per quei players skillati che fanno le loro fortune contro questa tipologia di giocatori. Ecco tre modi per andare deep stack nei lowbuyin, senza mettere a repentaglio il proprio stack. 

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08/09/2019 12:00

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I tornei low buyin rappresentano nel poker live moderno, la percentuale più ampia di eventi nello schedule internazionale. Gli eventi dal buy-in popolare richiamano ai tavoli una quantità importante di giocatori alle prime armi, occasionali e amatori. Insomma quel tipo di players contro cui ogni giocatore skillato vorrebbe giocare. Oggi analizzeremo come affrontarli per andare deep stack: il tutto senza compromettere il proprio torneo.

1 – Sfruttare l’imperfetta difesa dei blinds

Uno degli errori che si vedono con maggior frequenza negli eventi lowbuyin è la pessima gestione e difesa dei blinds. La maggior parte dei giocatori commette un numero altissimo di topiche, proprio quando siede da small e big blinds. Per un giocatore skillato, non per forza professionista, questa è una manna dal cielo. Fra players che foldano anche in barba alle odds più favorevoli e maniac che callano ATC per poi non sapersi muovere post flop, gli skillati ne hanno di ben donde di motivi per  sorridere.

Di conseguenza sono il principale bersaglio da bombardare per fare chips. Soprattutto coloro che chiamano e si trovano spaesati nel post flop. Spesso molleranno la presa, altre volte chiameranno in cerca di un progetto. Insomma una miniera d’oro da sfruttare sempre, ma con parsimonia. Anche il giocatore più scarso, qualche volta chiude il suo punto. Dunque attaccare, ma senza mettere a repentaglio il nostro stack. Se sono giocatori scarsi, alla lunga saranno loro a portarci le fiches.

2- Difesa del proprio buio

Nei tornei lowbuyin, anche la difesa dei proprio blinds diventa decisiva per i giocatori skillati. Un player che sa farsi rispettare da small e big blind, avrà molte più possibilità di andare deep stack. Proprio una maggiore esperienza nel poker, permetterà di capire a quei giocatori con maggiori qualità, chi sono gli avversari con cui prendersi delle libertà da piccolo e grande buio. Questo non significa 3bettare ogni qualvolta stiamo difendendo i nostri blinds.

Ma casomai adottare strategie diverse per arrivare quanto prima nella situazione di deep stack. Riconoscere i giocatori sui quali attaccare è molto semplice. Si tratta di players che aprono con size lunghissime, spesso eccessive, ma incapaci di avere una strategia ben chiara nel post flop, se non migliorano la propria mano. Spesso non è necessario 3bettarli dai bui, ma è più consigliabile flattare e poi sfruttare le loro lacune tecniche/tattiche sul post flop. Soprattutto soffrono in caso di Check/raise e sono più propensi a foldare, dopo un’azione cosi strong.

3- L’importanza della 3bet nei low buyin

Nei tornei lowbuyin solitamente la maggioranza del field è composta da giocatori passivi. Players che amano più callare che 3bettare. Per questo motivo usare la 3bet per un giocatore skillato, è quasi sinonimo di deep stack. Anche in questo caso, mai esagerare o abusarne. Prima  o poi c’è il rischio di essere impallinati. Ma se usate con la giusta misura, possono diventare un’arma assai potente.

In molti casi vincerete pot su pot prelfop, grazie proprio alla passività dei rivali. In altri casi vi troverete a fronteggiare players che non mollano facilmente la presa. Quindi serve anche un piano ben preciso su come sfruttare il post flop e tenersi sempre un’uscita di emergenza, nel caso la situazione inizi a farsi pesante. Ma alla lunga, saranno un’altra fonte inesauribile di chips.

 

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