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Psicologia · Visitatore

I quattro peccati capitali dei giocatori di poker!

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15/04/2013 06:30

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In inglese, per 'bradipo' e 'accidia', si usa 'sloth'...Se il talento nel poker è importante, è altrettanto vero che anche chi non possegga una capacità innata nel maneggiare carte o destreggiarsi coi numeri può togliersi belle soddisfazioni, a patto di evitare ad ogni costo di cadere nella rete dei peccati capitali del giocatore…

Accidia:

Ci sono vari modi in cui un giocatore può indulgere nell’accidia, e sebbene con sfumature diverse tutti finiranno col danneggiare i suoi risultati e la sua crescita come player. Uno di questi, piuttosto diffuso, è quello di non giocare abbastanza: visto che il poker in ogni sua variante è un gioco di lungo periodo, sedersi saltuariamente ai tavoli può essere pienamente legittimo per un semplice appassionato, non per chi abbia scelto di intraprendere un percorso diverso.

Tuttavia si può essere pigri e riluttanti a darsi da fare anche nello studio: le fonti da cui apprendere attorno a noi di certo non mancano, ma spesso si evita di andarle a cercare, di approfondire, un po’ perché questo richiede tempo e fatica un po’ perché si può credere di non averne bisogno, naturalmente sbagliando.

Ira:

Il tilt da bad beat è cosa nota, ma non  per questo facile da risolvere. Per un giocatore abituale è tuttavia indispensabile accettare il fatto che talvolta mani incredibili o periodi particolarmente duri siano destinati ad affacciarsi. Pensate alla vita d’inferno che farebbe un giocatore di heads-up se dopo un paio di colpi sfortunati subiti perdesse sistematicamente la testa: lui e il suo bankroll sarebbero presto destinati a dirsi addio, ed anche se siete soliti dedicarvi a qualcosa di diverso certo sapete quanto questo valga anche per voi.

Invidia:

L'invidia, si sa, può essere una brutta bestia...Il poker è un gioco meritocratico, ma le incidenze della ‘run’ sono comunque innegabili e possono in alcuni casi fare la differenza. Due giocatori di pari capacità possono andare incontro a destini molto diversi, nel caso la varianza presenti loro un conto molto diverso da pagare. Chi non ha mai subìto downswing davvero importanti all’inizio della propria carriera avrà visto crescere il proprio bankroll in modo piuttosto costante e regolare, e questo avrà accresciuto anche la sua fiducia circa le proprie capacità.

Chi al contrario agli esordi si trovi da subìto la strada in salita è destinato a fare molta più fatica, e scoraggiato può decidere di abbandonare prima che il percorso gli si presenti in discesa. Nonostante questo, gettare veleno addosso agli altri non migliorerà i vostri risultati, ed anzi rischierà solo di peggiorarli nonché di farvi scivolare nel patetismo: se qualcuno che ritenete meno abile di voi ha avuto più fortuna, anche in questo caso la cosa più saggia è probabilmente limitarsi ad accettarlo.

Superbia:

Il poker è un gioco estremamente dinamico, e basta osservare come negli anni i migliori al mondo si siano avvicendati tanto nei tornei che nel cash game high stakes per capirlo: se arrivare in cima è particolarmente complesso, rimanerci lo è ancora di più.

Mettersi continuamente in discussione e non adagiarsi sui propri allori, ammesso e non concesso di averli davvero raggiunti, è l’unica strada perché il successo non sfugga fra le dita e vada a posarsi sulla testa di qualcun altro: credersi migliori di qualcun altro è perfino naturale e giusto in alcune circostanze, ma la vittoria non concede a nessuno crediti a scadenza illimitata e dimenticarlo può arrivare a costare davvero caro.

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