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Strategie di Poker

Didattica applicata al poker: sfruttate il vantaggio di essere quelli che ne capiscono meno degli altri

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07/02/2020 18:00

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Vi avevamo promesso degli articoli che toccassero l’argomento “didattica” senza darvi consigli di tecnica e di strategia, ma che vi permettessero di avere le armi per difendervi da soli. 

L’esempio del pescatore applicato alla didattica del poker

Quando si pensa ad ottenere dei risultati in qualsiasi situazione della nostra vita, ciò che ci serve non sono esattamente dei consigli per come raggiungere tali risultati, bensì i mezzi per fare quel tipo di percorso e tagliare il traguardo. 

È un po’ come la persona affamata a cui un pescatore offre dei pesci. Il problema viene risolto nell’immediato, ma si ripresenterà nel momento in cui la fame tornerà a mordere. 

All’affamato serve imparare a pescare con le sue mani, di modo che il problema venga risolto alla radice. 

È così anche per chi vuole imparare a giocare a poker: non servono tecniche da 10 minuti, o la lezione una-tantum che lascia il tempo che trova. Servono consigli che diventino “mezzo” per provare la scalata. 

 

Siate umili e approfittate dei consigli di gente seria

Nel momento in cui vi siete infilati in una discussione di poker, generalmente il vostro obiettivo deve essere quello di non essere quello che ne sa di più ma quello che ne sa di meno, o almeno, quello che riesce ad apprendere più cose di quelle riesce ad insegnare. 

Ci sono invece, e questa purtroppo è una caratteristica tutta italiana, molti giocatori che per aumentare ad omaggiare il proprio ego, amano discutere delle proprie mani giocate, con persone che essi presumono siano inferiori a loro. 

Ciò gli serve affinché la loro opinione appaia sempre corretta, a loro stessi e ai “terzi” che ascoltano ammirati. 

Ma alla lunga questo non servirà molto a chi occupa quel ruolo e, in virtù del motivo per cui essi vogliono mettersi in mostra, non servirà nemmeno a chi vuole seriamente imparare, costretto a diventare una sorta di “yes man” che non ha alcuna voglia di approfondire un discorso insieme ad insegnante del tutto fuori luogo. 

Ciò che dobbiamo cercare è una figura sostanzialmente pari alla nostra, almeno sotto il punto di vista tecnico e, anzi, se ci riuscissimo, dovremmo parlare di poker con qualcuno che ne sappia molto più di noi.

L’esempio di Jack Sinclair

Un esempio di questo tipo di comportamento, arriva da Jack Sinclair, november niner del Main Event WSOP delle 2017 e vincitore delle WSOP Europe Main Event del 2018.

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Sinclair ha resa pubblica la sua passione per l’apprendimento e per la mera discussione di tecnica pokeristica, posta in essere tramite il tempo passato a fare review con due grandi campioni di poker. 

Ho finito per stare insieme in stanza, in alcuni dei miei viaggi, con Phil Gruissem dopo aver ricevuto qualche ora di coaching da lui. La cosa successe a Malta.

Da quel momento in poi abbiamo deciso di giocare a poker seduti uno vicino all’altro per i mesi successivi e la trasformazione del mio gioco è stata profonda. 

Durante le WSOP del 2017 feci amicizia con un altro professionista tedesco incontrato a Malta, Anton Morgenstern, con il quale ci trovavamo spesso durante le pause dei tornei live a cui partecipavamo insieme e anche in questo caso lo sviluppo del mio gioco ha avuto risultati pazzeschi. 

Imparare e migliorare attraverso tali discussioni è un enorme vantaggio, che ti invoglia a viaggiare a ricercare persone migliori di te. 

Ho stretto amicizia con tanti giocatori, è il mio lavoro, costa fatica e forse è la parte meno facile del poker, ma se manca il confronto con chi reputi migliore di te, rimani ancorato ai tuoi errori per tutta la vita. 

È un’esperienza di apprendimento eccezionale e ti aiuta a migliorare costantemente il tuo gioco”.

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