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Heads-up sit’n’go: come giocare con 20 big blind o meno

Scritto da
18/04/2013 07:13

11.938


In risposta alla domanda: “Come conviene agire una volta che gli stack scendono a 20 o meno Big Blind?”, l’utente lagdonk – del forum americano di TwoPlusTwo – ha scritto un interessante post di cui vi proponiamo la traduzione.

“Di solito dal bottone conviene provare a mixare limp e min-raise. Le fasi iniziali della partita dovrebbero darvi qualche indizio su come risponde villain a certe azioni. Ognuna delle strategie che sto per elencarvi può risultare appropriata contro il giusto avversario:

  1. Min-raisate con circa il 70% delle mani e foldate il resto quando l’altro difficilmente 3-betta all-in, folda troppo dal Big Blind e/o segue alla vostra c-bet solo se ha centrato qualcosa al flop.
  2. Min-raisate con circa il 40% delle vostre mani, limpate molto di più e foldate tutto il peggio se villain è un po’ più attivo nei piatti rilanciati. Per questo motivo il vostro range deve essere più forte, in modo da poter callare ad un 3-bet shove più spesso rispetto a quanto potreste fare con il 70% di cui parlavo prima. L’oppo vi permetterà invece di limpare maggiormente senza punirvi, e così potrete accaparrarvi più piatti semplicemente puntando per primi sul flop.
  3. Più o meno come sopra ma mixate al vostro limping-range anche mani forti se l’avversario percepisce questa azione come debole ed ha cominciato ad attaccare i limp pre-flop molto spesso.
  4. Rilanciate con pochissime mani se villain e molto aggressivo e spewy nei piatti raisati.

Da fuori posizione: stringete il vostro range di flat call dal Big Blind. Giocare “fit-or-fold” è troppo costoso in questa fase della partita. Da OOP dovrete cercare di entrare nei piatti con qualcosa che vada forte sul flop oppure se siete abili nel gestire villain quando si trova in posizione su di voi. Magari ha qualche tendenza exploitabile di cui vi siete accorti, tipo che c-betta soltanto se hitta oppure va di continuation bet molto spesso ma poi folda le mani non troppo forti di fronte ad un piccolo check-raise.

Tenete anche d’occhio la sua frequenza di raise dal bottone ad ogni aumento del livello dei bui, e ripassatevi tutte le mani che sono 3-bet shove a EV positivo contro qualcuno che apre troppo spesso con stack ridotti. Potete anche mixare delle piccole 3-bet contro avversari semi-pensanti, i nitty che non sono troppo  a loro agio nel giocare più LAG ma che lo fanno ugualmente soltanto perché pensano che si debba agire in quel modo man mano che i bui aumentano.

Post-flop: tenete sempre d’occhio il rapporto tra stack e piatto quando sia voi che l’altro iniziate a puntare sul flop o sulle street successive. E’ molto facile ritrovarsi committati senza volerlo, quindi prima di mettere dentro altre chips pensate prima se vi conviene proseguire nell’azione oppure foldare.

Cercate di evitare quelle linee che prevedono di chiamare una bet o due sulle prime street per poi foldare nelle successive in caso di ulteriore pressione da parte dell’avversario. Va comunque detto che a volte diventano inevitabili, ma rischiare lo stack prima – quando avete maggiore certezza della vostra equity – è sicuramente preferibile, perché c’è sempre la possibilità che l’altro vi chiami con una mano inferiore o con un draw quando le pot odds per lui diventano migliori.”

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