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Stack to Pot Ratio: come giocare al meglio ogni mano di un torneo

Lo Stack to Pot Ratio è il rapporto tra lo stack e la dimensione del piatto: un valore importante, che detta la scelta migliore in torneo. A seconda del valore, infatti, una mano può essere giocata in modo molto differente.

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17/11/2018 17:25

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Lo Stack to Pot Ratio (SPR), come si può facilmente intuire dal nome, è semplicemente il rapporto tra lo stack di un giocatore e la dimensione del piatto che il giocatore stesso si sta giocando in un determinato momento di un torneo di poker.

Per vincere a poker occorre prendere rischi, ma in maniera calcolata. In buona sostanza, si tratta di scegliere il rischio migliore a seconda del tipo di ricompensa. Ecco perché quando abbiamo uno stack grosso dobbiamo muoverci con cautela, specialmente in torneo, mentre con stack più ridotti possiamo rischiare molto di più.

 

Stack to Pot Ratio

 

Il caso

Ma facciamo un esempio concreto da cui partire per spiegare lo Stack to Pot Ratio.

Siamo nelle fasi intermedie di un torneo di poker e riceviamo Q 10 da small blind. Tutti foldano fino a noi, che apriamo il gioco rilanciando il doppio del grande buio. Sul big blind c’è un giocatore aggressivo e solido, che fa call.

Il piatto vale 4 big blind quando scende il flop: J 9 3 .

Che fare?

Stack to Pot Ratio, valore 5: che fare con 20 big blind?

Il nostro avversario potrebbe bluffare molto spesso. Perciò, se tentassimo un check-raise all-in, anche se venissimo chiamati avremmo comunque discrete opportunità di vittoria. Inoltre, piazzare l’ultimo raise significa poter vincere il piatto inducendo un fold.

Cosa forse ancora più importante, facendo check su questo tipo di flop in situazioni simili future, il nostro avversario non capirà se stiamo bluffando oppure no.

Action migliore: tentare il check-raise all-in al flop

Stack to Pot Ratio, valore 7,5: che fare con 30 big blind?

Con uno Stack to Pot Ratio di 7,5, il nostro avversario ha tutto lo spazio per rilanciare una nostra puntata al flop senza dover andare all-in. Qual è lo scenario peggiore, se dopo la nostra c-bet mandiamo la vasca? Il nostro avversario chiama con una mano forte, come un set.

Avremmo comunque circa il 40% di possibilità di vittoria. Ma in caso di fold, potremmo anche portarci a casa un discreto piatto (diciamo intorno ai 12 big blind, quasi la metà del nostro stack di partenza!) senza rischiare nulla.

Action migliore: c-bet al flop con l’intenzione di controrilanciare all-in

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Stack to Pot Ratio, valore 17,5: che fare con 70 big blind?

Qui la cosa migliore da fare è una continuation bet. Se subiamo un rilancio, possiamo chiamare e giocare su molti turn che potrebbero spaventare parecchie mani che potremmo avere quando puntiamo e chiamiamo, come ad esempio A 9 .

Se facessimo raise all-in, rischieremmo uno stack piuttosto grosso. Ma anche un reraise di dimensioni inferiori potrebbe scaturire in un all-in altrui, e chiamare un pot enorme con donna-carta alta non è il massimo in questo scenario.

Giocando in c-bet/call, qualora il turn fosse un 8 non di quadri, nel nostro range ci sarebbero alcune mani molto forti (come quella che abbiamo in realtà) e alcune molto deboli con cui giocheremmo allo stesso modo. Insomma, un mix perfetto per non dare indicazioni all’avversario.

Action migliore: c-bet al flop con l’intenzione di fare call

Come abbiamo visto, a seconda dell’SPR la strategia può essere molto diversa. Ma non è tutto: lo Stack to Pot Ratio è anche un ottimo modo per avere un gameplan bilanciato, che ci permette di avere una strategia difficilmente decifrabile da parte dei nostri avversari.

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