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Alessandro Siena e una top pair good kicker + nut flush draw foldata senza batter ciglio

Top pair, good kicker e progetto di colore nuts sul turn contro due avversari, di cui uno ai resti: Alessandro Siena ci spiega perché è corretto foldare qui.

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16/04/2019 17:05

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Alessandro Siena

Top pair, good kicker e progetto di colore nuts al turn: quando vale la pena “giocarsi la vita” in un torneo? Ci sono spot che risultano semplici per i giocatori più esperti, ma parlarne può essere d’aiuto al resto degli appassionati. Una mano giocata a inizio day 2 del recente PPTour Malta da Alessandro Siena ci viene in aiuto, insieme alla gentile collaborazione del protagonista.

Come è andata la mano

Come detto siamo al primo livello del day 2 di un torneo live molto giocabile come il PPTour giocato di recente al Casinò Portomaso di Malta. I bui sono 1.000/2.000 con button ante 2.000. Alessandro Siena apre i giochi da UTG+1 con a j , rilanciando fino a 4.500. Arriva il call da middle position di Erminio Tofù, chipleader del tavolo e futuro runner up del torneo, e anche Salvatore Calvagno decide di entrare in gioco difendendo il suo big blind, con uno stack totale di 20bb scarsi.

Il flop è a 8 5 e tutti e tre i giocatori fanno check. Sul turn 9 Calvagno fa ancora check, mentre Siena decide di puntare mettendo 6.000 chips in mezzo, tenendosene dietro circa 100mila. Tofù ci pensa qualche istante prima di rilanciare a 15.000 e Calvagno decide di completare il suo check-push mandando tutto per 35mila fiches circa.

Siena dà una rapida occhiata alle sue carte e folda,  Tofù invece non esita un attimo dichiarando il call e girando 8 8 per un set. Calvagno ha invece 6 7 per una scala chiusa al turn. Il river è un 5 che chiude il full per Tofù, eliminando Calvagno.

Al di là di come sia andata a finire, ci soffermiamo sul fold di Alessandro che forse non è difficilissimo ma non è neanche semplice. Così gli chiediamo qualche ragguaglio, in modo da dare un punto di vista a quelli tra voi che non sanno cosa fare in simili situazioni.

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Alessandro Siena: “perché l’ho gestita così”

“Partiamo dal presupposto che su quel flop in genere mixo molto tra check e continuation bet. Le ragioni che mi hanno spinto a preferire il check sono il flop rainbow, in cui avevo anche un backdoor di colore, e soprattutto il tipo di avversari. C’era il big blind che giocava con 20x e soprattutto il signore in middle position che era piuttosto solido, sicuramente non uno che flatti largo e aveva anche posizione su di me. Dubitando fortemente che contro di lui avrei mai potuto prendere tre strade di valore, opto per il check anche per sottorappresentare la mia mano.”

Il bet-fold al turn è dovuto alle azioni dei suoi avversari. Proseguire nella mano avrebbe significato “giocarsi la vita”, come amano dire i grinder di tornei. Una decisione non felicissima, forse, considerando che al momento i giocatori rimasti erano circa 200 e gli in the money previsti appena 63. Anche senza considerare l’edge (che si intende sempre come stima ed la cui concretizzazione è tutto da vedere al tavolo), Ale ha qui valutato da un lato l’impossibilità di “giocarsele da meglio”, dall’altra l’inutilità di mettere a repentaglio la permanenza nel torneo in uno spot non strettamente necessario. Per la cronaca Alessandro ha poi concluso il torneo a premi, anche se con un compenso marginale: 53° per 900€.

Alessandro Siena

Come sarebbe andata se…

…il bb avesse foldato

Nell’ipotesi invece che il big blind non fosse entrato nella mano, il colpo sarebbe stato ben più doloroso per Ale Siena. “Sì, ti confermo che in heads up con Tofù avrei sicuramente perso un bel po’ di più di chips, perché ovviamente non avrei mai foldato al suo raise sul turn. Inoltre, anche su una eventuali quadri al river, conoscendo l’avversario difficilmente avrei raddoppiato su di lui. Più probabile che gli avrei preso qualche chip in più all’ultima strada, ma non moltissimo.”

…se fosse accaduto in bolla

Se fosse accaduto più vicino ai premi, sarebbe cambiato qualcosa? “Ovviamente sì, ma in bolla difficilmente si arriva al postflop qui“.

…lo stack fosse stato diverso

Infine, una ultima curiosità da togliersi insieme ad Alessandro Siena. La decisione del fold al turn è dovuta anche allo stack decisamente giocabile che avrebbe salvato passando la mano, ovvero circa 50 big blinds. A questo punto viene da chiedersi: con quale situazione di stack saresti arrivato fino in fondo qui? “Qui broko solo se sono 15-20x, non di più”.

E voi, l’avreste gestita diversamente rispetto ad Alessandro Siena?

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