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Poker Big Bang: il bluff senza il quale non esisteremmo

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14/06/2015 15:15

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A volte il giochino delle sliding doors può rivelarsi divertente. E allora azzardiamo un’ipotesi: se Sam Farha avesse chiamato l’allin in bluff di Chris Moneymaker, come sarebbe il poker oggi?
Ci sarebbe stato ugualmente un boom del poker online? Esisterebbe Assopoker? E voi, avreste scoperto la passione per il giochino o stareste facendo altro?

Tutte domande destinate a rimanere senza risposta. Ma agli archivi rimane una mano adrenalinica, spettacolare, che pensiamo sia divertente analizzare e confrontare con le dinamiche di oggi. Lo facciamo insieme ad Emiliano Conti, che nel 2003 non sapeva ancora cosa fosse il texas hold’em, ma grazie alle conseguenze dell’effetto-moneymaker è diventato tra i professionisti più affermati d’Italia da ormai svariati anni.

Intanto, diamo un’occhiata al video originale:

La situazione pre-spot è la seguente:

Chris Moneymaker 4,62 milioni
Sam Farha 3.77 milioni

I bui dovrebbero essere 20.000/40.000 (non siamo certi se fosse già in vigore la consuetudine di eliminare le ante una volta giunti in heads up).

Chris Moneymaker apre da bottone/bb con k 7 , Farha difende con q 9
Sul flop calano 9 2 6 ed entrambi i giocatori fanno check.

Il turn 8 movimenta l’azione: Farha esce puntando in overbet per 300.000 (pot circa 200.000), Moneymaker opta per un raise di cui inizialmente non si accorge neanche il dealer, ma che comunque sale fino a 800.000 totali. Farha chiama e il piatto diventa da 1,8 milioni.

Il river è un “mattonesco” 3 , Sammy checka e Chris annuncia l’allin. Una nuova, prepotente overbet che manda in crisi Farha, il quale deve decidere se affidare il suo torneo e i 2,8 milioni residui ad una top pair. Alla fine folda, regalando chips e ulteriore fiducia a colui che poi si laureerà campione, dando il via a un pazzesco circuito marketing-mediatico che porterà al famoso boom del poker online.

Vediamo adesso l’analisi di Emiliano Conti.

PRE-FLOP

È la cosa più standard (per non dire l’unica) della mano.

FLOP

Sul flop ci sta anche il doppio check, con Moneymaker che checka dietro con doppio backdoor e una overcard. Calcolando la profondità degli stack, non mi dispiace giocare uno spot così marginale in questa maniera.

TURN

Sul turn non si capisce molto cosa abbia in mente Farha, e in ogni caso overbettare per protection la sua top pair non mi pare una grande idea. In ogni caso, Moneymaker riesce a fare una cosa ancora più no-brain: rilanciare su una overbet di oppo che tendenzialmente non conosce il tasto fold, e farlo con bilterale di scala e flush draw second nut. Farha non folda mai qui, e infatti si degusta questo river.

In generale, la size di raise (300-800) sarebbe corretta e la move figa anche al giorno d’oggi, ma quando si affrontano size di donkbet differenti, e magari davanti ad avversari leggermente più propensi al fold.

RIVER

Sul river scende un bel mattone, Farha checka e Moneymaker, dal nulla, spara un push da 2x pot. Intendiamoci, su Farha posso avere info come tutti dalle ore di poker in tv, e sulla base di quello posso definirlo tranquillamente come ‘poco amante del fold’. Qui tanka infinito e poi riesce a foldare la sua top pair marcia.
Chris invece pare ignorare quanto poco stia rappresentando e anche cosa possa avere l’avversario: fa un atto di forza, sfruttando anche l’effetto “scarante” di essere in heads up al Main.

Emiliano Conti

Emiliano Conti

Quindi bocciamo la linea di Moneymaker?
Nonostante il bluff sia andato a buon fine, visti l’oppo che ha di fronte sia la profondità degli stack a inizio mano, credo sia proprio un bel tuffone, in particolare sul river rappresentando ben poco, e oltretutto vs un gambler come Farha.

Proviamo a trovargli un senso cercando di immedesimarci nelle dinamiche di allora?
Nel 2003 io ancora non giocavo live, quindi non posso dire di conoscere le dinamiche. Però posso dire che ci sono 12 anni, di studio ed evoluzione del gioco, a fare un’enorme differenza. A quel tempo, tante considerazioni che oggi sono abituali non esistevano. Diciamo che in molte situazioni il braccio la faceva da padrone, compresi spot totalmente useless come quello in questione.

Immaginiamo questo spot oggi, identico per stack, livello, posizioni e anche importanza del torneo. Realisticamente, finirebbe ai resti l’1% delle volte?
Stima ottimistica.

Ipotizziamo allora come andrebbe!
Oggi potrebbe svolgersi così: preflop raise/call, flop check/check, turn donkbet 150000 (mi tengo largo), raise 425000, call per pot da 1,05 milioni. River check, bet facciamo 800mila, tank-call di Farha.

Mettiamo caso che Sam avesse fatto quel call. Moneymaker resta con 800mila, Farha diventa campione, niente più effetto-moneymaker. Secondo te cosa faresti oggi?
Credo che se non fosse successo allora, ci sarebbe stata un’altra “favola” l’anno dopo, o qualche altro pretesto ancora per farlo esplodere, ma rimango convinto che il boom sarebbe arrivato comunque. Troppo bello e attrattivo questo gioco, per non fare presa in maniera potente come poi è realmente avvenuto. Sì, in definitiva sono convinto che, anche senza Moneymaker, oggi sarei ancora qui a cliccare.

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