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Strategia MTT: cinque bugie nel gioco da torneo

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01/07/2010 06:13

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Tony 'Bond18' DunstNuovo appuntamento con la traduzione della guida per i Multi-table Tournament scritta dal professionista americano Tony “Bond18” Dunst. Questa volta parleremo di bugie: quelle che, secondo Tony, in tanti ci hanno raccontato su alcuni concetti nel gioco da torneo.

“Mi dispiace dirvelo ma vi hanno raccontato un sacco di bugie. In verità non credo che menzogna sia la parola giusta, forse è meglio dire che vi hanno male informato. La verità, infatti, è che alcuni dei concetti, delle strategie e degli approcci mentali più comunemente suggeriti per i tornei di poker sono assolutamente terribili. Ma sono così radicati nella conoscenza popolare del gioco che chiunque li riterrà validi, a meno che non giochi online o abbia un buon mentore ad aprirgli gli occhi. Perciò, permettetemi di dire la mia su alcune delle più grosse bugie che mi hanno raccontato.

Puoi trovare uno spot migliore
Cosa? Ogni spot buono (ed intendo tutti quelli con EV e cEV positivo) va preso al volo. Possono esserci situazioni occasionali dove il cEV è positivo ma l’EV è negativo? Certo! Un esempio ovvio è foldare AA in un satellite dove avete già un seat garantito.

Volete un esempio migliore e meno semplice di questo? Eccovene uno: recentemente ho giocato un torneo a Melbourne da 3.000 dollari di buy-in con 440 iscritti. La struttura era molto deep e lenta. Il 40% del field si era qualificato coi satelliti e forse meno di una dozzina di giocatori era effettivamente brava nei tornei. Se fossi stato di Big Blind nella primissima mano, con uno stack di 20.000, il livello 50/100 e 22 come starting-hand, avrei foldato di fronte allo shove dello small blind con AK suited. Tuttavia questo è soltanto un esempio di quanto estrema debba essere la situazione per farmi passare uno spot con cEV positivo.

Ma davvero hai rischiato l’eliminazione con quelle carte?
Mi capita di sentire questa frase ad ogni torneo live a cui partecipo. Credo che la gente parli così perchè di solito dal vivo non si riesce a giocare più di un evento al giorno, mentre nel casi dei tornei più grandi magari si è aspettato per mesi oppure per un anno intero.

Ma ciò è relativo, e come per il punto precedente anche qui non ci sono scuse che tengano. I sentimenti non hanno nulla a che vedere con la permanenza in un torneo, perciò smettete di perdere tempo con questa mentalità. Le chips rappresentano l’unica cosa importante. Un buon esempio di come la gente si nittizzi per non mettere a rischio l’uscita in un evento sta nei range di shove e di re-steal in all-in.

Ricordo un torneo delle WSOP da 1.500 dollari di buy-in quando, con ancora 15-20 giocatori prima della zona premi, ho ricevuto J5 offsuit dal bottone. C’erano le ante in gioco e a me rimanevano 11 BB. Entrambi gli oppo sui blind erano weak tight, perciò ho pushato perchè sapevo benissimo che i loro calling-range erano molto stretti, soprattutto in quel momento che mancava poco per arrivare “in the money”.

Bene, il player sul piccolo buio ci ha pensato forse otto minuti prima di chiamare con AQ offsuit, mentre il Big Blind ha foldato “face up” AQ suited. Quando ho girato le mie carte mi sono preso diversi insulti, solamente per aver rischiato tutto il mio stack con J5. Quello che posso dirvi è che la giusta mentalità è quella di essere pronti anche ad andare busted se si crea uno spot a EV+. Soltanto perchè avete aspettato un sacco di tempo prima di partecipare al torneo non significa avere la scusa per giocarlo male.

Non volevo rischiare di finire in coin-flip
Questa è forse la frase più comune che si può sentire in giro. Eccovi la semplice verità: al punto in cui arrivate a considerare di foldare sapendo di essere probabilmente in coin-flip, allora ci saranno forse già troppe chips nel piatto da non poter davvero più foldare. Se rilanciate AQ offsuit di 3x ed un avversario shova 15-20x con un probabile range AJ+/66+ (siete a circa il 43,5% contro un range piuttosto tight) allora non dovete foldare mai. Non c’è niente di male a flippare fino a quando è una mossa ad EV positivo (spesso lo è per via delle ante).

– I miei avversari sono molto bravi, cercherò di evitare possibili guai
Dovete avere fiducia nei vostri mezzi. Se davvero ritenete di essere circondati da gente più forte di voi allora probabilmente siete nel torneo sbagliato (a meno che non abbiate vinto un satellite o qualcosa del genere). Più facilmente, gli oppo sono tanto forti quanto maggior credito darete loro in base ai risultati precedentemente conseguiti. Va bene se chiudete un po’ il vostro gioco contro avversari più bravi, ma non nittizzatevi al punto che loro se ne accorgano iniziando a darvi addosso senza che voi possiate arginare la loro strategia.

Nei tornei di poker l’importante è sopravvivere
Proprio per niente. E’ importante invece riuscire ad accumulare chips tramite la creazione di spot con EV positivo.”

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