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Strategia torneo: la matematica del semi-bluff (2° parte)

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22/06/2012 06:06

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Dopo l’esempio introduttivo, presentato nell’articolo precedente, Justin “ZeeJustin” Bonomo conclude il suo discorso strategico sul semi-bluff con la spiegazione matematica di alcune situazioni di gioco decisamente più complesse.

“Vediamo di complicarci un po’ le cose. Consideriamo l’ipotesi in cui abbiamo un 25% di equity se callati. Se procediamo con il check, il nostro avversario punterà e noi dovremo foldare. E’ importante capire questo passaggio: se abbiamo un’equity positiva quando checkiamo, allora la matematica cambia drasticamente. Invece di porre l’equazione a zero, dovremo adeguarla all’equity del nostro check, valore comunque che non è per niente facile da stimare in maniera accurata.

Prima di fare i relativi calcoli, provate a rispondere a questa domanda: se folda il 60% delle volte, ci conviene bluffare? E se lo fa nel 40% delle volte? E nel 30%, 20% e 10%? Spero capiate che se prima andava bene bluffare con un fold del 50% allora è ovvio che dovremo farlo anche per percentuali superiori, poiché avremo equity extra quando chiamati (mentre l’equity sarà la stessa quando checkiamo o otteniamo un fold).

Ok, passiamo ai conteggi utilizzando la stessa equazione di prima: Fe – Ce = 0; 100F – Ce = 0. Qual è la nostra equity se riceviamo un call? Dunque, nel 75% dei casi perderemo il nostro stack di 100 mentre nel restante 25% avremo un profitto di 200 (lo stack del nostro oppo più le chips presenti nel piatto).

Ce = (.75)(100) – (.25)(200); Ce= 75-50 =25; 100F-25=0; 100F=25; F=25/100= .25

Se il nostro avversario folda più del 25% delle volte allora noi possiamo puntare ed ottenere un profitto. Questo guadagno è buono abbastanza? Divertiamoci ancora un po’ scoprendolo con un’altra serie di passaggi matematici. Ipotizziamo che l’oppo foldi nel 35% dei casi: E= Fe-Ce; E=(.35)(100) – .65[(.75)(100) – (.25)(200)]; E=35-.65(75-50); E= 35-.65(25); E= 18,75

Pertanto, anche se abbiamo soltanto il 25% di possibilità di vincere se callati – e il nostro avversario folda appena il 35% delle volte – se andiamo all-in avremo un profitto pari a quasi 1/5 del piatto. Ecco perché il semi-bluffing è una giocata così potente anche se pensiamo che l’altro sia più propenso al call che al fold. Naturalmente potete modificare gli input di partenza a vostro completo piacimento. Facciamo ad esempio il caso che invece di un’unica puntata pari all’entità del piatto abbiamo invece ancora a disposizione 2/3 delle chips del pot. Per dirla meglio, ci sono 300 sul tavolo ed entrambi i giocatori hanno uno stack di 200 chips. Quanto spesso pensate che l’altro debba foldare per andare break-even con zero equity se chiamati?

Personalmente, da quando studio questi aspetti con la matematica, ho affinato di molto la capacità di determinare “al volo” il dato che mi serve. Consiglio anche a voi di allenarvi su queste cose, perché non avrete certi il tempo di fare tutti i calcoli durante il gioco. Quindi: 0 = Fe – Ce; 0 = 300F – 200C; F+C=1; 0 = 300F – 200(1-F); 0 = 300F – 200+200F; 200 = 500F; .4 = F. In questa situazione, il nostro avversario dovrà foldare soltanto il 40% delle volte.

Cosa cambia invece se abbiamo un’equity del 33% quando chiamati? Riuscite a stimare la fold equity necessaria affinchè la giocata sia break-even? Domanda a trabocchetto: con una puntata pari a 2/3 del piatto avremo un profitto anche se ci chiama il 100% delle volte.  Questi i conteggi: (1/3)(500) – (2/3)(200) = 33.3. Non solo si tratta di un profitto decente, ma è anche meglio rispetto a quello ottenibile con il fold dell’altro.

Ho scoperto che nelle situazioni di semi-bluff se chiedete ad un giocatore qualsiasi (anche ad un top Pro) di stimare la percentuale di fold equity necessaria per bluffare loro vi rispondereanno sempre con un valore più alto di quello effettivamente richiesto. Ecco perché io adoro fare questi calcoli.

Ne ho fatti a migliaia nel mio tempo libero ed è per questo che mi sento molto a mio agio in parecchie situazioni complicate. Sfortunatamente, so già che parecchi di voi non faranno mai un lavoro del genere. Ed è davvero un peccato, perché potrebbe davvero aiutarvi parecchio a migliorare le vostre skill al tavolo da poker.”

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