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Strategia torneo: i segreti per giocare con uno stack medio

Scritto da
09/09/2012 06:48

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Tom Marchese durante il suo successo al NAPTTom Marchese nel 2010 ha fatto incetta di risultati nei tornei più importanti del mondo, tanto da vincere oltre due milioni di dollari ed essere nominato non a caso giocatore dell’anno.

Un professionista del genere ha evidentemente molto da poter insegnare, ed in una recente intervista rilasciata a CardPlayerkingsofcards” spiega alcuni accorgimenti per sfruttare al meglio le potenzialità di uno stack compreso fra i trenta ed i quaranta big blinds.

Come sappiamo, infatti, con uno stack pari a circa venti big blinds o inferiore la nostra possibilità di manovra è praticamente azzerata, dal momento che l’unica scelta possibile sta nel decidere quando andare all-in.

Nel caso si abbiano a disposizione più fiches, invece, le frecce al nostro arco sono maggiori ed esserne consapevoli non può che renderci degli avversari più fastidiosi da fronteggiare.

“In generale il vostro obiettivo rimangono come sempre i giocatori chiusi e quelli che una volta sui bui sapete non vi opporranno molta resistenza – premette Tom – se invece avete in posizione avversari aggressivi, dovrete essere pronti ad aprire mani come a 5 o 7 7 con l’intenzione di 4-bettare all-in se 3-bettati”.

A volte tuttavia le proprie carte non sono la cosa più importante: “Nel caso in cui sappiate che un giocatore mantiene un range di opening piuttosto ampio ma è disposto a 4-bettare all-in con uno stretto, allora 3-bettare molto in bluff è sicuramente un’opzione profittevole”.

Particolare attenzione Marchese crede si debba prestare in zona bolla, ovvero quando una mossa cEV+ può rivelarsi in realtà $EV-: “L’ICM in questa fase va assolutamente considerata, essere eliminati in questa fase senza ricevere alcun premio ha comunque un peso. Chi ha grandi stack è avvantaggiato, perché un giocatore corto che sia favorito a meno del 65% se gioca correttamente è spesso costretto a passare la propria mano”.

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