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Introduzione al Soko

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20/08/2010 12:30

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I quattro quinti di colore sono un punto nel SokoIl Soko, conosciuto anche come Stud finlandese, non è altro che una variante del  5 card Stud. Le regole sono praticamente identiche, se non fosse che nel Soko vi sono due nuovi punti, ovvero i quattro quinti di scala aperta ed i quattro quinti di colore: entrambi battono una coppia ma sono battuti da una doppia coppia.

 

Per il resto, tutto si svolge in modo identico, con i giocatori a cui dapprima vengono servite due carte – una coperta e l’altra scoperta – e che danno il via al primo giro di puntate, puntate che poi proseguono lungo altre tre streets, ovvero dopo che ai giocatori vengono consegnate altre tre carte scoperte, complessivamente.

Allo showdown vince evidentemente la mano che rappresenta il punto più alto, con le due eccezioni rammentate in precedenza.

Se all’inizio il bring-in viene messo nel piatto da chi abbia la carta esposta più bassa, nei successivi turni di puntata è la best hand esposta a parlare per prima.

E’ possibile giocare a Soko tanto nella variante fixed limit che in quella pot limit, e talvolta in alcune partite è possibile che si giochi con l’ultima carta servita coperta come la prima, anche se di eccezione si tratta.

Come si può facilmente immaginare, si tratta di una variante piuttosto semplice, in cui l’esposizione di quattro quinti tanto della propria mano che di quella avversaria fa sì che lo stile di gioco più profittevole sia quello tight aggressive.

L’obiettivo è dunque duplice. Da un lato, cercare di entrare in un piatto con la starting hand migliore, dall’altro fare in modo che giocatori più loose paghino a caro prezzo – ovvero fuori odds – l’inseguire progetti o l’entrare in gioco con mani marginali. Spesso puntare metà piatto sarà sufficiente a raggiungere questo scopo.

Altra distinzione va fatta relativamente alla forza delle starting hands suited: dal momento che non vi sono carte comuni e che se ne hanno a disposizione soltanto cinque per chiudere il proprio punto, una mano suited è solo marginalmente migliore della stessa unsuited, e va giocata tenendone conto.

Altro aspetto essenziale, infine, consiste nel non puntare dopo che ci è stata data l’ultima carta nel caso in cui il nostro punto sia esattamente ciò che abbiamo esposto, ed al contempo questo sia sufficiente a battere tutte le quattro carte esposte dei nostri avversari.

Infatti, puntare in questo caso significherebbe essere chiamati soltanto da mani migliori della nostra: non a caso, “sokotan” in finlandese significa “check”…

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