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Stud hi/low: la strategia di base

Scritto da
10/11/2012 08:45

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Lo Stud hi/low è una delle varianti di poker più complesse che possiate scegliere di praticare: giocata anche nell’H.O.R.S.E., in questo articolo troverete le nozioni di base per approciarvici nel modo corretto.

Come lo stesso nome suggerisce, si tratta di una variante che coniuga il Seven Card Stud con le caratteristiche di uno split pot game: questo significa che la prerogativa rimane quella di giocare mani che abbiano buone potenzialità di vincere l’intero piatto, il che implica che sappiate riconoscere quali siano le starting hands migliori.

Solitamente, anche in questa variante avere un trips in third street o “rolled up” – ovvero cominciare il gioco con una mano come (q q ) q – significa possedere un’ottima mano: in fondo, come in ogni split pot game ci sarà sempre un punto “high”, ma non sempre un punto “low”.

Tuttavia, generalmente le mani che vorrete vedere sono tre carte low – quindi pari all’otto o inferiori – che formino un draw di scala, colore o entrambi: una mano come (7 5 ) 3 è ovviamente eccezionale nel Seven Card Stud hi/low.

Una buona mano può essere anche formata da due carte low ed un asso, o coppie più un asso, o ancora coppie d’assi più un kicker hi o low. Mani che invece vorrete evitare solitamente sono quelle che non solo non hanno buone opportunità di vincere l’intero piatto, ma rischiano seriamente di non poter competere in modo vincente neppure per la metà di questo. Una mano come (2 5 ) 8 può trarre in inganno giocatori principianti, ma in realtà ha possibilità pressoché nulle di qualificarsi per il piatto hi e comunque si espone ad essere superata da un migliore low. Anche una mano come (9 9 ) q all’atto pratico è peggiore di quanto non possa sembrare a prima vista.

Volendo adesso accennare ad alcune linee guida strategiche basilari e di carattere generale, tendenzialmente dovrete tener presente che le prime quattro carte sono essenziali per decidere le sorti della vostra mano, e conseguentemente le sue concrete possibilità di vittoria: in questa variante è importante capire piuttosto in fretta quando si è battuti, in modo da non rimanere in piatti pericolosi e soprattutto costosi.

Inoltre, è importante osservare le carte esposte, sia per circoscrivere il range avversario che per stimare in modo più accurato le probabilità di migliorare la propria mano. Particolare attenzione va tenuta per carte come i quattro ed i cinque, che sono essenziali per una mano come a 2 3 4 5 , capace spesso di vincere l’intero piatto essendo al contempo il nut low e una scala al cinque. Ricordate inoltre che il valore delle coppie alte è tanto maggiore quanto minore è il numero dei vostri avversari nella mano: una coppia alta è solitamente favorita contro un progetto low se si è in heads-up o al massimo contro due avversari, mentre in un multiway pot perde efficacia.

Infine, solitamente è preferibile puntare piuttosto che fare check, nel momento in cui siete in possesso di una mano con cui sareste disposti a chiamare una bet avversaria: spesso i vostri opponents staranno cercando solo un pretesto per passare la propria mano, e dovrete fare in modo di offrirgliene uno piuttosto che concedere pericolose free cards.

Naturalmente, questi pochi consigli sono molto lontani dal poter essere considerati esaustivi per giocare in modo pienamente soddisfacente una variante complessa come il Seven Card Stud hi/low, ma certamente vi saranno utili per evitare alcuni errori grossolani che rischiano di costare davvero molto, a dei principianti e non solo…

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