Gioco legale e responsabile

Cash Game · Strategie di Poker · Tornei

Varianza: capirla (e non temerla) per gestire al meglio i downswing nel poker

La varianza nel poker è qualcosa di inevitabile: ma che cosa significa e che cosa possiamo imparare per ridurla e non farci influenzare?

Scritto da
01/08/2021 10:30

706


Tante volte abbiamo parlato di varianza nel poker, un concetto difficile da capire soprattutto per i giocatori amatoriali o alle prime armi. Eppure, una volta compreso permette di fare quello switch necessario a gestire al meglio i periodi negativi, i cosiddetti downswing.

Perciò, non perdiamo tempo e passiamo immediatamente a vedere cos’è la varianza nel poker.

Varianza poker

La varianza nel poker (credits: Pexels)

 

In questo Articolo:

Confronto Bonus Poker

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui bookmaker italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i bookmaker sono mostrati a rotazione casuale.

Varianza nel poker: cos’è?

Partiamo con un esempio. Facciamo finta di giocare, ogni domenica, un torneo da 7.000 iscritti che paga il 16% del field. In questo evento, diciamo per comodità che abbiamo un ROI del 50%, cioè un ritorno sull’investimento del 50%.

Fingiamo di giocarlo ogni domenica per dieci anni di fila. In che percentuale di tempo pensate che perderete denaro durante questi 10 anni?

Molte persone pensano che, avendo un ROI del 50%, giocando ogni domenica dovrebbero registrare un profitto quasi sempre. Sbagliato.

I simulatori di varianza dimostrano che, seguendo questo esempio, perderemo soldi nel 40% dei casi! Perché?

La deviazione standard

In parole povere, la varianza è quanto un singolo giocatore può vincere o perdere in base alla pura fortuna. Se lanciamo una moneta 100 volte, ci aspettiamo di vincere nel 50% dei casi, giusto? Però può anche essere che su 100 lanci, 56 volte esca testa e 44 croce. Provate voi stessi.

Se vincete 54 volte, allora avete varianza positiva; se vincete 44 volte, allora avete varianza negativa. La differenza tra la percentuale teorica (il 50%) e il risultato effettivo (56 o 44) si chiama deviazione standard.

Un concetto che spesso ci fa chiedere: sono io che sto giocando male/bene o sono solo sfortunato/fortunato?

Stai davvero andando male… o te lo stai immaginando?

Esiste un modo per capire se le cose vi stanno girando semplicemente male: tracciare il numero di big blind che vincete rispetto alle mani che giocate. Esistono software che lo fanno per voi e che calcolano anche l’Expected Value (EV), cioè il vostro winrate di big blind per 100 mani se tutti gli showdown andassero esattamente come dovrebbero.

Per dire, se flippaste il vostro stack da 100 big blind, indovinando vincereste 100BB e sbagliando ne perdereste 100, giusto? L’EV calcola semplicemente il flip come neutrale: 0 big blind. Questo crea una sorta di valutazione più accurata su come state giocando.

Game selection e varianza

Anche la scelta del gioco influisce sulla varianza. Ovviamente, nei tornei di poker la varianza può essere enorme. Perché? Perché nei tornei, non tutti i big blind sono uguali: potete guadagnare 10BB ogni 100 mani nelle prime fasi di gioco, ma servirà poco nelle fasi più deep.

Diverso è il discorso del cash game, dove il buio è fisso e dove, dunque, in qualsiasi momento della vostra sessione il vostro guadagno/perdita di BB ogni 100 mani ha lo stesso, identico valore.

Per combattere la varianza, una buona idea può essere quella di diversificare il vostro portfolio. Una possibile soluzione?

  • 75% del tempo dedicato al cash game (il gioco in cui la varianza incide meno)
  • 25% del tempo dedicato ai tornei (dove la varianza è altissima)

NB: Questo consiglio è valido solo se non siete giocatori di poker amatoriali: in quel caso, vi consigliamo semplicemente di divertirvi, senza pensare troppo alla varianza!