Gioco legale e responsabile

WSOP 2014

Paga o stai a guardare: le mance dettano legge al Rio

Scritto da
09/06/2014 12:04

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Volete giocare un torneo satellite o ad un tavolo di cash game al Rio? Mettervi in lista e presentarvi con la vostra bella pila di fiches potrebbe non essere abbastanza, visto che alcuni dealer sembrano ostacolare chi non faccia ampio uso delle mance.

Di per sé non si tratta di una novità: chiunque sia stato a Las Vegas sa bene come qualche dollaro extra possa spesso fare la differenza, mettendo a disposizione un taxi molto più in fretta o magari ottenendo un upgrade della propria camera con un semplice biglietto da venti dollari. Tuttavia, quello che pare stia succedendo nel tempio delle WSOP sembra andare un po’ oltre.

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E’ l’esperienza riportata da un noto utente di TwoPlusTwo, secondo il quale un dealer sulla sessantina non avrebbe aperto il tavolo per un satellite da 525 dollari, suggerendo neanche troppo velatamente che una mancia avrebbe potuto fare la differenza. Stando ad altre testimonianze, non si tratta di un caso isolato: sembra infatti che ultimamente partano quasi esclusivamente satelliti con buy-in da un migliaio di dollari, probabilmente perché chi li gioca non si fa pregare quando si tratta di frugarsi in tasca.

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Un meccanismo simile pare essere in vigore anche ai tavoli di cash game: “E’ così da un po’ – scrive un professionista che abitualmente abita in Thailandia – se sei generoso con le mance possono esserti di grande aiuto, ad esempio mettendoti in cima alle liste di attesa per un tavolo”.

Appare difficile che i responsabili al Rio siano all’oscuro di questo andazzo, se non altro perché più di un giocatore sembra essersi lamentato, ma ad onor del vero questo non sembra essere un problema circoscritto a quel casinò. Ad esempio, c’è chi giura che al Bellagio una mancia di 50 dollari sia sufficiente per balzare magicamente in cima alla lista di un tavolo di NL1000.

Questo tipo di trattamento di favore è già regolamentato in alcuni casi specifici, ad esempio quando il giocatore in questione ha uno status VIP massimo all’interno del sistema di “rakeback” del casinò, ma naturalmente questo è un caso piuttosto diverso, e le opinioni al riguardo sono piuttosto contrastanti.

C’è infatti chi crede che atteggiamenti simili andrebbero stroncati sul nascere, e chi invece si limita a dire che a Las Vegas semplicemente funziona così, sottolineando come gli stessi giocatori che magari oggi se ne lamentano in realtà ne traggano spesso vantaggio.

Su una cosa ad ogni modo sembrano essere tutti d’accordo: che si cerchino di contrastare o le si accettino per quello che sono, le leggi non scritte di Sin City difficilmente possono cambiare nell’arco di un’estate.

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