Gioco legale e responsabile

WSOP 2016

Gordon Vayo come Joey Knish: un passo dopo l’altro fino ai November Nine

Scritto da
22/07/2016 09:43

2.418


Bloomington, Illinois. Siamo nel Midwest americano: territorio spigoloso, dal clima capriccioso. Lo Stato della prateria, lo chiamano. Ma industria e turismo non mancano. Tanto che se vuoi tastare il polso alla situazione degli USA nella loro globalità, provare la pressione all’Illinois è un’ottima cartina al tornasole.

Gordon Vayo

Gordon Vayo

Proprio qui, 27 anni fa, nasceva Gordon Vayo, uno dei November Nine che dal prossimo 30 ottobre proveranno a succedere a Joe McKeehen. Un nome che probabilmente non dice nulla al grande pubblico, ma la cui storia è un po’ l’emblema del gioco del poker.

Ricordate il mitico Joey Knish di Rounders? A occhio avrebbe potuto mangiarsi vivo ‘Teddy KGB’ molto prima di Mike McDermott. Ma Knish non era uno che amava tentare di fare il passo più lungo della gamba. Bene, Gordon Vayo sotto questo punto di vista ricorda molto il personaggio interpretato da John Turturro.

L’americano ha cominciato a giocare a poker online a soli 16 anni, con il nickname ‘holla@yoboy’: solo e rigorosamente tornei multitavolo. Pur senza far parlare di se, Gordon Vayo riesce a raggiungere gli 1,5 milioni di dollari vinti online prima del 2009. Poco prima, dal 2008, comincia da affacciarsi sulla scena del poker live.

Un paio di in the money all’EPT (a Montecarlo nel 2008 e a Sanremo nel 2010), un primo assaggio di World Series of Poker nel 2011 (con una bandierina), e poi l’exploit del 2012, quando riesce ad andare a premio ben cinque volte alle WSOP.

L’exploit di Gordon Vayo

L’anno dopo si migliora, e i piazzamenti in the money diventano sette: mai una vincita esagerata, ma nemmeno un buy-in superiore a 2.500 dollari. Alle WSOP 2014 sfiora il colpaccio: nel torneo di No Limit Hold’em Six Handed da 3.000 dollari arriva secondo, dietro a Davidi Kitai, e si porta a casa 314.535 dollari.

Alle WSOP 2015 non va poi così bene: solo due piazzamenti a premio. Quest’anno, però, è tornato a dare il meglio di se: ben otto in the money alle ultime World Series, compreso quello da almeno un milione di dollari nel Main Event.

La storia, la carriera di Gordon Vayo, potrebbe benissimo essere quella di qualsiasi appassionato di poker che tramite lo studio, il lavoro sulle proprie skill e una corretta gestione del bankroll riesce a raggiungere traguardi impensabili.

Forse non vincerà il Main Event, chi lo sa, ma Gordon Vayo ha dimostrato – semmai ce ne fosse ancora bisogno – che nel poker davvero tutto è possibile.

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento