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Mister Ivey rischia di perdere solo 9,6 milioni $

Come vi abbiamo raccontato due giorni fa, gli avvocati del Borgata di Atlantic City hanno depositato la loro durissima memoria nella causa contro Mister Phil Ivey, per la vincita milionaria del re del poker maturata in una sessione di baccarat. Sui blog mondiali se ne sono lette di tutti i colori: lo hanno etichettato addirittura come un estorsore o qualcosa di simile. Ma Phil cosa rischia? E' veramente nei guai come scrivono?

Nulla di tutto questo. Ribadiamo il concetto: Phil Ivey non è sotto inchiesta, non è imputato in nessun processo penale. E’ semmai attore in una causa civile. Sta rivendicando una vincita (9,6 milioni di dollari), dopo aver concordato con la casa da gioco tutte le (stranissime) condizioni (potete leggerle in questa dettagliata ricostruzione), prima che iniziasse l’azione al tavolo. Senza dubbio, i manager del Borgata hanno fatto una figura da sprovveduti ed Ivey, da un punto di vista etico, non uscirà nei migliori dei modi da questa vicenda.

I legali del casinò sono passati al contrattacco, con accuse pesantissime: secondo la loro versione, ci sono gli estremi dell’estorsione e della truffa, con una chiara violazione del RICO (Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act): reato che prevede, in un processo penale (non in questo caso), la reclusione fino ad un anno di carcere.

Se (e ribadiamo se) le condizioni sono state quelle descritte dai legali, senza dubbio Ivey e la sua socia hanno pianificato nei minimi dettagli un evidente raggiro ai danni della casa da gioco, a prescindere dal consenso espresso dai manager. Con notevoli skills, Phil ha sfruttato leaks evidenti del casinò, ma le sue le giustificazioni, possono essere una prova evidente della sua mala fede.

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Però, sono gli stessi avvocati del Borgata a ribadire un concetto: si tratta di un’azione civile e non penale, pertanto i parametri per valutare prove ed indizi sono diversi e meno pretenziosi: in estrema sintesi, l’onere della prova non deve superare lo scoglio del “ragionevole dubbio”.

Il re del poker rischia – in maniera concreta – di perdere la causa nei confronti del Borgata e di lasciare ad Atlantic City i 9,6 milioni vinti, ma (senza denunce di parte) riuscirà comunque ad evitare guai ben più rilevanti che potrebbero stroncare la sua carriera e non solo. Re Phil ha scherzato con il fuoco, ma la sensazione è che - usando un termine calcistico - riuscirà a salvarsi in corner.

 

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo