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Dominik Nitsche: “Studio e gioco come un bot, è necessario per continuare a vincere ad alti livelli”

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01/09/2017 14:00

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Nel corso di un recente podcast con Doug Polk, Dan Cates ha ammesso che tutti i più forti regular degli High Stakes Online di Pokerstars.com utilizzano intensamente le “sims“, ovvero dei programmi che simulano le mani e mostrano la scelta giusta dal punto di vista puramente teorico.

Non si tratta di una novità: chi grindava i Sit&Go qualche anno fa, si ricorderà certamente di programmi come “SitNGo Wizard” o “ICM Trainer“.

Sono software che svolgono simulazioni di determinati spot e rivelano all’utente la scelta matematicamente corretta. Questi programmi sono destinati esclusivamente allo studio e sono assolutamente vietatiin-play“: le poker room sono in grado di individuarli in esecuzione, e dopo una prima avvertenza scatta il ban.

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I software di simulazioni sono però fondamentali nello studio lontano dai tavoli. Top player come Timofey “Trueteller” Kuznetsov o Isaac Haxton passano ore e ore ogni giorno a studiare le simulazioni, nel tentativo di imparare a ragionare come un bot e giocare secondo la Game Theory Optimal (GTO).

Un altro giocatore che fa uso delle sims è Dominik Nitsche. Il team pro di 888Poker ne ha parlato in una recente intervista a CalvinAyre.com, ammettendo che al giorno d’oggi un regular del cash game high stakes e/o dei tornei high roller deve per forza passare tanto tempo a studiare le simulazioni se vuole restare competitivo.

Dominik Nitsche e l’importanza dei software

Dominik Nitsche ha solo 26 anni, ma in carriera è già riuscito a vincere tantissimo. Ha messo in bacheca tre braccialetti WSOP  e un titolo WPT, che hanno contribuito a portare le sue vincite lorde nel live a oltre 7 milioni di dollari. Negli MTT Online ha vinto più di 4 milioni di dollari, mentre nel cash game è in profitto per centinaia di migliaia di euro.

Quando gli viene chiesto quale sia il suo segreto, Dominik risponde con fermezza che non c’è: i suoi successi sono stati costruiti con tanto duro lavoro e soprattutto con uno studio intenso e continuo della teoria del poker.

“Tutti sanno che esistono dei solver“, dichiara il 26enne. “Sono programmi che funzionano meglio della mente umana e io cerco di imparare il massimo da loro. Quasi tutti i miei avversari agli high stakes tendono a giocare copiando lo stile di un solver, quindi è necessario che lo faccia anche io”.

Dominik Nitsche

Dominik Nitsche

Studio >>> Gioco

Considerando il livello altissimo ai tavoli nosebleed, al giorno d’oggi un regular come Nitsche passa più tempo a studiare che a giocare.

Il rapporto tra studio e gioco è di 70-30 in favore dello studio. A questo punto della mia carriera mi concentro soprattutto sugli high roller dal vivo, pertanto penso che sia fondamentale migliorare il mio gioco il più in fretta possibile. Anche quando gioco online agli high stakes, il livello è così duro che non lo considero nemmeno giocare, ma studiare“.

Nitsche è consapevole che molti giocatori di poker non siano propensi a giocare in maniera robotica, inseguendo la perfezione della GTO. Fortunatamente, il giovane tedesco è naturalmente portato per l’aspetto matematico del gioco, motivo per cui dal suo punto di vista giocare come un solver è persino divertente.

“Se il poker è facile? È una domanda interessante. Direi di sì, ma solo adesso che ci sono i programmi di simulazione“, dichiara Nitsche. “Quando ho iniziato a giocare a poker era veramente facile, bastava avere una semplice strategia. Al giorno d’oggi, ai limiti più alti tutti utilizzano programmi per analizzare ogni singola mossa. A me viene incredibilmente facile emulare un simulatore. Ho studiato così tanto su questi programmi che oggi riesco a giocare quasi come se fossi uno di loro”.

I team pro di 888Poker Dominik Nitsche e Sofia Lovgren

La GTO necessaria ad alti livelli

Dominik è assolutamente sicuro dell’importanza di questi software per diventare o restare un top player. Al punto che il suo consiglio per qualsiasi aspirante pro è di lasciar perdere la strategia exploitativa e buttarsi anima e corpo sulla GTO.

“Ciò che suggerirei a chiunque è di scaricare un programma che faccia simulazioni delle mani. Imparare ad usarlo, confrontare i propri risultati con quelli del software. Ripetere all’infinito. Funziona!”

In conclusione, il tedesco spiega che riuscire a ragionare come un bot è persino più semplice rispetto all’adottare un strategia exploitativa, che richiede un continuo adattamento del proprio gioco per sfruttare i leak degli avversari.

“Onestamente, solo in rare occasioni mi trovo costretto a dover ragionare intensamente su uno spot. Grazie allo studio teorico di tutti questi anni, quasi tutte le mie decisioni sono banali e automatiche. Certo, a volte non è facile, ma soprattutto perché ci sono fattori esterni al gioco che mi distraggono”.

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