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L’intelligenza artificiale abbatte anche l’ultima barriera: sconfitti i pro del poker

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14/07/2019 11:35

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La notizia è dei giorni scorsi ed è stata ripresa anche da molti quotidiani nazionali: l’intelligenza artificiale è riuscita a sconfiggere alcuni dei migliori giocatori di poker in circolazione.

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Un bot del poker, progettato dai ricercatori del laboratorio di A.I. di Facebook e della Carnegie Mellon University, ha messo al tappeto tutta una serie di players dopo oltre 10.000 mani giocate in circa 12 giorni, nella specialità No Limit Texas Hold’Em  6-Handed. 

Pluribus

Il sistema di Intelligenza Artificiale, denominato “Pluribus”, ha affrontato 12 professionisti suddivisi in due postazioni diverse, in una delle quali giocava contro 5 umani e nell’altra 5 macchine giocavano contro un umano. Nella seconda postazione, precisiamolo, le macchine non erano in grado di collaborare tra di loro.

Pluribus ha vinto con un margine ritenuto “decisivo per la vittoria”, per vincite orarie che hanno sfiorato i 1.000$. Qui ci sarebbe da fare un distinguo fino a quando non sapremo a che livello stessero giocando macchine e giocatori, ma vogliamo fidarci, visto che anche i giocatori hanno ammesso la sconfitta.

Chris Ferguson, ad esempio, ha dichiarato in una nota stampa che “Pluribus è un avversario difficilissimo con cui giocare, praticamente impossibile assegnargli un range”. 

Aumentata la difficoltà

In un articolo pubblicato su “Science”, i genitori di Pluribus dicono che questa vittoria rappresenta una pietra miliare per il percorso dell’Intelligenza Artificiale, poichè il poker rappresenta uno dei giochi coi più alti indici di difficoltà, visto che tra le componenti decisive del poker c’è il bluff, che non è un parametro, a prima vista, misurabile. 

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Nel 2015 un sistema simile aveva battuto degli avversari umani in Heads Up, sempre a Texas Hold’Em, ma aumentando il numero di rivali a 5, ovviamente la cosa si sarebbe fatta molto più dura anche per le A.I. più avanzate. 

Pluribus è costato solo circa 150$, per un addestramento di 8 giorni totali e partendo da un sistema semplicissimo: l’autogioco. 

Costi ridotti

In pratica i suoi costruttori, hanno fatto giocare a Pluribus centinaia di migliaia di mani contro sè stesso, un allenamento che è servito, fatte le debite correzioni di volta in volta, ad affrontare tutte le situazioni che si sarebbero poi manifestate nella sfida coi professionisti. 

Il costo è ovviamente riferito al netto di quelli sostenuti per il materiale umano impiegato: gli ideatori di Pluribus hanno utilizzato un server 64 Core dotato di meno di 512 GB di RAM. 

Bluff matematici

La parte più incredibile di questa storia è che la macchina bluffa con una facilità disarmante e con mani completamente marginali. Uno dei suoi ideatori, Brown, per spiegare la vittoria della sua macchina ha detto: “Spesso pensiamo al bluff come come ad un tratto unicamente umano, qualcosa in grado di mentire e ingannare insite solo nell’uomo. Ma è un’arte che può essere amplificata attraverso strategie matematiche ottimali. L’intelligenza artificiale non vede il bluff come ingannevole, vede solo la decisione che matematicamente potrà fargli fare maggiore profitto, per questo una macchina A.I. può bluffare meglio di qualsiasi umano”. 

 

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