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Il fisco francese chiede a Valentin Messina l’80% delle vincite: ecco quanto dovrà pagare alla fine…

La storia di Valentin Messina, uno dei poker players francesi più famosi nel live che ha rischiato di dover pagare una multa salatissima per via delle mancate dichiarazioni dei redditi.

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06/12/2017 17:03

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Anche la Francia ha avuto la sua inchiesta “All in” proprio come nel nostro paese. Il fisco è andato a bussare alla porta dei poker players professionisti transalpini per le vincite non dichiarate riguardanti gli anni fiscali che vanno dal 2009 al 2011. Esaminiamo uno dei casi più interessanti che potrebbe orientare l’intero settore del poker live al di là delle Alpi.

E’ finito nel mirino degli “esattori” uno dei giocatori più noti del poker live transalpino, Valentin Messina, runner-up all’EPT di Malta nel 2015, che è riuscito di recente (ad agosto) ad ottenere una recente sentenza favorevole (in parte) da parte della Corte d’Appello di Versailles.

Valentin Messina durante il final table all’EPT Malta

Le sentenze ed i players coinvolti

Esito giudiziale parzialmente positivo anche per altri due poker players come Vanessa Hellebuyck e Bevand Manuel, ma non tutti sono stati “fortunati” dinanzi alle corti. Lo stesso Messina dovrà pagare comunque le tasse sulle vincite, a meno che il Consiglio di Stato non ribalti la sentenza di secondo grado.

Valentin Messina è nato a Parigi e vive a Malta da diversi anni. Nel 2012 però si è visto contestare dal fisco francese una multa salatissima per la mancata dichiarazione delle vincite ottenute nei tornei live, in particolare un risultato di prestigio ottenuto nel France Poker Tour (vinti più di 120.000 euro) nel gennaio del 2010.

“Poker gioco di abilità, i pro devono pagare le tasse”

L’amministrazione fiscale transalpina infatti ritiene che il poker, pur essendo un gioco di carte, abbia una componente di abilità e proprio grazie all’esperienza, alle skills, strategia e psicologia i professionisti riescono a garantirsi un reddito. Pertanto quella del poker player viene considerata, ai fini fiscali e dichiarativi, una occupazione lucrativa ai sensi dell’articolo 92 del codice generale delle imposte.

Inoltre l’agenzia fiscale francese ha applicato a tutti i pro il 25% per via della mancata dichiarazione ma in alcuni casi le contestazioni hanno raggiunto la sanzione dell’80% delle vincite per via dell’occultamento in malafede delle entrate come prevede l’articolo 1728 del codice tributario francese.

Il caso Messina: il rischio di pagare una sanzione all’80%

Contestazioni addebitate anche a Valentin Messina riconosciuto come poker player professionista già nel 2010. Ma la corte di appello non gli ha applicato la maxi multa dell’80% visto che ha riconosciuto la sua buonafede: dal 2008 fino al 2010 non esisteva alcuna giurisprudenza o dottrina in materia. Nessun caso simile era stato mai discusso davanti ad un giudice e nessuna teoria prevalente dottrinale al tempo si era formata in merito alle vincite dei professionisti.

Le Corti di Appello hanno cancellato le maxi multe dell’80% anche nei procedimenti riguardanti Vanessa Hellebuyck e Manuel Bevand.

Senza dubbio Valentin Messina avrà tirato un bel sospiro di sollievo, considerando che nel gennaio 2010 vinse 130.000 euro nel France Poker Tour.

 

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L’iter giudiziale

In primo grado (tribunale amministrativo di Montreuil) Valentin era stato condannato al pagamento dell’intero ammontare contestato ma dopo solo una settimana il giocatore francese aveva presentato ricorso alla Corte d’appello amministrativa di Versailles.

Le tesi del suo avvocato, in particolare per quanto riguarda il divieto di doppia imposizione (vedi sentenza Blanco Fabretti alla Corte di Giustizia UE) e la buona fede dell’assistito, sono state parzialmente accolte dai giudici d’appello.

Inoltre all’epoca della vittoria del torneo France Poker Tour del 9 gennaio 2010, Valentin Messina era impiegato full time con un’azienda come ingegnere informatico, ma pochi giorni prima della vincita aveva discusso le dimissioni con i suoi datori di lavoro.

Nessuna maxi sanzione ma le tasse si!

La Corte ha riconosciuto chela sua attività prevalente fosse il poker già nel 2010 (anno in cui si dimise) ma ha riconosciuto che la mancata dichiarazione dei redditi è stata frutto di un “semplice errore” e non di una “manovra fraudolenta” e pertanto non dovrà pagare la salatissima penale.

Quindi il tribunale amministrativo ha riconosciuto il fatto che Valentin Messina dovrà pagare le tasse sui redditi ma non la maxi sanzione, considerando che “solo dopo l’anno in questione la giurisprudenza e l’amministrazione fiscale hanno espressamente considerato i guadagni realizzati nel poker come tassabili come redditi”.

Ma Messina è intenzionato ad andare avanti e fare ricorso, in ogni caso, al Consiglio di Stato ed i giocatori francesi attendono con ansia le decisioni che potrebbero stravolgere la giurisprudenza in materia.

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