Gioco legale e responsabile

Business

UB.com: nello scandalo coinvolti Annie Duke e Freddy Deeb

Scritto da
13/05/2013 09:22

6.363


annie-dukeDopo cinque anni spunta fuori un file audio che incastra definitivamente Russ Hamilton e prova il coinvolgimento di altri attori protagonisti dello scandalo superuser di UB.com (UltimateBet).

Hamilton, dal 2003 al 2007, aveva messo in atto una truffa che – attraverso l’utilizzo di un software speciale – permetteva ad alcuni account (con poteri speciali, superuser) di vedere le carte degli avversari, sfruttando a proprio vantaggio la vulnerabilità del sito. Per questo motivo UltimateBet rimborsò per circa 20 milioni gli utenti truffati. E’ il più grosso scandalo della storia del poker online mondiale.

Confronto Bonus Poker

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui bookmaker italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i bookmaker sono mostrati a rotazione casuale.

Attori protagonisti
Il file audio compromettente riguarda 3 ore di registrazione avvenuta nel 2008 tra Hamilton, il fondatore di UB Greg Pierson, e due avvocati, Daniel Friedberg e Sanford “Sandy” Millar. I quattro parlano della truffa e del modo di gestire e attenuare gli effetti negativi della stessa, rimborsando alcuni players truffati. Proprio in quel periodo il raggiro stava diventando evidente agli occhi degli investigatori e di alcuni giocatori. Presto sarebbe scoppiata la “bomba”.

Vittime: Matusow e Affleck
Vengono citati nel nastro anche diversi players truffati: Prahlad “Mahatma” Friedman, Mike Matusow, Mike “trambopoline” Fosco e Robert Williamson III. Vittima del cheating anche l’attore Ben Affleck che era coachato da Annie Duke, pro sponsorizzata da UB e menzionata nel file audio. Quando Affleck si sedeva ai tavoli, alcuni account venivano avvisati della sua presenza. Era un pò considerato il “pollo da spennare” con metodi leciti e illeciti.

ben-affleckAnnie Duke
Hamilton rivela nella registrazione che la ‘Duchessa del Poker’ era a conoscenza degli account ‘God mode‘ superuser. In particolare Annie Duke poteva vedere le carte dei giocatori con 15 minuti di ritardo. Logico che non era coinvolta nella truffa, però aveva un vantaggio grazie alla possibilità di conoscere il range dei propri avversari.  Annie Duke si è difesa su Twitter: “Ho avuto accesso alla visualizzazione ritardata delle carte soltanto per alcuni eventi di UB, dove ero commentatrice radiofonica”.

CONFRONTO BONUS CASINO'

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui casinò online italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i concessionari sono mostrati a rotazione casuale.

Furto
Hamilton ammette di aver evaso tasse per 5,2 milioni di dollari sul denaro dei giocatori truffati e poi prelevati dalle casse di UB. Secondo LegalPokerSites.com erano a conoscenza della truffa anche Jim Ryan (ex CEO di UltimateBet e PartyPoker), Joe Norton (alla guida di Tokwiro Ent. e proprietario di Absolute Poker), Paul Leggett (gestore del network Cereus ed ora capo di Amaya Gaming).

Hellmuth innocente
Nella registrazione si cita anche il nome di Phil Hellmuth: i quattro concordano di tenere all’oscuro dello scandalo PokerBrat, la cui immagine esce pulita per l’ennesima volta.  Lo stesso Hellmuth ha pubblicato un comunicato ufficiale nel quale ribadisce la sua innocenza ma anche errori grossolani di valutazione: “Ho passato la mia vita a leggere persone al tavolo da poker e nel mondo degli affari. Confido nel mio istinto che mi ha permesso di essere al top nella mia professione e di sviluppare con i miei amici esperienze di vita fantastiche.
Purtroppo la mia lettura è stata terribile per quanto riguarda il rapporto con i fondatori di Ultimate Bet. Mi sono fidato del team e delle loro capacità di gestire un sito web di prima classe.
Quando sono venuto a conoscenza dello scandalo cheating, ho subito insistito che tutti fossero rimborsati e che il responsabile fosse bandito dalla società. Al’epoca ho pensato che se avessi lasciato subito UB, sarebbero stati meno propensi a risarcire le vittime. Mi sono fidato della parola dei leader di UB e sono rimasto, nella speranza che si sarebbero adoperati per restituire il denaro ai giocatori truffati”. 

Freddie Deeb
Ne esce male invece l’immagine di Freddy Deeb (nella foto in basso): Hamilton afferma che il pro libanese non meritava di essere risarcito, perché secondo il manager di UB, il giocatore ha goduto di privilegi importanti. In poche parole veniva finanziato da Hamilton ripetutamente attraverso il chip dumping (passaggio illegale di fiches ai tavoli di cash game) ed inoltre ha goduto di diverse sponsorizzazioni per l’iscrizione ai tornei live.

freddy-deeb

Responsabilità
Hamilton sostiene che la proprietà e i manager erano a conoscenza della truffa e che gli hanno autorizzato cashout consistenti senza aprire alcun tipo di indagine. Alcuni account erano privilegiati e venivano agevolati nei trasferimenti di fondi.