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Curiosità

“10 anni da pro: ecco cosa vuol dire licenziarsi per vivere di poker”

Nathan "BlackRain79" Williams è un giocatore professionista che ha raccontato cosa vuol dire davvero licenziarsi per vivere di poker. Lui lo ha fatto dieci anni fa

Scritto da
09/08/2017 13:30

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Quanti hanno pensato almeno una volta di mollare tutto per diventare giocatori professionisti di poker?

Tra gli appassionati di questo “giochino” ce ne sono sicuramente tanti. La maggior parte ha visto i propri sogni infrangersi contro la bad run e (quasi sempre) la mancanza di determinazione, predisposizione e tempo. Alcuni, invece, sono davvero riusciti a trasformare in realtà il sogno di guadagnarsi da vivere con il poker.

È questo il caso di Nathan “BlackRain79” Williams, un giocatore canadese che dieci anni fa prese la decisione di provare a diventare professionista.

Oggi può certamente dire di avercela fatta: pur non giocando mai con regolarità agli high stakes (per sua volontà), è riuscito a mantenersi con le vincite ottenute ai mid-stakes senza alcun problema.

La sua etica del lavoro e le sue abilità gli hanno anche permesso di diventare un apprezzato e richiesto coach.

Nathan “BlackRain87” Williams

Sul suo blog, “BlackRain79” ha spiegato cosa significa davvero licenziarsi da un lavoro sicuro per tentare la strada del professionismo.

Una scelta molto difficile, non solo perché da quel momento puoi affidarti solo alle tue abilità, ma anche perché è molto probabile ritrovarsi soli, senza il supporto morale di chi ti sta vicino.

Ecco il suo post, sicuramente di grande ispirazione per chi vuole trasformare la passione per il poker in un lavoro full time.

Nathan “BlackRain79” Williams: 10 anni da poker pro

Licenziarsi per diventare pro

In una fredda mattina dell’aprile del 2007 sono entrato nel mio ufficio a Vancouver, in Canada, e ho detto al mio capo che avevo finito. Ero stufo di lavorare più del dovuto ed essere sottopagato.

Ero un neolaureato e lavoravo tutto il giorno per un’azienda che mi pagava uno stipendio irrisorio.

Ma l’aspetto più importante era che stavo spendendo tutte le mie energie e la mia vita per contribuire al sogno di qualcun altro. Per costruire la loro compagnia, il loro business.

Mi sono promesso che non lo avrei mai più fatto.

 

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L’opportunità unica del poker online come professione

Sapevo che l’unico modo per avere successo nella vita, per sentirmi libero e felice, era trovare il modo di lavorare per me stesso

Fortunatamente, a quel punto stavo già giocando a poker online da qualche anno. Proprio nell’annata precedente avevo scalato rapidamente gli stakes dai micro, costruendomi un piccolo bankroll a cinque cifre.

Nella maggior parte dei casi tornavo a casa dopo aver lavorato tutto il giorno, accendevo il computer e grindavo per qualche ora. Spesso guadagnavo più del doppio rispetto alla paga del lavoro che mi stava succhiando l’anima.

Avevo anche abbastanza soldi in banca per coprire sei mesi di spese. Per questo motivo, la decisione di licenziarmi e diventare un giocatore professionista di poker fu molto facile nella mia mente.

Una decisione che non tutti comprendono e accettano

I miei amici (persone istruite e di mentalità aperta) mi incoraggiavano, ma non credo che capissero davvero cosa significa essere pro. “Il poker non è un gioco di fortuna?“, mi chiedevano.

D’altra parte, alcuni membri della mia famiglia mi dissero che stavo buttando via la mia vita e che avrei dovuto “cercare aiuto“.

Anche se sapevo che era semplice ignoranza, queste parole accesero un fuoco in me. Mi spinsero a dare tutto ciò che avevo per diventare un professionista.

10 anni dopo

Sto scrivendo queste parole nell’aprile del 2017 . Ho appena superato i 10 anni da pro.

Oggi sono noto per essere uno dei più grandi vincitori di sempre ai limiti medi del poker online, ma non solo: scrivo libri e articoli, produco video e sono un coach di poker.

Il poker mi ha insegnato tantissimo sulle vita e sulle persone. Mi ha insegnato a crescere e ad essere un uomo, a perseverare senza cercare scuse e ad imparare ad accettare le critiche.

Libertà e stress: questa è la vita del poker pro

Il poker mi ha permesso di lavorare per me stesso e crearmi una libertà di tempo e spazio che ritengo sia il fattore più importante in assoluto. Per dire, esattamente cinque anni fa ho preso un’altra decisione folle: trasferirmi a vivere da Vancouver a Bangkok, in Thailandia.

Il poker è molto più duro oggi rispetto a dieci anni fa, ma in fondo se diventare pro fosse facile lo sarebbero tutti. La verità è che è uno dei lavori più stressanti e impegnativi che si possano svolgere.

“La miglior decisione della mia vita”

Ma non sono qua per distruggere i sogni di nessuno. Se hai una passione profonda per questo gioco, e sei pronto a lavorare sodo, non c’è alcuna ragione per cui tu non possa farcela.

Per quanto mi riguarda, la decisione di provare a diventare un pro è stata la migliore che potessi prendere.

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