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Isaac Haxton: “Dopo il successo alla PCA nel 2007 giocai 40 tornei di fila senza andare a premio”

Justin Bonomo e Isaac Haxton hanno spiegato cos'è il "win-tilt", una tipologia di tilt che sopraggiunge quando si vince molto e/o a lungo. Haxton la sperimentò nel 2007, dopo aver incassato quasi un milione di dollari alle Bahamas

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04/10/2018 15:00

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Si può tiltare quando si vince? La risposta sembrerebbe scontata: ovviamente no. Eppure, secondo quanto sostengono due giocatori di fama internazionale come Justin Bonomo e Isaac Haxton, esisterebbe anche un “win-tilt“, ovvero uno stato di tilt che si genera dopo aver vinto tanto e/o per lunghi periodi.

I due poker pro americani (e amici di lunga data) ne hanno parlato con Remko Rinkema all’interno del nuovo show di PokerGo “Real Talk“. Hanno spiegato cos’è il win-tilt e Haxton ha anche rivelato quando ci è incappato e quali effetti disastrosi ha avuto.

Cos’è il win-tilt?

Il “win tilt” è quando vinci e vai in tilt“, ha spiegato Bonomo. “Nel senso che quando perdi studi tantissimo perché vuoi uscire dal downswing, ma quando vinci ti siedi sugli allori e non studi più nulla. Non ti impegni e giochi male. Ti senti arrivato”.

Sostanzialmente si pensa di non dover più migliorare poiché si è riusciti a vincere cifre molto alte oppure perché si batte un livello con costanza da tanto tempo. Così si smette di studiare e quando arrivano le prime inevitabili perdite, c’è l’esplosione del vero tilt.

Justin Bonomo

Justin Bonomo, qui dopo il SHR Bowl vinto proprio su Negreanu

Justin Bonomo ammette con grande onestà di essere un po’ in “win-tilt” dopo aver vinto più di 20 milioni di dollari in pochi mesi.

“È una forma di tilt ed è quello che mi sta succedendo ultimamente. Ho una lista di mani da analizzare che mi sto trascinando dietro da troppo tempo. Forse per uscire da questo “win-tilt” dovrei smette di vincere!”, ha concluso Bonomo ridendo.

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Isaac Haxton e il win-tilt dopo la PCA 2007

Isaac Haxton, invece, ha sperimentato il win-tilt dopo il suo primo grande exploit nei tornei dal vivo. Era il lontano 2007 e “Ike” chiuse il Main Event della PCA in seconda posizione per $861.000. Quel successo così grande e inaspettato, gli fece perdere le motivazioni necessarie per continuare a vincere.

“Mi piace pensare di essere immune a questo tipo di tilt, ma non è così”, ha detto Haxton. “So per certo che molte nuove leve, quando vivono run importanti, finiscono proprio in “win-tilt”. Non giocano bene per un certo periodo. A me successe nel 2007: chiusi in seconda posizione la PCA e per 40 tornei consecutivi non andai a premio. Giocavo troppo loose-aggressive, la gente mi conosceva e mi exploitava”.

La differenza tra vincite lorde e vincite nette e l’importanza del mark-up

Un altro aspetto del win-tilt riguarda la differenza tra vincite lorde e vincite nette. Ad Haxton è capitato di sentirsi fare i complimenti per i milioni di dollari incassati nei tornei live in una certa annata, pur avendo in realtà chiuso quell’annata in negativo. Una situazione sicuramente “tiltante”.

Nel 2017 ho incassato 3 milioni di dollari ma ho chiuso l’anno in perdita“, dice Haxton. Verrebbe quindi spontaneo chiedersi come si sopravviva ai downswing negli high roller. La risposta è attraverso i mark-up, ovvero il sovrapprezzo sul buy-in che teoricamente rappresenta l’edge di un giocatore sul field dello specifico torneo.

“Con i mark-up i tornei high roller sono più profittevoli”, spiega Haxton. “In un torneo dal buy-in elevato, come un high roller da $100.000, è rarissimo che qualcuno riesca a vendere quote con un mark-up superiore a 1.1. Significa che per comprare il 10% della mia action devi spendere $11.000. Il range dei mark-up in questi eventi è compreso tra 1.05 e 1.1, ma considerando le cifre per cui giochiamo noi, fa una bella differenza”.

 

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