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La schedina della discordia: il bookmaker sbaglia 2 quote, lo scommettitore calabrese vince €41k, il giudice e i Monopoli…

Potete chiamarla la schedina della discordia quella che ha visto per protagonisti uno
scommettitore calabrese e il bookmaker legale italiano Eurobet. Il motivo? Le solite quote sbagliate.

L’uomo ha vinto una schedina giocata online per €41.700, il problema è che Eurobet (scommesse) aveva sbagliato palesemente due quote: la prima si trattava dell’1 Northampton-Bury bancata a 56 (quando la quota reale era di 1,45) e l’altra era una quota pari a1,43 ma pagata effettivamente 47 volte la posta per il match tra Hull City-Bristol City. Il conto da pagare dal bookmaker era realmente salato.

Dall’altra parte invece lo scommettitore era stato abile ad accorgersi dei due errori e di sfruttarli a proprio vantaggio. Chi ha ragione? Il caso è talmente palese e scottante che ha indotto anche l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con l’assenso del Governo, a inserire la fattispecie degli errori di quota anche nel nuovo regolamento delle scommesse che è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale a novembre (ne parleremo in seguito).

Il book aveva pagato la schedina con le quote corrette, bannato il gamber

Il bookmaker, in un primo momento, aveva rimborsato le giocate allo scommettitore, successivamente aveva pagato la vincita però tenendo conto delle quote corrette (una bella differenza!).

Lo scommettitore aveva visto il suo conto gioco bannato (doppia beffa).

La guerra legale tra Eurobet e lo scommettitore

A questo punto l’uomo calabrese aveva agito con i suoi avvocati per ottenere un decreto ingiuntivo presso il Tribunale Civile di Crotone. Il giudice aveva ammesso l’iniziativa del gambler e, accertandone i presupposti (il contratto di gioco e la schedina) aveva firmato il decreto ingiuntivo rendendolo esecutivo.


Eurobet si era vista notificare il decreto ma non ha pagato, presentando opposizione. A quel punto il Giudice, presa in esame la questione, ha dato ragione al bookmaker.

Il Magistrato ritiene che uno scommettitore, quando una quota è palesemente sopra la media, può riconoscere l’errore e la sua puntata può essere viziata da malafede.

Per la sentenza del Tribunale Civile di Crotone – riporta l’agenzia di stampa Agimeg – l’oggetto del contratto di gioco è la posta (“la somma di denaro o altro bene che una parte deve all’altra in base all’esito del gioco”). Secondo la decisione del giudice, il concessionario è autorizzato a chiedere l’annullamento del contratto di gioco quando “l’erronea quotazione della scommessa telematica costituisca errore essenziale e riconoscibile”. Per esempio quota 47 invece di 1,47.

Il nuovo regolamento ambiguo di ADM sulle quote sbagliate

In virtù di questo ennesimo caso a Crotone, anche per questo motivo, a novembre era stato presentato il nuovo regolamento sulle scommesse sportive che disciplinavaquesta fattispecie della quota sbagliata.

Noi di Assopoker avevamo denunciato subito delle ambiguità nel testo palesi. La norma era scritta male e si prestava a interpretazioni che potevano favorire i bookmakers.

Si trattava di una regola pericolosamente a “maglie larghe” nella definizione di quota sbagliata e poteva anche autorizzare i book a annullare legittime value bets. Un regolamento troppo stringente per gli scommettitori, ecco il testo:

articolo 1, al comma H) del regolamento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, troviamo la definizione di errore della quota:

• errore quota, l’errore materiale di indicazione della quota nel programma di accettazione predisposto dal concessionario, obiettivamente rilevabile dal giocatore e riconoscibile, al momento della scommessa a quota fissa, come errore sulla base del confronto tra la quota offerta e il relativo valore medio di mercato;

Ricordiamo in questa sede le nostre perplessità e critiche al testo, che avevamo espresso a “caldo”:

Tale definizione si può prestare a interpretazioni molto ambigue da parte dei bookmakers, perché qualsiasi quota di valore è sempre più alta rispetto alla media di mercato e lo si deduce proprio dal confronto della quota in esame con la media. Questo è uno dei metodi usati dai professionisti.

Ricordiamo che l’unico metodo per vincere alle scommesse è puntare quote di valore, quote sbagliate. Questo non vuol dire quote palesemente sbagliate (in tal caso siamo di fronte a un errore materiale in senso stretto e la giurisprudenza si è già espressa a favore dei bookmakers).
Bisognerebbe stabilire un grado di tolleranza dell’errore in termini percentuali. Il regolamento invece dà una definizione ambigua e indefinita del margine d’errore.


L’errore materiale della quota dovrebbe essere interpretato in senso stretto (tipo 15 invece di 1,5). Parlare di valore medio di mercato è pericoloso (per gli scommettitori) perché la stessa quota varia anche prematch e può variare anche di parecchi punti.

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L’articolo 8 del regolamento delle scommesse

Tale premessa (comma H, articolo 1) va poi letta in collegamento con l’articolo 8.

Art. 8 Errore quota

  1. Il concessionario che rileva un errore quota per uno o piu’ esiti di una o piu’ tipologie di scommesse a quota fissa contenuti in una ricevuta di partecipazione accettata dal totalizzatore nazionale, puo’ richiedere ad ADM il riconoscimento dell’errore quota.
  2. Qualora, ai sensi della determinazione direttoriale di cui al comma 3, risulti sussistente l’errore quota, ADM provvede, in base ai criteri previsti dalla medesima determinazione direttoriale, al ricalcolo delle quote per tutti gli esiti della tipologia di scommessa e alla rideterminazione delle vincite, operando direttamente sul totalizzatore nazionale.
  3. Criteri e modalita’ di individuazione dell’errore quota e delle quote corrette sono stabiliti da ADM con propria determinazione direttoriale.
    Le nostre perplessità sono state per fortuna raccolte dall’Agenzia dei Monopoli che – nella redazione del regolamento attuativo – ha invitato i concessionari a proporre delle soluzioni obiettive che non minino il rapporto di fiducia tra bookmaker e giocatore. Gli operatori hanno massimo 30 giorni per presentare le loro proposte.

Quote sbagliate: le nuove regole (la direttiva direttoriale dei Monopoli)

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sembra andare nella direzione della proposta che avevamo fatto ovvero di fissare dei limiti numerici e di contenere e individuare l’errore entro certi parametri. Ecco la bozza della direttiva direttoriale proposta da ADM sull’errore di quota.

Si interviene anche sulle modalità di riconoscimento dell’errore quota. Spetterà ad ADM effettuare il calcolo del valore medio ponderato della quota riferita allo stesso esito come rilevata dal Totalizzatore Nazionale.

Per scommesse con meno di 20 esiti, ADM certificherà l’errore quota se la quota comunicata dal concessionario è superiore o uguale al valore medio ponderato moltiplicato per 2.
Per scommesse con 20 o più esiti, ADM certificherà l’errore quota se la quota comunicata dal concessionario è superiore o uguale al valore medio ponderato moltiplicato per 4.

Il valore medio ponderato verrà calcolato su tutte le quote registrate dal totalizzatore nazionale e saranno utilizzate solo le quote registrate nell’intervallo di tempo comunicato dal concessionario.

Nella bozza – afferma Agimeg – è presente anche una parte riguardante le modalità di ricalcolo delle quote e rideterminazione delle vincite.

I precedenti giurisprudenziali sulle quote sbagliate

La giurisprudenza era già a favore dei bookmaker. Il primo precedente giudiziario in Italia, è del 2012 (dopo 4 anni di battaglia legale), quando Il Tribunale di Roma aveva sempre dato ragione a Eurobet (che si era rifiutato di pagare una vincita per via di una quota sbagliata, in una partita di basket).

Negli anni successivi una prima circolare dei Monopoli di Stato si schierava a favore degli scommettitori.

Un caso nel 2015 (con il Crotone in qualche modo sempre di mezzo) era stato risolto proprio in direzione della società di scommesse, in questo caso Goldbet.

Un 50enne aveva piazzato nell’agenzia GoldBet di Taormina, diverse giocate per una vincita potenziale di 2.721,30 euro. La vittoria in Coppa Italia del Crotone (contro la FerAlpi Salò) era quotata a 193 invece di 1,93. Lo scommettitore siciliano aveva puntato un totale di 13 euro abbinandolo alla vittoria del Trapani. Goldbet ha deciso di non pagare e di rimborsare solo la giocata, in virtù dell’errore invocando la giurisprudenza del Tribunale di Roma sul caso analogo. Alla fine al giocatore erano stati rimborsati i suoi 13 euro.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.