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La Cassazione sul poker live: “nessuna tassa va applicata sulle vincite nei casinò UE”

La Corte di Cassazione ha ribadito i principi contenuti nella Sentenza "Blanco-Fabretti" della CGE. Un trionfo per un giocatore italiano dopo anni di battaglia legale.

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18/05/2021 19:03

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La Corte di Cassazione ha ribadito la giurisprudenza consolidata (e non potrebbe fare diversamente) della Corte di Giustizia Europea con la Sentenza Blanco-Fabretti a favore dei giocatori di poker italiani ben 7 anni fa.

Anche per la Suprema Corte italiana non devono essere dichiarate le vincite realizzate nei casinò degli altri paesi dell’ Unione europea e dello Spazio Economico Europeo, per via del divieto di doppia imposizione.

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Dal momento che i giocatori pagano la rake, versano indirettamente anche le tasse di competenza nel paese di origine del casinò. Per questa ragione non possono essere tassati due volte (divieto di doppia imposizione che è un principio europeo e che è stato accolto anche dalla nostra normativa fiscale).

Per questa ragione, un giocatore è stato sgravato da ogni obbligo di includere le vincite maturate all’estero (in un casinò europeo) nonostante le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.

La Commissione tributaria sia provinciale che regionale del Friuli gli aveva dato ragione ma l’ ADE aveva impugnato la decisione ed aveva richiesto che si pronunciasse la Cassazione.

I giudici ermellini hanno ribadito i concetti espressi dalla giurisprudenza europea dal 2014 in poi: “gli articoli 52 e 56 TFUE devono essere interpretati nel senso che ostano alla normativa di uno Stato membro, la quale assoggetti all’imposta sul reddito le vincite da giochi d’azzardo realizzate in case da gioco situate in altri Stati membri, ed esoneri invece dall’imposta suddetta redditi simili allorché provengono da case da gioco situate nel territorio nazionale di tale Stato”.

La Cassazione ha quindi confermato la sentenza positiva della Commissione tributaria friulana.

Mai come in questo momento si può considerare il poker live legale come un fenomeno europeo, Covid19 permettendo. I players residenti nell’Unione possono difendersi con lo scudo del principio di divieto di doppia imposizione, incluso nella Sentenza Blanco Fabretti, accolta nel nostro ordinamento con la legge del 23 luglio 2016.

Legge n. 122/2016 recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea“.

I giocatori europei sono quindi sollevati da ogni obbligo contributivo per i tornei riguardanti i casinò dell’Unione. Discorso differente si può fare invece per le WSOP e Las Vegas. In questo caso invece sussiste un obbligo da parte del residente italiano ed è il rischio è di dover pagare un prelievo molto salato sulle vincite lorde (come indica la legge italiana).