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Rumors dal Canada: “Possibile asse tra Baazov e Scheinberg per l’acquisto di PokerStars”

Dal giorno della vendita di Rational Group, tra gli addetti ai lavori, si rincorrono sempre di più le voci di un possibile accordo segreto tra gli Scheinberg (fondatori di PokerStars) e David Baazov (numero uno di Amaya) per la conduzione della prima room mondiale.

Il motivo? Vedersi riconoscere una licenza negli Stati Uniti, visto il veto delle autorità del New Jersey nei confronti di Isai Scheinberg. Ora che il DGE ha riconosciuto a Rational Group la legittimità ad operare negli States, le voci destabilizzanti sono di nuovo di stretta attualità.

L’ipotesi però non è mai stata supportata da una prova ed è sempre stata smentita dai diretti interessati. Inoltre, considerando le recenti e storiche decisioni nella politica di gestione delle rooms intraprese da Rational, risulta difficile leggere una gestione occulta da parte degli Scheinberg. Si tratta di due politiche, intraprese nei confronti dei players, opposte. Difficile quindi leggere la mano di Isai e il figlio Mark, nell’attuale gestione di Stars e Full Tilt. Tutto quello che stato deciso da novembre ad oggi, sembra rinnegare le scelte passate.

Vi sono quindi – a nostro parere – dei forti elementi di discontinuità tra le due gestioni.

In ogni caso, in questi giorni i rumors sono tornati alla ribalta visto che David Baazov vorrebbe scalare Amaya e prendere il controllo assoluto, di fatto, di PokerStars e Full Tilt, svincolandosi anche dagli investitori, rendendo di nuovo privata la prima room del mondo.

Un’ OPA è in rampa di lancio e Stars potrebbe presto svincolarsi dalle logiche di Wall Street e delle borse.

Ma chi sono gli attori protagonisti che accompagnano Baazov in questa spregiudicata offerta di acquisto? Lo studio legale Eilers & Krejcik ha pubblicato una nota che smentisce la presenza degli Scheinberg nell’operazione accanto ai propri clienti. Nonostante questo dal Canada insistono, ma senza alcuna prova. Perchè?

Amaya, nel comunicato stampa, ha reso noto che sono protagonisti nell’operazione quattro dipendenti (compreso il vice presidente esecutivo) ma non ha voluto fare nomi.

A scatenare le illazioni ci hanno pensato i media canadesi (sia Baazov che Scheinberg sono israeliani-canadesi) in queste ore. Il noto blog CalvinAyre (di proprietà di un altro canadese Calvin Ayre, boss di Bodog) rilancia l’ipotesi.

Con il crollo del valore delle azioni in pochi mesi, Amaya fa gola a parecchi investitori, per questo i ribassisti, ed in particolare Baazov, hanno fiutato l’affare.

L’attuale CEO possiede il 18% di una società pagata meno di due anni fa quasi 5 miliardi di dollari. Al momento ne vale circa la metà sui mercati finanziari. Le azioni di Amaya hanno toccato il fondo con una quotazione molto simile a quella pre-PokerStars. Appena Baazov è uscito allo scoperto si è registrato un incremento del 25%. Mai come in questo momento gli speculatori cercano di lucrare su questo titolo.

Bazov, come detto, possiede il 18% e vorrebbe il resto del pacchetto azionario, con ogni probabilità, per rendere l’azienda privata, in modo tale da poter avere le mani libere (senza la pressione del risultato a breve termine) e investire per il futuro, magari rivendendo ad un prezzo maggiorato.

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L’OPA dovrebbe prevedere un prezzo di 21 dollari canadesi per azione, al momento il valore di mercato è di 18,50 dollari (il margine di guadagno è del 13,6%).

In base a quanto scritto dai media canadesi, è facile arrivare anche ad un’altra conclusione: per gli Scheinberg sarebbe un affare aver venduto a 4,9 miliardi e riacquistare la propria creatura a 2,9 miliardi. Ma – a nostro avviso – è solo fantafinanza, almeno per gli elementi che abbiamo raccolto, nessun fatto può confermare queste illazioni.

Fine Speciale vendita PokerStars seconda parte – continua

Speciale vendita PokerStars  – prima parte

Baazov vuole comprarsi tutta Amaya! Leggi qui!

 

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.