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Curiosità

Claudio ‘swissy’ Rinaldi perde i capelli, ma non la scommessa!

Scritto da
20/05/2014 14:23

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Claudio Rinaldi ce l’ha fatta, ma su questo di dubbi ne nutrivano in pochi: “swissy” è un giocatore e uno scommettitore, così rinunciare a tagliarsi capelli e barba pur di intascare i soldi messi in palio dalla cordata che ha avuto l’idea di metterlo alla prova è stata per lui (quasi) una passeggiata.

Tutto era cominciato per caso, al WPT National di Saint Vincent nel maggio del 2012, quando quasi per scherzo nacque l’idea: quanto vorresti per non tagliarti i capelli per un paio d’anni, magari mettendoci anche un quattro mesi di barba nel finale?

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La cifra esatta messa sul piatto la conoscono in pochi, e certo fra questi ci sono gli amici di una vita: Daniele Mazzia, Alessio Isaia, Costantino Russo, ma anche Walter Treccarichi, Simone Ferretti, Gianpaolo Eramo e non solo. 

Lo svizzero, come da accordi e da stereotipo, ha puntualmente pubblicato su Facebook una fotografia al mese, a testimonianza del suo sansonico sacrificio: mentre gli altri cercavano di dissuaderlo, forse convinti che ce l’avrebbe fatta davvero col passare del tempo, lui con ancora un anno di distanza si diceva pronto ad accettare ancora scommesse. In fondo per vincere bastava aspettare, e così è stato.

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Ieri, 19 maggio 2014, sono scaduti i due anni: dopo aver aspettato un bel po’, è finalmente arrivato il momento dell’ultima foto, o meglio della penultima, perché dopo due anni simili come si fa a non concedersi il vizio di un barbiere?

Ieri, al momento dello scatto conclusivo, c’è stato chi ha provato a rilanciare, quando scherzando (ma probabilmente neppure troppo) Stefano Fiore ha provato a buttare là un meno 20 chili in tre mesi, al che in molti hanno sottolineato le implicazioni legate alla salute per un’ipotesi del genere.

Lui no, ma si è limitato a precisare: “Fiore, ti servono cifre a cinque zeri“. Difficilmente qualcuno sarà disposto a rischiare tanto, anche perché Claudio Rinaldi in tutto questo tempo ha dimostrato di saper far propria la massima di Lee Van Cleef ne “Per qualche dollaro in più”.

Nel film di Sergio Leone, Douglas “il colonnello” Mortimer si offre di aprire la cassaforte all’Indio, dietro il pagamento di cinquemila dollari. Il bandito accetta, ma spiega che non può pagarlo subito. I soldi non possono essere spartiti troppo presto, altrimenti c’è il rischio di farsi beccare con il sorcio in bocca, al che Van Cleef sorride e risponde: “Io sono un esattore paziente, ma alla fine mi faccio sempre pagare“. Amen.

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